Overland 15, su Rai 1 la Grande Cina in otto settimane

Giro di boa per la 15esima edizione del programma cult che anche questa estate ci porta alla scoperta dei luoghi più impervi seguendo le rotte meno battute del mondo.

Ogni edizione una sfida, ogni stagione un diverso modo di raccontare e visitare luoghi che altrimenti non avremo mai la gioia di ‘vedere’: è questa la missione di Overland, che per la sua 15 missione ha scelto di attraversare la Grande Cina e di raccontarcelo in otto giovedì, in seconda serata su Rai 1.
“Dai guerrieri di terracotta alle dune del Taklamakan”: questo il sottotitolo scelto da Overland 15 per sintetizzare la sua nuova rotta, che si distende da Pechino, punto di partenza e, passando da Xi’an, percorre le antiche Vie della Seta attraverso il ‘mitico’ corridoio di Gansu fino a Kashgar per la Via Sud; si risale fino a Urumqi per la pista Nord, visitando la Zungaria prima di tornare verso Est attraversando l’Inner Mongolia fino a Qinhuangdao, dove la Grande Muraglia si getta nel Mar Cinese Orientale.

Un viaggio che guarda non solo la realtà contemporanea della Cina attraversata dalla carovana arancione di Overland, che tange solo liminarmente la Cina del ‘boom economico’ e del rilancio internazionale, ma che mai come in questa missione mira a raccontare il passato incredibilmente ricco di un Paese grande quanto un continente e di una cultura spesso fin troppo misconosciuta dagli occidentali. E così si studiano i templi dedicati a Confucio, si ripercorrono l’invenzione della carta, la diffusione del Buddismo, la disfatta della Legione Romana ai confini della Cina, si visita la maestosità della tomba di Qin Shi Huang, protetta da un esercito di soldati di terracotta, luogo che funge idealmente da inizio della missione.

Si arriva quindi ad attraversare il deserto di Taklamakan, il che è anche un modo per apprezzare e ricostruire le variazioni climatiche dell’area. Il viaggio tv, iniziato giovedì 17 luglio, è arrivato come detto a metà del suo svolgimento. La quarta puntata, in onda stasera, riserva la fase più avventurosa di tutto il viaggio: superata la Porta di Giada si entra nel territorio degli Uiguri, popolazione turca di religione e cultura islamica che abita il Nord Ovest cinese e ci si introduce proprio nel deserto di Taklamakan, con le dune più alte e le tempeste di sabbia più potenti del mondo. Ci si addentra quindi lungo la pista meridionale della Via della Seta, tra città-oasi irrigate dalle acque dei ghiacciai della catena del Kunlun.

Overland 15, le prossime puntate

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Giovedì 14 agosto il viaggio prosegue lungo la Via della Seta Sud, da Hotan a Kashgar, anticamente ritenuta la città con il più grande mercato all’aperto del mondo e oggi città di palazzoni e autostrade. Da Kashgar si parte verso il ramo Nord della Via della Seta fino a Turpan.
Giovedì 21 ci si concentra su Urumqi, capoluogo della Regione Autonoma dello Xinjiang, che vede un’ampia fetta di popolazione di religione e cultura musulmana: le tensioni politiche hanno lasciato tracce anche nella spedizione di Overland, coinvolta negli scontri con gli indipendentisti Uiguri. Del resto la regione, un tempo attraversata dall’antica Via della Seta detta della Zungaria (popolazione migrata dalla Mongolia), vede a nord di Urumqi una distesa di pozzi di petrolio: le lotte politiche e indipendentiste tra il Governo Centrale e le popolazioni locali si inquadrano decisamente meglio. Giovedì 28, con la settima puntata, si va dai monti Altai, con le loro foreste, le tende kazake e le minoranze siberiane e mongole, al Gansu, passando attraverso la Riserva Naturale di Kanas, definita come una sorta di ‘Svizzera cinese’. Si chiude il 4 settembre superando la Grande Muraglia e dirigendosi verso l’Inner Mongolia per terminare il viaggio a Qinhuangdao, dove la Grande Muraglia nasce dal mare.

Foto | ©Filippo Tenti – overland.org

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