Riccardo Bocca va in seconda serata su RaiTre, ma massacra tutta la rete: Fazio, Blob, Strabioli

Riccardo Bocca, reduce da Quel gran pezzo dell’italia in seconda serata, ce l’ha con tutta RaiTre, nella rubrica dell’Espresso Gli Antennati

Chi lo dice che, se vai in onda su RaiTre, devi fare dell’aziendalismo un sinonimo di servilismo, parlando bene di tutti i tuoi colleghi? Riccardo Bocca sta facendo l’esatto contrario.

Stiamo parlando del conduttore del programma di seconda serata Quel gran pezzo dell’Italia, che giovedì ha fatto solo 440 mila telespettatori e il 2.50% (il solo boom del milione di spettatori lo ha fatto il 29 maggio, trainato da La Grande Storia su Papa Francesco). Un programma che ho trovato, personalmente, il tipico compitino da assistente universitario in carriera, della serie prendo il manuale istituzionale di Berselli e ne faccio un passe-partout nobilitante, senza rischiare troppo.

Bocca continua, però, a essere un critico tv spietato e a non risparmiare nessuno nella sua rubrica sull’Espresso, Gli Antennati. Soprattutto, a non risparmiare nessuno di RaiTre visto che nelle ultime settimane si è accanito proprio con i “colleghi” di rete.

Ha cominciato a fine maggio con Fabio Fazio, stroncando la sua intervista al Corriere della sera:

“Ho provato brividi alieni, nel leggere che la nostra star ha molta voglia di novità (…). Il turbamento è stato forte, di fronte a tali considerazioni, perché ho capito che l’ex UsD (l’ex Uomo senza Domande, insomma) … cancellerà ad esempio, la tenerezza curiale con cui ha accarezzato ogni protagonista della sinistretta italiana, entusiasta delle attenzioni ricevute in studio (…) Ripudierà, scommetto, l’abitudine di celebrare soltanto il circolo degli amici (o degli amici degli amici), e riservare sarcasmi giusto ai soggetti sgraditi. Mai più oserà, è evidente, trasformare il Festival di Sanremo nel Festival di Sansaputo, alternando slanci di piccolo snobismo a eruzioni di grande demagogia. E soprattutto -è evidente, ed è un passaggio importante-, perderà il vizio di affiancarsi ai cosiddetti vincenti (vedi un signore targato Saviano) per poi lasciarli appena l’aria cambia”.

Poi Bocca ha pensato bene di stroncare anche l’erede estivo di Fazio, Pino Strabioli che ha debuttato in punta di piedi (824.000 spettatori e il 4.11%) con Colpo di scena domenica scorsa:

“Tutto o quasi, in questo slancio virtuoso verso il palcoscenico e la sua cultura, nella prima puntata non ha funzionato. A partire dal format del programma, ambizioso in partenza e deludente alla fine. Trattasi infatti della solita intervista, affiancata questa volta a scampoli di repertorio (…). Nulla di pertinente alla missione dello show e soprattutto nulla che offrisse sponda e sostegno al problema cardine della trasmissione. Che risiede nel nome e atteggiamento del conduttore prescelto, Pino Strabioli, soggetto catodico inadeguato alla prestazione.

Qui serviva un hombre -o una dama- di roboante personalità; qualcuno che al cospetto del Nobel Fo non si atteggiasse a osannatore di ogni favella uscita. Si è inginocchiato mentalmente al gran maestro di turno, e lo ha accompagnato in adorazione lungo il più arato dei percorsi aneddotici. Dopodiché d’accordo che è una splendente idea, porgere il teatro alle 20.20 e non all’una del mattino. Ma insomma, dato che il tema e i personaggi sono di prima scelta, serviva un capogita di tutt’altro charme”.

Infine, a Bocca ha fatto schifo anche l’anniversario di Blob in prima serata (in cui non hanno pensato bene di invitarlo nel parterre tra Gerardo Greco e Gad Lerner, mentre lo stesso Strabioli – per dire – era in platea accanto a Marcello Cirillo):

“Raramente, sui teleschermi nostrani, si è vista tanta mestizia compressa in un solo show. Vittima del più grande errore degli errori – fermare il materiale in corsa e fossilizzarlo dentro a un contenitore autoentusiastico – gli ospiti hanno patito la manovra spericolata, contribuendo in coro al guaio del fallimento. Il meglio dello spettacolo in scena era costituito dai videoblob d’antan. Blob vive e combatte tra passato e futuro, non certo nel presente che Raitre, in buona fede, ha apparecchiato per brindare. La trasmissione era in diretta. Meglio registrarla, la prossima volta…”.

Ora due sono le cose, o Bocca è il giornalista più libero di tutti i tempi e merita tutta la nostra stima (ma mi verrebbe da chiedere ad Andrea Vianello e Massimo Bernardini che ne pensano di cotanto autolesionismo), oppure con RaiTre non è rimasto proprio in buoni rapporti.