In ricordo di Borsellino, tutti gli speciali tv di sabato 19 luglio 2014 sulla Rai e Tv 2000

22 anni dopo la strage di via d'Amelio, la Rai e Tv 2000 ricordano Paolo Borsellino sabato 19 luglio 2014

raistoria borsellino
In occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita Paolo Borsellino e cinque uomini della scorta, la tv di stato ha in serbo una programmazione davvero speciale.

La prima è RaiTre, che alle 10.15 propone una straordinaria lezione sulla mafia tenuta da Pietro Grasso. L’attuale presidente del Senato, ex procuratore nazionale antimafia, racconta la sua vita intrecciandola con la storia della mafia palermitana e siciliana.

Grasso parte dagli anni Settanta, quando il fenomeno appariva ancora completamente indecifrabile, analizza il pentimento di Tommaso Buscetta, decisivo punto di svolta che offre le prime chiavi di lettura, si sofferma sull’epico capitolo del maxi-processo, che lo vide protagonista insieme ai suoi amici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e conclude con una riflessione sulle ultime trasformazioni e i nuovi volti della criminalità organizzata.

Il Presidente del Senato parla delle sue scelte, delle sue emozioni, delle sue ansie di magistrato, marito, padre, amico, e del suo personale ricordo della morte di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Un racconto che si arricchisce proprio attraverso l’intreccio tra un’attenta e lucida analisi del fenomeno criminale mafioso e gli aspetti intimi e soggettivi dell’uomo che questo fenomeno lo ha conosciuto, studiato e combattuto per un'intera vita.  
               
Anche Tv2000 (canale 28 del digitale terrestre, 18 di TvSat, 140 di Sky, in streaming su tv2000.it) proporrà un appuntamento speciale: il film documentario Il secondo tempo, in onda alle 19.00. In 66 minuti il racconto, diretto da Pierfrancesco Li Donni, dei 57 giorni che intercorrono tra la morte di Giovanni Falcone e quella di Paolo Borsellino: storie, interviste e immagini d'archivio per descrivere il senso della rabbia e del dolore di una città ferita - Palermo - che prova a riscattarsi dal potere mafioso.

Rai Cultura dedica, in compenso, l'intera prima serata al ricordo del giudice del pool anti mafia ucciso nell'attettato dinamitardo il 19 luglio 1992, in onda stasera dalle 21.00 su Rai Storia.
 Il Procuratore Nazionale Antimafia Franco Roberti ricorderà l'impegno e l'eredità ricevuta dal giudice Paolo Borsellino e l'importanza del metodo investigativo del pool antimafia. Dice il Procuratore:

"E' importante ricordare costantemente l'insegnamento che ci hanno lasciato Falcone e Borsellino, di professionalità, di attaccamento a l dovere, di generosità e altruismo, di dignità. Di tutto ciò che fa la vita degna di essere vissuta".


I frammenti delle interviste che Borsellino ha rilasciato tra il '90 e il '92, custoditi nelle Teche Rai, ci raccontano dell’amicizia e la collaborazione tra Paolo Borsellino e Giovanni Falcone, la lucida analisi dei rapporti tra mafia e territorio e l'approccio sistemico al fenomeno mafioso da parte del pool antimafia.


Poi alle 22.00, per Diario Civile, sarà proposta la puntata Vite contro la mafia. Franco Roberti aprirà con un omaggio alla memoria dei due magistrati uccisi dalla mafia:

"Quando si parla delle stragi mafiose, il pensiero corre subito a uomini come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino: ho avuto l’onore e il piacere di conoscere Giovanni Falcone e ne ho un ricordo molto vivo dentro di me".

Come ricorda il Procuratore Nazionale Antimafia, "l’offensiva della criminalità organizzata nei confronti dello Stato ha radici lontane. Già negli anni ’50 e ‘60 Cosa Nostra uccideva sindacalisti, come Placido Rizzotto e uomini delle forze dell’ordine come i sette militari che persero la vita nella strage di Ciaculli del 1963. Il primo magistrato ucciso da Cosa Nostra fu Pietro Scaglione, il procuratore di Palermo, era 1971. Il loro sacrificio e quello di tanti giudici, poliziotti, carabinieri, agenti di scorta, giornalisti - aggiunge Franco Roberti - vive nei ricordi dei familiari ma anche in quello di chi attraverso il loro esempio, crede nella legalità e nella giustizia".  


Alle 23.00 Eco Della Storia proporrà una puntata dal titolo "Impresa mafia". La mafia ha cambiato nel corso dei decenni il fulcro dei propri affari, cogliendo talvolta prima dello Stato vantaggi e svantaggi di alcuni business. La mafia che si arricchisce e che riesce, in particolare attraverso il riciclaggio dei capitali illeciti, a entrare nel mercato internazionale in anticipo e meglio di molte aziende legali, quelle che fanno crescere il Pil di un paese. Si può battere la criminalità organizzata senza incidere a fondo nel legame del suo business, nell’economia che la nutre e che le permette di arruolare sempre nuove forze e gestire nuovi affari?

A Eco della Storia Gianni Riotta ne parla con Franco Roberti, Procuratore Nazionale Antimafia e Claudio Clemente, Direttore dell’Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia:


"Il riciclaggio è l’essenza della criminalità organizzata – commenta il Procuratore Franco Roberti –in Italia è pari al 10% del PIL, l’equivalente di 118 miliardi di euro. Le organizzazioni criminali riciclano e investono i profitti illeciti nei settori più disparati, nel commercio, nell’edilizia, negli appalti pubblici, nel gioco d’azzardo; una parte dei proventi vengono reimmessi nel mercato illegale per nuovi acquisti, una parte viene reinvestita nell’economia reale. E in un momento di crisi economica – sottolinea – in cui gli imprenditori onesti hanno difficoltà di accesso al credito, la tentazione di rivolgersi al credito mafioso piuttosto che affogare è molto forte. Negli ultimi due anni le denunce per usura sono aumentate del 150% rispetto ai due anni precedenti".

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