In onda, Marco Travaglio appoggia la mamma di Fabrizio Corona: “C’è sproporzione con Berlusconi”

Ospiti della puntata serale di In onda di giovedì 7 agosto 2014 Marco Travaglio e la signora Gabriella Corona in collegamento

Il caso Fabrizio Corona è tornato In onda. A occuparsene un ringalluzzito Salvo Sottile, decisamente più intraprendente quando si tratta di smarcarsi dalla politica e occuparsi di cronaca e media. Nel collegamento della puntata serale di In onda, gestito da Francesca Fagnani, c’era la signora Gabriella Corona, che ancora una volta ha perorato la causa della richiesta di grazia per il figlio:

“E’ in un momento down. E’ stata rifiutata un’istanza che hanno fatto gli avvocati per una possibilità di affidamento. Tutto questo lo ha fatto cadere in una grave depressione. Fabrizio è stato colui che ha pagato per l’intero sistema del berlusconismo. Sicuramente su di lui sono stati dati giudizi morali che sono stati confusi con quella che è stata la pena, assolutamente ingiusta rispetto alle cose che ha fatto. La sinistra sicuramente non ha parlato di lui, perché lui rappresenta questo. La destra non l’ha difeso, perché lui non è uno che appartiene alla Casta. Sono schifata”.

A questo punto – dopo un Marcello Sorgi secondo cui “Corona se l’è andata a cercare” – è intervenuto Marco Travaglio. L’illustre editorialista ha confermato di stare dalla parte di Corona – dopo la richiesta di grazia da lui stesso firmata sul Fatto quotidiano – appoggiando l’interpretazione berlusconista del suo caso:

“Fabrizio Corona è un caso di una persona molto famosa, ma non potente. Per le persone non potenti in questo anno è stata cambiata la giustizia. A rigore di norma c’è una giustizia per i potenti molto molto molto blanda, tendenzialmente depenalizzata, e per le persone non potenti una giustizia assolutamente inflessibile. Mi è venuto in mente il caso di Corona quando hanno assolto Berlusconi. Non sussiste un’intimidazione di un Presidente del consiglio per rilasciare una minorenne arrestata.. Mi chiedo che intimidazione ci sia allora per un agente di paparazzi, quando un calciatore gli dà 25.000 euro che guadagnava in 20 minuti. C’è un signore che sta riscrivendo la Costituzione e un signore che deve farsi 13 anni di reclusione e non può accedere a un percorso terapeutico e rieducativo, restando in carcere in compagnia di boss mafiosi. E’ chiaro che c’è una sproporzione. A rigor di legge è chiaro che è un’estorsione andare da un uno minacciandolo con delle foto. Ma in passato è stata data la grazia a personaggi ben più pericolosi”.

Subito dopo la signora Corona ha letto, con la voce rotta dal pianto, una lettera che le ha scritto il figlio dal carcere. Eccone un breve stralcio:

“A malapena mangio, ho lo sguardo fisso e perso nel vuoto. Ho fatto da incensurato 107 giorni di carcere preventivo in regime di massima sicurezza. Quell’incarcerazione mi ha rovinato la vita. Non sono uno stinco di santo, è vero, mi sono preso le mie responsabilità, mi sono fatto la galera”.

I complimenti vanno al programma di La7 per la professionalità e l’imparzialità con cui ha trattato il caso, senza indulgere troppo nel gossip o nel facile moralismo.

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