Freccero contro Severgnini a Otto e mezzo: “I giornalisti devono fare i guardiani”. Lui stronca Ozpetek via Twitter, ma poi fa dietrofront

Freccero ha fatto una lezione di giornalismo a Otto e mezzo a Severgnini, che l’ha messa in pratica su Twitter. A metà

Se c’è una cosa in cui Carlo Freccero è maestro, è il colpire nel segno. L’ex direttore di reti Rai è ormai sempre più richiesto e azzeccato come opinionista dei programmi di approfondimento. Ogni qualvolta è ospite di un talk – o protagonista di un’intervista – la dichiarazione d’effetto è garantita (basti pensare a Tv Talk di ieri, in cui ha tenuto testa a Maria De Filippi). Quand’è che penseranno a lui come giudice visionario di un talent?

Carlo Freccero si è fatto valere anche su La7 venerdì sera, dimostrando di non avere padrini né timori reverenziali: In parole povere, è riuscito a smontare anche una firma illustre del Corriere della Sera come Beppe Severgnini.

Ospite a Otto e mezzo, il critico televisivo ha rinfacciato all’editorialista una deriva sempre più preoccupante nel giornalismo italiano (già qualche giorno fa aveva dato all’intera La7 della renziana):

“I giornalisti dovrebbero essere guardiani, invece tutti hanno il cellulare di ?#Renzi? e di continuo si scambiano sms”.

Severgnini, sentendosi evidentemente colpito in prima persona, si è difeso dicendo che gli ha dato brutti voti in pagella, ma ha rivendicato il suo diritto di avere il numero di telefono di Renzi.

A quanto pare Severgnini ha imparato subito la lezione di giornalismo di Freccero. Spinto da un repentino risveglio di coscienza critica, questa mattina ha twittato una stroncatura in piena regola al nuovo film di Ferzan Ozpetek, Allacciate le cinture. E, si sa, l’invito a non vedere un film appena uscito, da un opinino leader con più di 500.000 follower, pesa:

?#Allacciatelecinture? e partite: qualunque destinazione, ma evitate il film. Coraggio. Succede anche ai migliori, caro ?@ferzanozpetek?…

Ozpetek gli ha subito risposto, cercando col sorriso di fargli notare la pericolosità di una pubblicità negativa:

“buongiorno. Capisco che non ti sia piaciuto ma addirittura invitare di evitarlo? :-))”.

Severgnini gli ha ribattuto che non poteva credere fosse di Ozpetek e che ha pure litigato con sua moglie, che non ama quando al cinema guarda l’orologio. Alla fine, però, il giornalista ha voluto subito ritornare sui suoi passi, rimangiandosi l’invito a non guardare il film. Non sia mai che la casa di produzione si fosse risentita:

“beppe severgnini ??@beppesevergnini? 1 h
I film devono far discutere, no? Proposta. Voi andate a vedere ?#AllacciateLeCinture? e poi vi arrabbiate: con ?@ferzanozpetek? o con me!”.

Chissà se Severgnini e Ozpetek, tra un tweet e l’altro, si saranno mandati un sms… O magari Severgnini non aveva il suo numero, sino all’ultimo tweet si intende. Con buona pace della guardiana del Ciak, Piera Detassis, e dei grandi critici positivi. Non sia mai una critica negativa in Italia, pazzo è chi la fa uscendo dal coro.

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