Centovetrine, Michele D'Anca a Tvblog: "Sebastian Castelli sta per tornare e dovrà affrontare Laura"

Tvblog intervista Michele D'Anca, alla vigilia del suo attesissimo ritorno nella soap.

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A fine maggio assisteremo al grande ritorno di uno dei personaggi più amati di Centovetrine, Sebastian Castelli, assente dalle scene da tre mesi, anche se con qualche breve apparizione in alcune puntate. Un ritorno che farà felici i fan della soap che negli ultimi anni hanno imparato ad appassionarsi alle trame dell'uomo d'affari e a conoscere Michele D'Anca, l'attore che lo interpreta magistralmente. Noi di Tvblog abbiamo fatto quattro chiacchere con D'Anca per farci raccontare cosa dobbiamo aspettarci dalla ricomparsa sulle scene di Sebastian, ma anche per scoprire qualcosa di più di un attore con alle spalle una intensa carriera televisiva e teatrale.

Iniziano subito con il tranquillizzare i fan: Sebastian Castelli, dopo un lungo periodo di assenza, sta per tornare e sarà più determinato che mai. Per quello che puoi ovviamente raccontarci, cosa dobbiamo aspettarci dal suo ritorno?

Il ritorno di Sebastian avverrà dopo alcune scene ambientate in America Latina, dove si è recato per incontrare la persona in grado di fornirgli le prove per smascherare il suo nemico Fernando Torrealta (che ora si fa chiamare Leo Brera) e poterlo incriminare. Così questa lunga e difficile trama, nel corso di poche settimane, si concluderà. A quel punto Sebastian dovrà affrontare sua moglie Laura, che nel frattempo ha iniziato una nuova vita e che lo accuserà di averla abbandonata.

Che rapporto hai con il web e con i fan?

Io sono attivo sul web da quasi undici anni, da quando progettai e mi divertii a creare personalmente il mio sito web (www.micheledanca.it, ndr). Sono appassionato di tecnologia e internet, che considero il network mondiale più potente. Gestisco da me il mio sito, due pagine facebook personali più la Fan Page, Twitter e Instagram. Trovo fondamentale poter gestire la comunicazione e la propria immagine personalmente, è come avere un ufficio stampa gratis che fa esattamente ciò che vuoi tu e senza farti disperare. Inoltre, il web è un mezzo eccellente anche per far nascere nuove collaborazioni professionali.

Cosa ti regala questo rapporto privilegiato con i telespettatori?

Il rapporto con i telespettatori è importantissimo. Un attore non esiste senza un pubblico. È il pubblico che paga il biglietto per poterti vedere, che ti guarda in tv perché gli piace come reciti. Visto che ho faticato tanto per fare bene certe scene, mi interessa sapere come il risultato finale arriva al pubblico, se coinvolge o no e perché. È un fatto tecnico, ad uso del mio lavoro. Alcune osservazioni del pubblico più attento, come certi fan, possono dare indicazioni utili alla creazione del personaggio e ti fa capire meglio cosa arriva del tuo lavoro oltre lo schermo. Poi, il mio rapporto con i telespettatori mi regala tantissime belle emozioni, davvero inaspettate. Oltre alle meravigliose parole che spendono sul mio personaggio e sul mio lavoro d'attore, a volte anche con dovizia tecnica, sento un autentico affetto nei miei confronti. Posso affermare che Sebastian è un personaggio amatissimo dal pubblico. E io lo amo altrettanto. Le emozioni che tu dai al pubblico recitando ti tornano indietro ed è un bellissimo scambio.

Sei forse l'attore della soap che più si è battuto per evitarne la chiusura definitiva. Come credi possa essere scongiurato il rischio chiusura?

Centovetrine può continuare a dare al pubblico una cosa fondamentale: l'affetto, il cuore. Centovetrine entra nelle case di milioni di persone tutti i giorni all'ora di pranzo, quando la famiglia è riunita. Centovetrine è una famiglia di famiglia, è come un dolce da gustare a fine pasto. Una abitudine decennale che nutre il bisogno di affetto dell'essere umano. Il pubblico nutre vero affetto, a volte amore, verso Cecilia, Sebastian, Ettore, Diana o altri. Li considera come fratelli, cugini, padri o amanti. Ma per continuare a raggiungere questo obiettivo, dopo anni di lavoro dove a volte si può avvertire una certa stanchezza, è importante che le trame siano ben costruite, credibili e appassionanti.

Michele D'Anca e Elisabetta Coraini 009
Sebastian è stato un personaggio dall’evoluzione complessa nel corso di Centovetrine. C’è una caratteristica del tuo personaggio che hai amato più di altre?

Per recitare bene un personaggio lo devi amare oppure odiare. Io ho amato tante cose di Sebastian: il suo essere uomo nel bene e nel male, il suo essere compagno d'amore, il suo essere amante con Margot, il suo essere padre di famiglia, e anche l'abile uomo d'affari e faccendiere che è. Credo che alla fine delle complicate evoluzioni del mio personaggio io sia riuscito a infondergli, attraverso l'interpretazione, dei valori "sani" e un modo di essere e uno stile molto particolari che lo hanno ben caratterizzato.

Se non avessi avuto il ruolo di Sebastian, quale altro personaggio della soap ti sarebbe piaciuto impersonare?

Nessun altro personaggio. Io in Centovetrine mi vedo solo in Sebastian.

C’è una storyline in cui non hai avuto ancora modo di vedere coinvolto Sebastian e che magari ti piacerebbe affrontare? O uno dei personaggi con cui hai interagito meno con cui ti piacerebbe confrontarti?

Mi piacerebbe molto recitare una trama d'azione. Amo il genere action. Mi piacerebbe molto una linea narrativa con Cecilia Castelli perché non ci dimentichiamo che è la nipote di Sebastian. Eppure loro due hanno interagito pochissimo in questi anni. Visto che Sebastian è un buon padre, col senso dell'unità della famiglia, non capisco perché non accolga anche Cecilia nella sua vita. Poi, mi è sempre piaciuto confrontarmi con Marianna De Micheli e finalmente, a breve, ne avrò la possibilità grazie a una trama dalle potenzialità notevoli. Sfidare, da attore, Marianna sul set sarà per me una vera goduria.

Il lavoro sul set di una soap è intenso e spesso totalizzante. Non senti a volte il bisogno di staccare, di fare altro? E come ci si riesce?

Sì, lavorare in una soap è bellissimo ma stressa molto. Impegna tantissimo mente e corpo. Staccare durante la settimana, se hai molte scene da studiare, è difficile. Appena si può, si rivolge la mente altrove. Alle persone care, alla propria casa, ai viaggi, alle proprie passioni. O si lavora a progetti per lavori futuri o da fare in contemporanea.

Oltre a Centovetrine e alla grandissima carriera teatrale, hai alle spalle anche tanti ruoli televisivi in fiction di successo. Ce n’è una che ricordi in modo particolare e perché?

Mi piace ricordare il ruolo del capo delle Brigate Rosse che recitai nel Generale Dalla Chiesa. Una mini serie di produzione Endemol, la stessa di Centovetrine. Lo ricordo con piacere perché mi fu affidato un bellissimo e difficile personaggio che doveva anche interagire con Giancarlo Giannini. So che il mio lavoro fu apprezzato molto. Iniziò così per me un felice sodalizio professionale che mi portò poi a Centovetrine e alla fama.

Per l'intervista si ringrazia MIA International Media Agency e la pagina ufficiale facebook di Centovetrine

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