Hostages, su Premium Action il thriller cospirativo ma con poco ritmo

Su Premium Action di Mediaset Premium Hostages, serie tv in cui la protagonista, un chirurgo, è costretta da degli uomini ad uccidere il Presidente degli Stati Uniti per salvare la sua famiglia

Una cospirazione interna al Governo mette in pericolo il Presidente degli Stati Uniti ma anche una famiglia che senza volerlo si ritrova nel mezzo di una situazione rischiosa e costretta a prendere decisioni importanti: Hostages, la nuova serie tv in onda da questa sera alle 21:15 su Premium Action di Mediaset Premium, racconta la vicenda di una donna che deve decidere se obbedire a dei criminali o mettere a rischio il marito ed i figli.

Ellen Sanders (Toni Collette) è uno dei migliori chirurgi al Maryland College Hospital di Washington: con una carriera brillante alle spalle, è stata scelta per operare il Presidente degli Stati Uniti Paul Kincaid (James Naughton), che ha scelto di sottoporsi ad un importante intervento chirurgico non in una clinica privata ma in un ospedale pubblico per dimostrare quanto il servizio sanitario funzioni.

La donna si prepara attentamente all’intervento, fin quando alcune persone, capitanate dall’agente dell’Fbi Duncan Carlisle (Dylan McDermott), prendono in ostaggio lei e la sua famiglia, formata dal marito Brian (Tate Donovan), proprietario di un’agenzia immobiliare che ha una relazione con la sua assistente Samantha (Hilarie Burton); la figlia Morgan (Quinn Shephard) ed il figlio Jake (Mateus Ward).

Duncan, che nel controllare gli spostamenti della famiglia si fa aiutare dal cognato Kramer Delaney (Rhys Coiro), da Sandrine Renault (Sandrine Holt) e da Archer Petit (Billy Brown), chiede ad Ellen di uccidere il Presidente durante l’intervento. Se non lo farà, la sua famiglia sarà in pericolo. La donna, che non vuole andare contro l’etica professionale, fa di tutto per cercare di ritardare l’intervento. Così, Duncan ed i suoi uomini resteranno per molto a casa della protagonista, seguendo la sua famiglia ovunque vada.

Nel corso delle puntate, i confini tra giusto e sbagliato si fanno più confusi: Duncan ha preso in ostaggio la famiglia della protagonista spinto da alcune ragioni che porteranno la donna a scoprire una cospirazione che va oltre l’intervento e che riguarda alcune persone all’interno del Governo che potrebbero non essere alleate del Presidente.

Hostages è la versione americana di Bnei Aruba, serie israeliana andata in onda in Patria qualche settimana dopo la partenza dello show. Scritta da Alon Aranya e Jeffrey Nachmanoff e prodotto da Jerry Bruckheimer, Hostages mostra un ritmo lento nei primi episodi, che fanno pensare ad una storia che si prenda eccessivamente del tempo prima di arrivare ai colpi di scena che uno show come questo deve avere. Le sorprese, in effetti, arrivano, ma troppo tardi per il pubblico che, di fronte ai primi episodi senza particolare azione o suspence, pensa di trovarsi davanti ad una serie che non riesce nel suo obiettivo.

Invece, nel corso degli episodi la serie tv prende ritmo, e svela una serie di situazioni che portano la protagonista, sebbene si riveli più un’investigatrice che un medico, a scoprire cosa si cela dietro le reali intenzioni di Duncan ed a trovare una soluzione che possa evitare di uccidere il Presidente.

Nonostante la serie tv riesca a stupire ed ad offrire alcuni episodi interessanti, Hostages non è riuscita a trovare il consenso del pubblico: dopo l’esordio con 7,4 milioni di telespettatori, lo show è stato vista da una media tra i quattro ed i cinque milioni di telespettatori, motivo per cui è stato cancellato, con un finale che chiude parte delle storyline e permette al pubblico di non avere un finale senza risposte.


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