SIAMO FELICI, NON VI PARE?

Grande inizio della stagione televisiva. Share con i suoi dati e i suoi commenti. Debora con la sua sensibilità spiritosa nello scovare cose interessanti nelle pieghe dei palinsesti. Malaparte con i suoi interventi sornioni mirati a segnalare aspetti e curiosità sfiziose. Lord Lucas appostato con sguardo acuto sui programmi per valutarne con intelligenza i valori

grilloGrande inizio della stagione televisiva. Share con i suoi dati e i suoi commenti. Debora con la sua sensibilità spiritosa nello scovare cose interessanti nelle pieghe dei palinsesti. Malaparte con i suoi interventi sornioni mirati a segnalare aspetti e curiosità sfiziose. Lord Lucas appostato con sguardo acuto sui programmi per valutarne con intelligenza i valori (aiutato di tanto in tanto dalla madre, vero Lord Lucas?, salutala da parte mia con rispetto). Tutti gli amici del ns blog mi aiutano a seguire e a capire la croce e delizia del lavoro sulla anzi sulle tv.Passando da loro, che sono molto più seri dei critici e dei giornalisti, alla stampa in cui ovviamente non mancano persone di valore, mi pare che un fatto clamoroso emerga senza possibilità di dubbio.
Il fatto è questo: siamo felici, siamo in uno stato di beatitudine, godiamo come pazzi, l’orgasmo va alle stelle. Ascolti buoni, spesso ottimi. Mike che litiga con la Goggi. Scontri a Villa Arzilla. Fiction da sballoi. Telefilm catturanti. Sport alle stelle. Pubblico che torna dopo i sandali o l’alpenstock. Tutto sano,promette, vecchio e nuovo come il boom dell’Isola dei Famosi. E poi dicono che siamo all’Annozero.
Ma lo scatto al piacere è venuto fuori abbastanza all’improvviso. Si tratta del caso Beppe Grillo. Avete notato? Tutti parlano di lui. Dicono che è fascista, terrorista, qualunquista, catastrofista, drogato di narcisismo, solipsista autoritario. Fiumi d’inchiostro. Non c’è opinionista o direttore di giornale che non sente bisogno di intervenire su Beppe e sul grillismo. L’unico- mi pare, se non ho perduto uno suo scritto- è Paolo Mieli, direttore del Corriere che da qualche tempo non ci fa “sentire” le sue righe. Aventinismo comunicazionale spinto. Guai in casa editoriale? aplomb astuto, tanto a sporcarsi le mani ci pensano suoi delegati? Mah. Boh.
Questa felicità mi incanta e mi preoccupa. Anche perchè se ci sono tanti che attaccano Grillo, ce ne sono altri che si dicono suoi amici, che lo blandiscono, che si propongono per fare il suo portavoce, che cercano di copiarlo (solo però quando sono in tranquilli posti di potere). Mi piacerebbe fare nomi e cognomi, però non si tratta di un aiuola, quanto di una foresta di vittime o di vittimisti o di potenti defraudati restituiti al potere tranquillo, di aspiranti al potere sulle correnti ascensionali create dal radicalismo in fondo ingenuo (senza barricate) del grande Beppe. Già sono prolisso. E non sono uomo che compila elenchi. In Italia ce ne sono stati e ce ne sono troppi.
La felicità che circola, è la felicità di chi orchestra il palinsesto generale (non solo tv) della nostra società o pensa di poterlo fare. Ha trovato un uomo solo, un uomo solo al comando. Eccolo. Beppe, l’uomo della provvidenza, che cementa gli spaventati della casta che si preparano a svernare come sempre, e che ringalluzzisce gli ultimi parvenus del potere, usi a gridare e a schierarsi con gli urlatori, pronti a schierarsi con i mitomani che inflazianano la comunicazione e a gettare le premesse di un futuro.
Il futuro della felicità nihilista. Avere (potere) piuttosto che essere (sinceri).
Indovinelli di primo autunno. Date risposte, fate domande, io risponderò a tono.
ITALO MOSCATI

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