Marco D’Amore di Gomorra: “Non ho un lira. Con quello che mi ha dato Sky mi pago solo una settimana di vacanza”

In un’intervista a Vanity Fair Marco D’Amore, Ciro l’immortale di Gomorra, è un fiume in piena contro il suo cachet e le sue fan

Ecco come si costruisce un palinsesto di una rete embrionale come Sky Atlantic, puntando su volti nuovi e pagandoli una miseria, per poi ritrovarsi nelle mani il fenomeno (low cost) dell’anno: Gomorra – La serie.

Ecco che uno degli attori-rivelazione del momento, Marco D’Amore, sembra seguire le orme del primo Checco Zalone, quello che guadagnò pochissimo dal primo film Taodue viste le scarse aspettative. E lo rivela lui stesso sulle pagine di Vanity Fair, quando gli domandano se ha guadagnato parecchio con Gomorra:

“Se le dicessi quanto ho preso mi farebbe l’elemosina. Non ho una lira. Non sono pentito di non aver chiesto più soldi. Ma se penso ai cachet di certi attori, che per me sono dilettanti, lo trovo ingiusto. Non è accettabile che uno faccia il pirla in televisione e guadagni 500 mila euro mentre io lavoro un anno su Gomorra e se va bene mi pago una settimana di vacanza”.

D’Amore aggiunge di non riuscire ad accettare che “attori del livello di Toni Servillo o Giancarlo Giannini siano accomunati a gente che ha un percorso ambiguo, con nessuna formazione accademica, né esperienza alle spalle. Persone venute alla ribalta per qualche reality, trasmissione tv”.

Personalmente dice di aver fatto tanto rinunce, ad esempio di essersene andato di casa a 18 anni per lavorare in teatro, mentre la sua famiglia era a pezzi e riteneva la sua una follia.

Quanto alla fan del suo Ciro l’Immortale, confessa che

“alcune sono matte proprio. Tanto che, una sera, sono stato sul punto di reagire male. Eravamo in una pizzeria e questo gruppo di ragazze non la smetteva più con ‘Ah, Ciro, ah Ciro, fai la voce cattiva’, cose così. Mi ha dato fastidio perché non mostravano nessun rispetto per la mia fidanzata, che stava al tavolo con me. Per loro era come se non ci fosse”

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Quanto alla seconda stagione di Gomorra, d’Amore ironizza sul fatto che Ciro possa morire nel primo episodio. E sul suo futuro professionale sentenzia:

“Scommettiamo che d’ora in avanti mi proporranno solo parti da fetente? Piuttosto smetto”.

Non si sarà già montato la testa giusto un filino?

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