#IceBucketChallenge, Luciana Littizzetto: “Pensavo si partecipasse con 100 euro, sono stata ingenua”

“Mi dispiace tanto. Scrivono che sono tirchia, che mi sono sprecata. Retropensieri malevoli. Simbolicamente quei cento euro per me hanno un senso, pensavo si aderisse al gioco con quella cifra. Sono stata ingenua, è una colpa?” Sì.

Dopo gli 80 euro di Renzi, è tempo di occuparsi dei 100 euro di Luciana Littizzetto. Le due banconote da 50 euro sventolate nel video realizzato per l’IceBucketChallenge, in risposta a quello di Fabio Fazio (praticamente un desolante promo di Che tempo che fa), hanno fatto infuriare il web. Cifra esigua per un’attrice popolare e affermata come Lucianina, che per le sue partecipazioni televisive intasca qualcosina in più di 100 euro?

Dopo le critiche sui social, è arrivata la difesa della diretta interessata, interpellata dal quotidiano La Repubblica.

“Pensavo si partecipasse con quella cifra” (ovviamente non è così, ognuno dona quanto gli pare), si è giustificata la comica di Che tempo che fa, dalla prossima stagione impegnata anche su Sky nella giuria di Italia’s got talent.

Mi dispiace tanto. Ora qualcuno nei commenti scrive che sono tirchia, che mi sono sprecata, e altre cattiverie. Retropensieri malevoli. Simbolicamente quei cento euro per me hanno un senso, pensavo si aderisse al gioco con quella cifra e mostrarli, semplicemente, significava dire: donateli anche voi. Sono stata ingenua, è una colpa?

Dal nostro punto di vista, . Da un personaggio televisivo del suo calibro servirebbe maggiore senso di realtà. Era davvero così difficile immaginare che una donazione di 100 euro da parte di una privilegiata non provocasse la facile indignazione del web? A prescindere dalla questione nel merito (ognuno dona quanto vuole e non è tenuto a rendere pubblica la somma, ci mancherebbe), il problema è legato all’incredibile inconsapevolezza della propria reputazione pubblica. Roba da poterci costruire facilmente un monologo, da recitare stesi sul bancone di Fazio, per Che tempo che fa.

Tornando alle dichiarazioni della Littizzetto, non sono mancate quelle contro ‘la violenza del web’ che “mi lascia senza parole”:

Non sono né su Facebook né su Twitter. Le reazioni mi sembrano violente, e cado dal pero. Perché le persone devono sempre pensare male. Ma le pare che sbandiero in giro la beneficenza che faccio o i soldi che do?

No, non ci pare. Ma intanto sbandiera l’amicizia con Silvia “che è malata e che purtroppo non riesce più a parlare”. Ma poco importa, alla fine l’importante è chiedere scusa:

Ero convinta che si dovessero dare cento euro, e mi vergogno a dire che ho sbagliato.. Va bene, ho sbagliato. Potrei permettermi molto di più e farò di più, questo è certo. Ma è un problema mio, non deve interessare nessun altro.

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