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Moonlight: su SciFi indagini al sangue ma con poca identità

Una volta il vampiro era solo un cattivo senza scrupoli assetato letteralmente di sangue. Poi arrivò “Angel”, che diede una scossa alla nostre antiche credenze, mostrandoci il primo demone con un’anima. L’idea è piaciuta così tanto che la figura del vampiro buono è stata ripresa due anni fa, con “Blood Ties”, e l’anno scorso, con

MoonlightUna volta il vampiro era solo un cattivo senza scrupoli assetato letteralmente di sangue. Poi arrivò “Angel”, che diede una scossa alla nostre antiche credenze, mostrandoci il primo demone con un’anima. L’idea è piaciuta così tanto che la figura del vampiro buono è stata ripresa due anni fa, con “Blood Ties”, e l’anno scorso, con “Moonlight” (gallery), che esordisce stasera -niente di meglio che la notte di Halloween per una storia simile- su SciFiSteel di Mediaset Premium alle 21 con due episodi a settimana.

Evidentemente, però, nel nostro immaginario queste figure devono rimanere malvagie o perlomeno, come nel caso del personaggio amato da Buffy, avere una loro storia passata “credibile”, che regga una trama capace di raccontare mistero, inquietudine e fascino.

Una missione riuscita a metà per “Moonlight” che, nonostante le petizioni e l’affetto del pubblico (7 milioni e mezzo di persone in media hanno seguito le 16 puntate andate in onda sulla Cbs), non ha ottenuto il rinnovo per una seconda stagione. L’errore, forse, è stato nel dare alla serie un’impronta ferma e decisa solo dopo alcune puntate.

La storia di Mick (Alex O’Loughlin), “vampirizzato” 55 anni prima da sua moglie ma fin da subito deciso ad usare la sua nuova natura a favore degli uomini, lavorando come investigatore privato su omicidi ed affini con la collaborazione della giornalista Beth (Sophia Myles) -con cui ha un passato in comune-, ha alle spalle una travagliato processo di realizzazione.

Con il titolo iniziale di “Twilight”, il primo pilot venne bocciato dai vertici della Cbs, che comunque continuava a credere nel prodotto. Venne quindi chiamato a riscrivere la storia David Greenwalt, autore storico di “Buffy” ed “Angel”, che svecchiò il cast e diede più ritmo, ma poi abbandonò il progetto.

Nonostante tutto ciò, il produttore Joel Silver (lo stesso di “Veronica Mars”) non ha mollato, ed è riuscito a portare a termine lo show, che ha debuttato lo scorso anno, appunto. Un debutto che però non convince in pieno: i primi episodi si mostrano ancora troppo simili ad “Angel”, troppo carichi della stessa aria triste e cupa e, soprattutto, senza un’adeguata mitologia che renda i personaggi affascinanti.

Con l’andare avanti delle puntate, però, ecco che qualcosa si muove: l’idea di base non cambia, e lo show non viene snaturalizzato, ma si dà spazio ad un nuovo modo di pensare la progenie di Dracula. Viene così mostrata una comunità di vampiri, fatta di lavoratori, ricchi, poveri, accomunati sì dal bisogno di sangue per vivere ma che possono raccontare qualcosa di più (concetto che viene ripreso quest’anno dal nuovo “True Blood”).

Tra questi, ad esempio, spicca la figura di Josef (Jason Dohring, Logan di “Veronica Mars” e prossimamente in “The Washingtonienne”), ricco vampiro ed amico del protagonista, con cui s’oppone alla sua ostinata filosofia filantropa.

Tutto ciò non è bastato, come abbiamo detto, ma “Moonlight”, a differenza di altri telefilm chiusi alla prima stagione, non ci lascia con un finale aperto che ci fa sperare in una seconda serie -che non ci sarà, nonostante i tentativi di traslocare su altre reti-. Consapevoli della probabile chiusura dello show, gli autori hanno fatto un buon lavoro di conclusione delle varie storie, evitando a chi ha seguito le 16 puntate la spiacevole sensazione di aver perso del tempo.



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