RDS Academy conferma le buone premesse: fino ad ora, è il talent show “atipico” più riuscito

La recensione della prima vera puntata del talent show per conduttori radiofonici.

Questa sera è andata in onda la prima vera puntata di RDS Academy, il primo talent show per aspiranti conduttori radiofonici condotta da Diletta Leotta, con Anna Pettinelli, Matteo Maffucci e Giovanni Vernia.

Dopo le prime due puntate dedicate ai casting andate in onda una settimana fa, alle quali abbiamo dedicato una recensione “temporanea”, cercando di tratteggiare i connotati dei protagonisti e d inquadrare al meglio il possibile sviluppo del programma, questa sera abbiamo assistito ad una terza puntata dedicata ai casting e alla quarta puntata che ha visto l’ingresso dei 12 concorrenti nell’accademia, sancendo così l’inizio ufficiale del talent show. La nostra attenzione era focalizzata proprio sulla quarta puntata che rappresentava la vera essenza del programma.

Il famigerato e fallimentare Masterpiece è diventato l’unità di misura della qualità dei talent show “atipici”, quelli che non si basano esclusivamente su ballo, canto o cucina. Proprio per questo motivo, dopo le prime tre piacevoli puntate dedicate ai casting, il rischio che RDS Academy facesse la stessa fine del talent show per scrittori in onda su Rai 3 non era affatto da sottovalutare.

RDS Academy, fortunatamente, ha confermato le buone premesse viste durante le puntate dei casting.

La quarta puntata, terminata con le eliminazioni di due concorrenti, ha delineato maggiormente le peculiarità di un programma che, già a questo punto, può tranquillamente dirsi riuscito nel proprio intento.

In RDS Academy, merito anche della brevissima durata di ogni puntata, c’è tutto quello che un talent show “atipico” dovrebbe avere per non annoiare il pubblico: ritmo veloce, un buon montaggio e un’attenzione giusta e non spropositata nei riguardi degli aspetti tecnici.

Quest’ultimo aspetto è fondamentale: parlare di Master Control, ad esempio, com’è capitato questa sera, potrebbe annoiare ma la capacità di sintesi nello spiegare ad un pubblico neofita questi aspetti poco conosciuti del fare radio ha suscitato curiosità e non noia.

Anche per quanto riguarda gli aspetti classici del talent show, il compito è stato eseguito con destrezza.

Facendo un altro paragone, questa volta con The Apprentice, citiamo la parte finale di ogni puntata, ambientata nella Board Room, che era di una lentezza tale da uccidere letteralmente la suspense.

Questa sera, invece, abbiamo visto il trio di giudici analizzare le 6 prove (ogni coppia di concorrenti ha dovuto creare un contenuto radiofonico dalla durata di un minuto) e decretare le eliminazioni con un ritmo dosato alla perfezione che non ha lasciato spazio alla noia e che ha mantenuto la giusta suspense: il merito, ovviamente, va al montaggio.

La strada, quindi, per le prossime puntate, è ampiamente in discesa.

RDS Academy è, fino ad ora, il talent show atipico più riuscito.

Per la cronaca, i dodici concorrenti che hanno conquistato l’accesso all’Academy sono stati Fabio Persico, Matteo Campese, Manola Moslehi, Giuditta Arecco, Gianluca Gazzoli, Daniela Cappelletti, Antonella Calabrese, Diego Zappone, Davide Oki, Ilaria Deni, Stefano Mastrolitti e Manuel Saraca.

Questa sera, sono stati eliminati Davide e Ilaria.