Lost Vs. Heroes: l’opinione di un lettore

Tra poco arriverà su Fox (canale 110 di Sky) la terza serie di “Lost” che, nonostante i bassi ascolti su Raidue, è molto attesa da numerosi fan della serie. In questi mesi si è parlato tanto di questo telefilm, più che per le anticipazioni sulla nuova stagione, per la serie che ormai da un anno

Tra poco arriverà su Fox (canale 110 di Sky) la terza serie di “Lost” che, nonostante i bassi ascolti su Raidue, è molto attesa da numerosi fan della serie.

In questi mesi si è parlato tanto di questo telefilm, più che per le anticipazioni sulla nuova stagione, per la serie che ormai da un anno a questa parte è diventata in America l'”anti-Lost” per eccellenza: “Heroes”.

Peppi, nostro lettore nonché redattore di Softblog ed Happyblog, ci ha mandato un interessante confronto tra i due telefilm e i personaggi che li animano, che di seguito vi riporto:

“… l’unica cosa che possono avere in comune è quell’aria di mistero che aleggia sulle due serie televisive, per il resto non c’è nulla. Dopo 10 puntate che mi sono sforzato di vedere non ho trovato nessun personaggio carismatico con il quale volermi e potermi identificare. Gli amici del blog volo815 hanno fatto una simpatica gara tra i personaggi di Lost contro quelli di Heroes, ma ad oggi io non me la sento di paragonare l’infermiere Peter Petrelli al leader dell’isola , il medico, Jack Shephard!

In questi giorni ho riflettuto anche sul “problema” doppiaggio: può darsi che i personaggi siano doppiati male in italiano e quindi non risultano interessanti, ma anche vedendolo in inglese è cambiato poco.
Ritornando al fattore “mistero”, ricordo quando ho visto le prime due puntate di Lost: ne ho viste subito altre 2! Mentre con Heroes non m’è venuta voglia di vederne altre due, cioè ce l’ho fatta ad aspettare il giorno dopo!

Heroes lo vedo più come un telefilm alla Smallville, un telefilm per teenager, un telefilm da bollino verde o al massimo giallo, Lost fa veramente paura! Continuerò a guardare Heroes, ma senza impegno, forse con la speranza di potermi ricredere e di poterlo annoverare tra i miei telefilm preferiti, ma temo che sarà dura!”

Condivido in parte il confronto di Peppi: non ha tutti i torti nel non sentirsela di paragonare i personaggi delle due serie, che hanno una visione dell’eroismo molto differente: in “Lost” i naufraghi devono salvare sé stessi ed i loro compagni di sventura, in “Heroes” i protagonisti tendono a sacrificare sé stessi sempre per un’altra persona. Inoltre, se nel primo telefilm i personaggi usano non solo la forza fisica, ma anche l’intelligenza e l’astuzia (derivate dalle loro esperienze di vita narrate nei mitici flashback), nel secondo tutto ruota attorno alle “abilità straordinarie” che i protagonisti si sono ritrovati ad avere e gestire senza potersene liberare. Forse è vero che Peter Petrelli & Co. sono personaggi scritti per avvicinare un pubblico più adolescenziale, ma questo, secondo me, non vuol dire che la serie sia visibile a tutti (infatti Italia1 la trasmette col bollino rosso, per via di certe scene crude).
Sul doppiaggio, la versione italiana di entrambi i telefilm toglie molto all’interpretazione, soprattutto in “Heroes” (ad esempio, Ando, l’amico di Hiro, non parla così male, anzi! Ed anche Niki Sunders, quando “diventa” Jessica, assume un tono di voce molto diverso, cosa che in Italia non è stata resa al massimo).

Infine, la questione che più delle altre ha suscitato un confronto tra i due prodotti: il ritmo e la suspence. “Heroes” necessita di alcuni episodi introduttivi alla vera storia, per tanto potremmo dire che la storia vera e propria del telefilm inizia con le puntate andate in onda domenica scorsa (“Homecoming” e “Sei mesi fa”).
In “Lost”, il ritmo è serrato già dalla prima puntata, però non mancano gli episodi in cui la trama viene fatta rallentare e non avviene nulla di importante per lo sviluppo della stessa.
Sul mistero, poi, i due telefilm adottano una filosofia diversa: il telefilm di Tim Kring porta un po’ più di “rispetto” per il telespettatore, svelando i misteri pian piano che la trama si evolve, ed aggiungendone altri che saranno svelati entro la fine della serie.
Damon Lindelof e Jeffrey LieberCarlton Cuse, invece, giocano molto sull’effetto mistero, portando avanti per più di una stagione dubbi che verranno svelati, probabilmente, solo a fine produzione. Insomma, per seguire e capire “Lost” ci vuole un po’ più di pazienza.

Voi condividete queste opinioni? In un’ipotetica sfida (catodica e non) tra eroi e naufraghi, vincerebbe l’evoluzione o la sopravvivenza?

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