Centovetrine, Alex Belli a Tvblog: “Jacopo e Fiamma ricostruiranno lentamente il loro rapporto”

Centovetrine da oggi va in pausa estiva fino al 25 agosto, ma Tvblog vi regala un’intervista al bellissimo Alex Belli, Jacopo Castelli nella soap.

Siete fan di Centovetrine e siete già disperati all’idea di dover attendere il 25 agosto per sapere cosa accadrà ai vostri beniamini? Come sapete, infatti, da oggi la vostra soap preferita va in pausa estiva, tornando sui nostri teleschermi solo a fine estate. Una pausa lunga, che consentirà però agli attori e alle maestranze di andare avanti con il lavoro sul set per riservarci, al loro rientro, grandi sorprese. Su Canale 5, infatti, va già in onda il promo della quindicesima stagione che vede celebrarsi ben due matrimoni: quello tra Cecilia e Damiano e quello tra Fiamma e Jacopo. Ed è proprio da qui che partiamo, intervistando l’attore che presta da quattro anni il suo volto e la sua voce al giovane Castelli, Alex Belli. Non solo ci svela cosa dobbiamo aspettarci per il futuro del suo personaggio, ma ci racconta anche come ha vissuto questi anni sul set che è diventato ormai una seconda casa e una seconda famiglia. Proprio come accade per moltissimi telespettatori, che ancora continuano ad appassionarsi alle storie e ai personaggi di Centovetrine, che si è rivelata ancora una volta la soap italiana più vista della tv.

Per quanto riguarda il tuo personaggio, siamo arrivati a una svolta per Jacopo: scopre che suo padre è quello che lui credeva essere Leo Brera. Cosa dobbiamo aspettarci per il suo futuro?

Scoprire la vera identità di Leo Brera è stato un duro colpo per Jacopo, non solo per i danni che l’uomo ha recato alla sua famiglia e alla Holding, ma anche per l’amore che il Castelli nutre per Fiamma, la figlia adottiva del Brera. Jacopo comunque si riscatterà ben presto, dapprima con la giustizia, per poi guardare all’essenza di ciò che lo circonda. Finirà col non gettare quanto finora costruito con Fiamma, riparando lentamente il rapporto, e col rifarsi anche professionalmente, con nuove lotte di potere.

Sei nel cast di Centovetrine ormai da quattro anni e possiamo quindi iniziare a fare un bilancio: cosa rappresenta per te questa soap?

Centovetrine per me non è soltanto un lavoro, è un vera e propria seconda casa e famiglia. L’abbondante tempo che trascorriamo sul set, partendo da noi attori giungendo alle maestranze, è un qualcosa che ci ha portato ad essere sempre più uniti. Le sensazioni, esperienze e gioie che mi regala tutto ciò sono impagabili e credo che ne farò sempre tesoro nel mio cuore.

Come è stato entrare in corsa in un programma e in un cast collaudati da anni? Ti sei subito sentito a tuo agio sul set?

Centovetrine, come dicevo, è una vera e propria seconda famiglia. Il clima e spirito che ho respirato sin dal primo giorno in cui misi piede in questa isola felice di San Giorgio Canavese sono quelle che tuttora aleggiano nell’aria, che ti portano a sentirti sempre parte integrante di questo magnifico progetto e farti percepire di essere a casa. Chiunque arriva qui, infatti, si trova sin da subito a proprio agio e credo sia una cosa fondamentale in qualsiasi contesto lavorativo.

All’inizio di questa avventura, quale è stato l’ostacolo più grande da superare?

Non credo ci sia stato un vero e proprio ostacolo da superare. Come dicevo pocanzi l’agiatezza non manca sin dal primo momento e ciò che potrebbe essere considerata una difficoltà, come ad esempio il diverso livello di preparazione con i colleghi, si dimostra invece essere l’esatto opposto. I compagni d’avventura con più esperienza, come ad esempio il maestro Roberto Alpi o il mio padre per soap Michele D’Anca, sono tra quelli sempre lì pronti a porti la mano e aiutarti a migliorare insegnando ciò a sua volta è stato loro insegnato. È un vera e propria grande famiglia.

Quale credi sia il punto di forza di Centovetrine, ciò che permette che sia così seguita dal pubblico a distanza di anni?

Probabilmente il fatto che sia un prodotto completamente made in Italy, che è un qualcosa che va sempre più sparendo dai palinsesti televisivi, dando piuttosto spazio a prodotti esteri. Ma anche il fatto che è ambientato in un centro commerciale, che ha un proprio fascino, seguito dagli intrecci di potere, amore e passione che è anche quella che tutti coloro che lavorano su questo prodotto impiegano per renderlo ciò che è.

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C’è qualcosa che ti accomuna a Jacopo? E c’è invece un aspetto del suo carattere che ti piacerebbe avere?

Siamo due persone completamente diverse. Dal suo canto il cinismo, l’ordine e precisione. Dal mio l’esatto opposto direi. Se c’è una cosa che ci accomuna è comunque l’amore per la famiglia e il buon cuore che in fin dei conti anche Jacopo ha. Un aspetto del suo carattere che mi piacerebbe avere, forse, è un po’ di quell’ordine che mi manca.

Tu inizi la tua carriera come modello. La bellezza ti ha aiutato nel tuo lavoro di attore o a volte può essere un’arma a doppio taglio?

La bellezza è sicuramente un’arma a doppio taglio. Avere un involucro di bell’aspetto fa sì che ci si aspetti ancor di più da una persona così strutturata. Quindi sebbene aiuti in certe mansioni, in altre complica un po’. Credo anche che la vera bellezza sia comunque quella interiore, quella dell’anima, d’altronde l’involucro è destinato a mutare nel tempo.

Sei sempre molto attivo sui social network. Quanto conta per te il rapporto con i fan?

Credo sia fondamentale il rapporto con i fan. Il tempo a disposizione che mi ritrovo per interagire è molto limitato e spesso così sono obbligato, per causa di forza maggiore, a dover essere un po’ “fuggitivo”. D’altronde se questo lavoro è possibile è proprio grazie a chi ci segue ed è anche per questo, oltre ad essere un vero piacere, che faccio il possibile per essere quanto più presente.

E come vivi invece le critiche al tuo lavoro?

Le critiche fanno parte di questo lavoro più di qualunque altro. Fortunatamente chi mi segue apprezza il mio lavoro e più che critiche sono le belle parole e complimenti ciò che ricevo. Ma ben vengano le critiche di tipo costruttivo: è attraverso quelle che ci si migliora.

Cosa ti auguri per la tua carriera artistica?

Più che augurare qualcosa a me preferirei augurare a chi mi segue di poter continuare ad avere modo di gioire e condividere insieme a me tutto ciò che c’è in serbo nel futuro per la mia carriera. Se faccio questo lavoro è perché sono un fanatico dell’arte in ogni sua espressione, come possa essere anche la fotografia o la musica, e credo che l’arte sia un bene che non va tenuto per sé, bensì condiviso.

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