Otto e mezzo, Fedez spegne le polemiche sull’inno grillino: “Mai offeso Napolitano, il Pd esagera chiedendo a Sky di cacciarmi”

A Otto e mezzo ha debuttato come opinionista un oratore nato: Fedez ha risposto a tono al Pd che lo vuole fuori da X Factor

Dopo il battesimo di fuoco ad Announo per parlare di droghe leggere, Fedez è ritornato su La7 in versione opinion leader a tutto campo. Il rapper ha ormai una reputation pazzesca, complice il tutoraggio della scaltra addetta stampa Betti Soldati, ex braccio destro di Antonio Ricci e storica collaboratrice di Maria De Filippi.

Ecco che Giovanni Floris ha pensato di invitarlo a Otto e mezzo in collegamento dal Circo Massimo, mentre in studio c’era il Ministro Franceschini. Fedez ha così risposto alle polemiche del Pd contro il suo inno del Movimento Cinque Stelle. C’è chi ha addirittura protestato contro Sky per la sua presenza nel talent show, accusandolo di vilipendio nei confronti del Presidente Napolitano per il testo del suo inno grillino (“te lo dico con il cuore, o vai a testimoniare o passi il testimone”). Ma Fedez ha rimandato le accuse al mittente:

“Direi che l’accusa di vilipendio non sussiste, è molto simpatica ma non esiste l’offesa. Io semplicemente da cittadino a cittadino, qual è Napolitano, ho chiesto solo di prendere con responsabilità un argomento così complesso, come la trattativa Stato-Mafia. Mi sembra elementare che il Capo dello Stato debba per lo meno presentarsi a un processo che riguarda una tematica così sensibile”.

Alla fine Napolitano si presenterà, ha puntualizzato Floris, chiedendo a Fedez se ora cambierà il testo dell’inno. Ma il rapper ha risposto a tono:

“Essendo lui un esempio di legalità, sarebbe stato bello se si fosse presentato spontaneamente. Certo, ho esagerato dando del fascista al Pd e accusandolo di censura. Io essendo un artista posso permettermi di esagerare. I candidati del Pd hanno chiesto una presa di posizione a un’emittente televisiva per delle dichiarazioni che io ho fatto fuori dal contesto televisivo. Lo trovo assurdo. E’ come se un preside sospendesse un alunno perché preferisce Pollock a Chagall. Parlare di ritorno al fascismo è un po’ eccessivo, ma è una provocazione viste le provocazioni pesante arrivate a me. Diciamo che si è passat dal metodo Boffo al metodo Goffo, che è più simpatico”.

Alla domanda su cosa condivide del Movimento Cinque Stelle, Fedez ha risposto senza problemi:

“La scelta di fare l’inno è stata un modo per sopperire alla mia non presenza all’evento. Questo non significa che io tenga la bandiera a due mani del partito, diciamo che condivido i metodi, ma non i meriti. Mi piace il nuovo approccio al potere che hanno”.

Sull’eliminazione grillina delle voci del dissenso ha glissato:

“Io ripeto, non sono candidato. Non ne condivido tutte le idee e tutte le scelte”.

Fedez si sente la voce di una generazione, come De Gregori e De Guccini? Ha questo nuovo ruolo per il popolo dei Cinque Stelle? Sì e no.

“Io mi reputo un cittadino libero che esprime la propria opinione sensibile dinanzi a tematiche politiche e sociali, niente di più niente di meno. Non sento l’esigenza di giustificare quello che dico”.

Un oratore nato.

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