Natascha Lusenti: "La Rai? Un mezzo di formazione del consenso per i politici"

Natascha Lusenti è uno dei volti fissi di questa estate televisiva. Tra una lite con Filippo Facci e una frecciatina della collega Mia Ceran, infatti, la giornalista italo-svizzera rappresenta ogni sera con In onda uno dei pochi baluardi dell'informazione sul piccolo schermo sopravvissuti alle vacanze estive (un altro esempio è Cominciamo bene, anche se si tratta di generi differenti).

Intervistata dalla Stampa, la Lusenti (che tra l'altro rivela: "Quando ero studentessa mi divertivo a posare per delle foto a Milano, lo dico sempre che non ho mai fatto la modella ma lo scrivono lo stesso”) ha precisato la qualità del suo rapporto con Filippo Facci ("Non l’avevo mai visto prima. Pensavo fosse incazzoso. Ora penso che è anche simpatico"), per poi parlare del suo mentore Michele Santoro, con il quale ha lavorato prima a Sciuscià e poi ad Annozero:

"Come Santoro la tv non la fa nessuno. Sono contenta che ora arrivi a La7, dove già c’è Mentana e mi piacerebbe tornare a lavorare con lui. In Rai non c’era storia perché resta per i politici un mezzo di formazione del consenso".

A domanda precisa su cosa pensi di Bruno Vespa (e del fatto che a lui spettino così tante serate), invece, la Lusenti ha evitato sapientemente l’argomento.

"Diciamo che è diverso dalle persone citate finora e non trovo giusto che la Rai non faccia di tutto per avere Santoro o Saviano, non conceda spazio a giovani giornalisti e metta in discussione trasmissioni come Report".


Insomma, è evidente che la diplomazia rappresenta una delle armi preferite della conduttrice di In onda, che mostra di voler evitare giudizi troppo netti sui colleghi. Ma esagera: quando dice che Filippo Facci è simpatico, implicitamente ammette che sta mentendo. Perché Facci simpatico non è credibile, su.

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