Le mani dentro la città prima puntata del 14 marzo 2014: riassunto e foto

A Milano si scatena una guerra di mafia tra le famiglie della ‘Ndrangheta che hanno i loro traffici al Nord e ad indagare su quanto sta accadendo ci sono il commissario Viola Mantovani e l'ispettore Benevento.

Le mani dentro la città

Le mani dentro la città - prima puntata del 14 marzo

La morte di una ragazza - apparentemente di overdose - porta il gruppo del commissario Viola Mantovani (Simona Cavallari) a collaborare con l'ispettore Michele Benevento (Giuseppe Zeno), che ritiene invece la morte della giovane un omicidio per mano dei Marruso, famiglia malavitosa calabrese stabilitasi a Milano con tutti i suoi traffici loschi.

Michele lavora da tempo con la buoncostume, proprio per via dei suoi precedenti legati ai Marruso. Il poliziotto era infatti il compagno della figlia maggiore di don Carmine Marruso (Andrea Tidona), che è stata uccisa proprio suo ordine del padre mentre tentava di scappare con Benevento. Lui si è salvato per miracolo, ma gli è rimasto un problema al braccio per il quale è diventato dipendente da antidolorifici.

Il vicequestore Diolosà (Ninni Bruschetta) dà a Benevenuto l'ok per partecipare alle indagini della Mantovani, per soli 15 giorni, e in quelle due settimane i due poliziotti portano a segno un grosso successo: non solo riescono a dimostrare che ci sono i Marruso dietro alla morte della ragazza, ma intercettano un carico di 300 kg di droga, passati alla dogana grazie all'aiuto di un poliziotto corrotto.
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I Marruso intanto sono impegnati con il matrimonio di Lucia (Daniela Marra), altra figlia di don Carmine, con il figlio di un altro boss della ‘Ndrangheta. Per l'occasione è tornato da Londra, dove studia Economia, anche il figlio minore, Fulvio (Giulio Beranek) - che il padre cerca di convincere a tornare a Milano per gestire con lui gli affari di famiglia, mentre il fratello maggiore Pinuccio (Marco Rossetti) già si occupa degli affari malavitosi del padre.

Non c'è però solo la droga nei piani dei Marruso. Don Carmine, infatti, intende costruire un nuovo intero quartiere a Milano, dove però sorge una fabbrica. Le proteste degli operai che rischiano il posto non lo sfiorano, e per riuscire nel suo intento sfrutta le sue amicizie e conoscenze politiche, compresa quella col sindaco di Milano, Pagani (Massimo Bonetti), che tiene sotto ricatto, visto che lo ha fatto eleggere.

Tutto sembra andare secondo i piani del boss, fino a quando qualcuno non attenta alla sua vita. L'uomo viene colpito da numerosi colpi di arma da fuoco mentre è in un bar. Viene portato in ospedale ancora vivo, e la Mantovani è convinta che l'attentato sia collegato con le sue indagini sulla morte della ragazza e sul traffico di droga. Per questo chiede al questore di lasciare che Benevento possa restare nella sua squadra per aiutarla nelle indagini e scoprire se si è scatenata una guerra di mafia.
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Fulvio intanto decide di non tornare a Londra, ma di restare a Milano per aiutare il fratello Pinuccio a portare avanti gli affari di famiglia e a scoprire chi - tra le famiglie di ‘Ndrangheta - ha attentato alla vita del padre. E se un informatore dà a Pinuccio la notizia che a tentare di uccidere don Carmine è stato un operaio disoccupato, anche Mantovani e Benevento sono sulle tracce dell'uomo, iniziando dal sentire la moglie. La donna sembra non sapere nulla, ma una intercettazione telefonica porta gli agenti a scoprire che sono complici e pensano di fuggire.

La polizia segue la moglie dell'operaio, ma anche i mafiosi sono sulle tracce della coppia. E sono loro ad avere la meglio: Pinuccio uccide entrambi, senza peraltro essere riuscito a scoprire chi è il mandante dell'attentato del padre. Ma giura che lo scoprirà e che gliela farà pagare.


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