Ascolti Tv Usa, Nielsen registrerà anche gli “ascolti” delle serie tv di Netflix ed Amazon

Nielse ha deciso che dal prossimo mese rileverà i dati di ascolto delle serie tv di Netflix ed Amazon, per permettere ai network di vendere ad un prezzo giusto le loro serie tv

Le serie tv pubblicate online da Netflix ed Amazon Prime Instant Video, dal prossimo mese, saranno al centro delle rilevazioni Nielsen: la compagnia che lavora sugli ascolti televisivi americani ha infatti annunciato la scorsa settimana che da dicembre rileverà gli ascolti dei due servizi di video on demand, sebbene le due aziende non abbiano rilasciato commenti a questo proposito. Netflix ed Amazon, d’altra parte, non hanno mai voluto rendere noti i dati relativi a quante persone guardano le loro serie tv: il lavoro che effettuerà Nielsen, quindi, servirà principalmente ai network televisivi.

Questi, negli ultimi anni, hanno venduto sempre più i diritti per la pubblicazione online di serie tv già andate in onda in televisione o ancora in onda: scoprire quante persone e quali fasce di pubblico tra gli iscritti a Netflix ed Amazon stanno vedendo online le loro serie tv potrebbe permettere ai network di negoziare meglio i costi di vendita di questi show.

Per quanto riguarda, invece, le serie tv originali, e quindi realizzate principalmente per i due servizi di streaming, la rilevazione degli ascolti (che sarà effettuata seguendo le tracce audio delle puntate viste in streaming, mentre si deve ancora capire come rilevare i dati attraverso smartphone e talbet) permetterà alle case di produzione, agli autori ed ai cast di poter negoziare meglio i propri compensi.

Si potrà sapere così, quindi, quante persone seguono serie tv diventate popolari come Orange is the new black ed House of Cards, analizzando così il pubblico che segue questi show e fornire dati precisi a questo proposito. I dati, inizialmente, saranno offerti solo a chi ne farà richiesta a pagamento, ma in futuro potrebbero far parte di tutti i numeri messi a disposizione da Nielsen ai vari network.

Intanto, però, la notizia potrebbe permettere ai network televisivi di capire meglio come agire di fronte all’espansione dei due servizi di streaming on demand, che nel corso di questi anni continuano a crescere ed a portare via pubblico alle tv generaliste: lo scorso mese, il calo di spettatori televisivi è stato del 7% rispetto allo scorso anno nella fascia 18-49 anni, un dato che preoccupa le aziende, le quali devono continuare a cercare investitori che paghino gli spazi pubblicitari sulle loro reti.

La visione di programmi televisivi in streaming, però, cambia sempre più le abitudini dei telespettatori. Secondo Nielsen, il pubblico tra i 18 ed i 34 anni che sottoscrive un abbonamento ad un servizio di streaming on demand guarda il 20% in meno di televisione, mentre il pubblico tra i 25 ed i 54 anni guarda il 19% in meno di televisione.

Numeri allarmanti: anche per questo, i network vogliono sapere i dati esatti delle visioni in streaming delle loro serie televisive, in modo da poter ottenere un guadagno preciso a seconda del successo che le loro produzioni possano avere online. “I nostri clienti potranno guardare i loro programmi e chiedersi: mettere i nostri programmi su Netflix ha un impatto sulla visione lineare?”, ha detto Brian Fuhrer, vicepresidente senior di Nielsen.

C’è anche chi crede che l’utilizzo delle piattaforme online non influenzi più di tanto la visione sul piccolo schermo: Philippe Dauman, amministratore delegato di Viacom Inc., che gestisce Comedy Central ed Mtv, sostiene che i minuti di visione televisiva su un servizio online rappresenta solo tra il 2 ed il 3% del numero totale di minuti di visione tradizionale. Todd Juenger, analista della Sanford Bernstein, sostiene invece che i servizi on demand sono una delle cause del caso di telespettatori in America. “Porti i telespettatori da un universo con spot pubblicitari in uno in cui non ci sono”, ha detto. “Non vedo come questo sia buono per la salute dell’industria dei contenuti”.

Sapendo quante persone seguono le serie tv via streaming potrebbe così dare la possibilità alle reti di vendere a prezzi più alti gli show di successo, cercando di evitare i danni di una fuga dalla televisione che potrebbe costare loro soldi e pubblico.

[Via TheWallStreetJournal]

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