APPUNTI SULLA POST TELEVISIONE (19) - ELOGIO DEI RIFIUTI E DEI FLOP

Simona VenturaCari miei, non stiamo messi bene. E' tempo di bilanci e scopriamo che se Dio è morto noi telespettatori non ci sentiamo meglio. Siamo morti di stanchezza. Dopo l'Apocalisse a metà flop per uno tra Diego Cugia e Gianfranco Funari; dopo lo scassamento di balle western di "Wild West" della mai silente Alba Parietti; dopo il fuori di testa di "Colpo di genio" a cura della spremiata ditta Del Noce (che aveva cominciato meglio) e Simona Ventura (i sogni di mattatrice spesso son desideri come nella canzone di un celebre film di Disney); dopo... eccetera eccetera, ci troviamo a fine stagione di "garanzia" così si chiama ("garanzia" di che?) a leccarci le ferite sulle mani vuote.
"Garanzia" di qualità? Come siamo ridotti, mamma mia. La consolazione qualcuno la trova in qualche stagionato documentario storico (da mascella slogata a furia di sbadigli) o in qualche speranza ancora lontana: san Bob Benigni salvaci tu con il Dante sciacquato in acque toscanacce, mentre Carmelo Bene dal cielo o da dove si trova si affaccia perplesso ai merli della Torre degli Asinelli di Bologna tra i quali recitò indimenticato i versi del Gran Poeta, oggi tappabuchi nazionale. Si guarda al futuro perchè il passato è mesto e il presente è lesto a rovinar serate e a crear equivoci di stagione con qualche film recuperato dai magazzini della critica lodante e qualche tentativo di sit comedy che più sit, seduta, non si potrebbe, dai colpi di genio si richia di prendere insolazioni con i "Colpi di sole". Comunque, auguri ai debutti sperimentali o speri...colati, insomma molto poco mentali in senso giusto.
Mi pare che non ci siamo. Non tanto per colpa degli autori, quanto di chi comanda, dei produttori e dei dirigenti. La sorte delgi autori sta, come dimostrano le grandi storie dello spettacolo e della cultura del Novecento, in braccio a chi produce e dirige; gli autori solo in pochi casi sono in grado di scuotere il servaggio, solo pochissimi strappano con talento e astuzia spazi creativi, ampliandoli. Chi gira vuoto spesso sono i megacapi che procedono, quando va bene, per aggiustamenti progressivi o regressivi (l'Apocalisse). Di Antonio Serra ce n'è uno e pochi altri, i restanti se non son nessuno sono amici di Nessuno con la maiuscola (i megacapi che parlano fitto fitto sui giornali per dirci quando sono bravi e come sono malcompresi).
Che si fa? Ricette non ne ho. Leggo però nel libro "Fare storia con la televisione", a cura di Aldo Grasso, edizioni Vita e Pensiero, un capitolo a firma di John Ellis, professore di Media Arts a Londra. Balsamo per le mie ferite. Balsamo per le mie attese legate, come si sa, a "Viziati 2- La Tv ha un grande futuro alle spalle" ,senza punto interrogativo, che andrà in onda dal 10 luglio alle 23.30 su Rai3.

Ellis scrive che la tv può essere stata visitata in questi ultimi cinquant'anni da "gioielli", ovvero programmi prestigiosi, realizzati per un pubblico "d'élite", spesso ricalcando opere teatrali, cinematografiche o letterarie apprezzate da un punto di vista culturale. Ma, ecco il punto, Ellis continua sottolineando un fatto che abbiamo sotto gli occhi: la vera testimonianza offerta dalla televisione saranno i rifiuti veri e propri. Ovvero, il trash. Ellis dice ad esempio che il "Grande Fratello" e gli altri reality show sono, se visti semplicemente come programmi, solo testi impoveriti; e che la loro importanza "sta nel clima di discussione che li circonda", sta nella forza che dimostrano all'interno dei contesti nazionali, creando una reazione positiva ai tentativi di internazionalizzazione della tv, delle tv.
Per conto mio, suggerisco di Ellis di usare l'imperfetto - "stava" invece di "sta" - e di dubitare sulla capacità antagonistica in chiave nazionale di questi programmi. Ma lo stimolo delle cose che afferma nel suo scritto "Il passato sullo schermo" mi pare notevole. Anche per l'invito che rivolge: bisogna studiare il trash, i reperti, poichè attraverso di essi (anche attraverso di essi, aggiungo) si può capire come sta cambiando il modo con cui la storia viene prodotta e vissuta.
Ecco il gran lavoro da fare. Rimbocchiamoci le maniche e frughiamo nei cassonetti. Non ci sono solo bambini abbandonati (che orrore) o corpi sminuzzati di genitori assassinati e mandati in discarica (altro che Quentin Tarantino) ma ci sono reperti da analizzare singolarmente come componenti dell'insieme che formano, e che ci hanno trasformato,e vogliono calcare il tallone di ferro, in "viziati" per adesso e soprattutto gli anni a venire.
Viziati di tutto il mondo unitevi! Nelle mani vuote o nel pugno alzato, o dove volete voi, fate che il telecomando sia la vostra arma non violenta!
ITALO MOSCATI

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