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Olimpiadi di Londra 2012: Rai, promossi e bocciati

Promossi e bocciati dell’Olimpiade Rai: come si sono comportati finora i giornalisti e commentatori della tv pubblica a Londra 2012

A quasi una settimana dall’inizio delle Olimpiadi di Londra 2012, si può già tracciare un primo bilancio dell’operato nella rassegna a cinque cerchi della Rai, costretta a far fronte a un limite di duecento ore di diretta che, evidentemente, impone delle scelte non sempre facili.

PROMOSSI
Igor Cassina: al di là di qualche strafalcione grammaticale, dietro al microfono si mostra nettamente a proprio agio (di sicuro più di quando danzava a Ballando con le stelle): puntuale e preciso, spiega in maniera essenziale ciò che gli spettatori vedono sullo schermo.

Franco Bragagna: ora, sinceramente, di canoa e kayak conosco poco (ma prometto di diventare un super esperto non appena un italiano conquisterà una medaglia, come tutti i giornalisti), quindi per quanto ne so Bragagna potrebbe anche averci raccontato un sacco di bugie, aver compiuto errori e strafalcioni e non me ne sarei accorto. Ma la bravura di un giornalista sta anche qui: nel far capire al telespettatore che chi sta parlando è un esperto in materia. E comunque, lui ne sa. Sicuro e competente.

Davide Cassani: Da Adriano De Zan a Francesco Pancani, passando per Auro Bulbarelli, la certezza del ciclismo Rai è lui. Puntuale, sa spiegare ogni dettaglio con rapidità. Certo, dice “tra parentesi” invece che “tra virgolette”, ma non si può essere perfetti.

Federico Calcagno e Stefano Pantano: ovvero, come dovrebbe essere una coppia telecronista + commentatore tecnico. Il primo presenta la sfida, fornisce qualche notazione storica, contestualizza la gara, commenta senza entrare nel dettaglio dei gesti tecnici; il secondo spiega i gesti atletici, racconta quel che succede in maniera composta ma lasciando trasparire il tifo. Ah, per chi non li conoscesse, sono i commentatori della scherma.

I “vuoti”: capita che ci siano dieci minuti in cui non ci sono italiani in gara: che si fa? Si manda in onda una competizione a caso. E così, per la prima volta nella loro vita almeno due milioni di Italiani ieri hanno visto una partita di hockey su prato femminile. La sfida, per la cronaca, era tra Belgio e Cina (commento di Riccardo Pescante). Anche questo è il bello delle Olimpiadi.

Foto | © TM News

BOCCIATI
Il Tg Olimpico: che senso ha interrompere il flusso delle gare e degli eventi per trasmettere aggiornamenti (?) che in qualsiasi momento si possono trovare su Internet, o, per chi proprio vuole sentirsi vintage, semplicemente sul Televideo? Meglio lasciare spazio alle competizioni: o, se proprio si vuole proporre un programma informativo, mostrare interviste agli azzurri in gara nelle ore successive. Anche per farci conoscere le loro facce.

I telespettatori che si lamentano: per carità, criticare è un diritto, ma non diamo alla Rai colpe che non le spettano. Chi si lamenta del fatto che il volley femminile non viene trasmesso in diretta, per esempio, dovrebbe sapere che Sky ha i primi diritti dell’Olimpiade: come spiega Alessandro Antinelli, ciò significa che la tv di Murdoch ha protetto fino ai quarti di finale sei sport, tra cui la pallavolo donne.

Giulio Guazzini: è il telecronista delle competizioni di judo. Spesso in difficoltà nel capire l’evoluzione delle gare, in ritardo nel comprendere le decisioni dei giudici. Mai come in questo caso, sarebbe utile mettere al suo fianco un commentatore tecnico.

Buonanotte Londra: ok, ammetto che potrei pentirmi di aver rimpianto Marco Mazzocchi, ma almeno a a Buonanotte Atene c’era un certo clima di goliardia che faceva divertire lo spettatore (grazie anche a Gianni De Magistris e Jury Chechi). Rispetto al programma condotto da Mazzocchi (che pure non si era fatto mancare gaffes, tra l’annuncio della morte di Enzo Baldoni e le ironie sulla judoka ermafrodita), il post-giornata olimpica di Jacopo Volpi risulta abbastanza noioso.

La cerimonia di apertura. Ma Bragagna dov’era?

E per voi quali sono i promossi e bocciati dell’Olimpiade Rai?