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Un Barile d’Affari, su DMAX si cerca il petrolio nel cortile di casa

Al via sul canale 52 del DTT una nuova serie made in USA: se volete consigli su come estrarre il petrolio nel vostro giardino non potete perdervelo.

Sospettate che là dove il vostro cane ha iniziato a scavare possa esserci un giacimento di ‘oro nero’? Pensate che l’insistente odore di ottani che vi invade casa a intervalli regolari sia segno di un pozzo di petrolio pronto a lasciarsi scoprire (e non al suv del vicino)? Allora sarete sicuramente conquistati da Un Barile d’Affari, in onda da oggi, giovedì 7 agosto, alle 22.00 su DMAX.

Beh, il tono ironico dell’introduzione deriva ovviamente dall’eccezionalità delle situazioni raccontate dalla serie, cosa frequente per i programmi importati da DMAX. Basti pensare a Texas Tarzan, ecco…
Anche in questo caso, ad esempio, c’è una zona ben precisa degli States a fare da location, ovvero il Kentucky, area a quanto pare ancora ricca di giacimenti di petrolio che giacciono sonnacchiosi probabilmente anche nei cortili delle villette dei bravi cittadini americani. E sono proprio loro ad affidarsi al ‘naso’ e all’intuito di Jimmy Reliford, una sorta di ‘rabdomante’ del petrolio che gira per lo Stato alla ricerca di pozzi con la sua squadra (formata dal fedele Mad Dog, il ‘rabdomante’ Rascal, l’amico Coomer e una coppia padre-figlio che non smette mai di litigare).

Tutta la serie ruota proprio alle missioni compiute da Jimmy & Co., a caccia di giacimenti non ancora sfruttati, ma capaci di cambiare la vita di qualche fortunato. Il titolo originale, Backyard Oil, dà il senso e la specificità del settore di ‘attività’ di Jimmy in maniera molto più precisa del titolo scelto per la versione italiana, che si accoda al filone delle serie dedicate agli ‘affari’, spesso basati sul caso e sul rischio come accade anche in questo caso.

Scopriremo se qualche contadino del Kentucky avrà scoperto il suo personale pozzo di petrolio seguendo le 10 puntate della prima stagione, in onda da stasera su DMAX alle 22.00. Certo è che il programma non si è rivelato una miniera d’oro per Discovery, che ne ha sospeso la produzione dopo la terza puntata della seconda stagione.

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