Il Musichione, Elio e le Storie Tese regalano la ‘smart’ tv: un manuale di ottima televisione in un solo show

Non parliamo di televisori high-tech, ma di una televisione lontana dagli effetti speciali fatta di idee e di scrittura, di prove e di capacità

Il Musichione, prima puntata – 6 marzo 2014

Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
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Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014
Il Musichione, prima puntata - 6 marzo 2014

Se non fosse un tantino abusato – e anche frainteso – avrei ridotto il mio commento a “la grande bellezza”, ma senza nessun riferimento alla decadenza, alla solitudine e a tutto quello che si è visto – o si è voluto vedere – nel film di Sorrentino. Ne Il Musichione c’è la ‘quintessenza’ della bellezza senza secondi fini se non quello del ‘genio’ applicato a una leggerezza che trasuda tanto studio e tanta maniacale precisione.

Sembra quasi che gli Elii abbiano trovato quella quadratura del cerchio che non è riuscita a Fazio nel Sanremo 2014: sono riusciti a cogliere un’occasione per raccontare la tv, parodiandola e celebrandola nello stesso tempo, usando come filo conduttore la musica e riuscendo a divertire ‘deformando’ i canoni del genere game/quiz. Insomma, hanno fatto quello che forse Fazio avrebbe voluto fare all’Ariston, ma con la sola forza della loro bravura, esperienza, curiosità e vivacità intellettuale e con una manciata di ‘fichi secchi’, dimostrando però una volta di più di essere in grado di fare tutto: musica, teatro (perché di recitazione ce n’è tanta in ogni loro creazione), televisione.

Sto esagerando? E’ troppo? Beh, forse sì, ma non mi capita spesso di ridere mentre faccio un live, di complimentarmi per una trovata, per una scelta, per un passaggio narrativo, per una citazione.

Gli Elii hanno pensato uno show e l’hanno provato tutto, hanno immaginato ogni passaggio, anche la prima andata a nero, che ha fatto quasi pensare a un’interruzione non voluta che mi hanno fatto venire in mente uno di quel tagli osceni che spesso introducono la pubblicità – si pensi al minuto All21 di Mediaset. E poi ci sono il jingle ‘abortito’, il cartello del gioco, il suono del pulsante che ricorda Striscia, la fiction zombie, la citazione Celentanesca, le clip dei concorrenti… Non c’è un dettaglio, uno solo, lasciato al caso. E questa è scrittura. E’ attenzione. E’ rispetto per lo spettacolo e per il tempo a disposizione.

Ecco perché mi sono entusiasmata: ho trovato quel rispetto del mestiere che è difficile trovare. Non ci sono quelle ‘pennellate svogliate’ citate qualche giorno fa da Alberto Puliafito cui ci siamo assuefatti sempre di più, e non solo in tv.

L’intervista di Rocco Tanica alla Pausini è un manuale di tempi comici e di effetti di senso linguistici, a noi non nuovi, ma che finalmente lasciano la formula ‘istantanea’ – che abbiamo magari visto più di frequente a Xtra Factor – per costruire un vero racconto con la complicità di una Pausini in stato di grazia.

C’è il gabbiotto di Portobello e la campana del Musichiere, ma c’è anche serissima presa in giro della tv contemporanea, fissata per i social e ormai fondata sul continuo rimando tra reti generaliste e tematiche: la rivendicazione dell’A-socialità del Musichione (“Mandateci cablogrammi o veniteci a trovare, è meglio”) e il rimando all’inesistente Eurosat 24 dove si può vedere la fine del quiz (che fa tanto passaggio di testimone tra Rai 1 e Rai Sport per gli eventi sportivi, tra Sky e Cielo per le Olimpiadi, tra tv e web per i contenuti extra) sono un’istantanea della situazione televisiva attuale, giocata con due battute che funzionano meglio di un trattato scientifico.

E che dire della scelta dei concorrenti, Mietta e Nek, e del loro ‘impiego’: hanno offerto versioni personali e inedite di classici della musica internazionale (Hendrix e Bee Gees) per arrivare a una versione swing di Vattene Amore con Franco Cerri alla chitarra, di una poesia unica. E questa è musica, non ‘markette’ promozionali. Il tutto condito da una bella scelta fotografica, un bianco e nero che per alcuni sarà didascalico, ma che di fatto testimonia quantomeno un’altra scelta fatta per una di quei travasi ‘alto-basso’ tanto care agli Elii.

Certo, tutto questo è possibile perché sono gli Elii a farlo. Per usare un’espressione cara all’Elio ‘giudice’, gli Eelst possono permettersi di fare Il Musichione perché sono credibili. Hanno conquistato negli anni quella credibilità che ha permesso loro di tutto, anche presentarsi travestiti a Sanremo, anche trattare Baudo come una valletta, far cantare Mangoni in una vasca d’acqua, anche mescolare ‘alto e basso’, parodia e spettacolo, celebrazione e sbeffeggio. Una credibilità conquistata con tutto l’impegno messo nella scrittura prima dei loro pezzi e poi delle idee messe anche a servizio delle tante collaborazioni nate negli anni. E la credibilità degli Elii passa sì per il piacere del divertimento, ma di un divertimento figlio sì dell’idea ‘geniale’ e magari estemporanea, ma anche della capacità di svilupparla, strutturarla, metterla in scena, senza buttarla via. Già la sigla basterebbe per tributare una standing ovation. E inevitabilmente, sappiatelo, mi è venuta in mente l’operazione Indietro tutta, ma senza volontà di scimmiottare chicchessia.

Ecco perché ringrazio gli Elii per questo Musichione. Sono solo sei puntate e una è già andata. Ma mai come in questo caso vi consiglio, se l’avete persa, di reucperarla su Rai Replay. Ne vale la pena. Almeno secondo me.

Il Musichione, Elio e le Storie Tese, live prima puntata

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00.22 Sembrava una battuta, invece gli Elii hanno pensato anche alla fiction sugli zombi. La sigla è un’unica, immensa, citazione/parodia degli spot di Celentano. Ma fatto talmente bene da essere irriconoscibile la differenza, se non fosse per le loro faccette… E la prima puntata finisce (già) qui.

00.20 “Il tempo stringe, il pubblico a casa non potrà vedere come finisce la gara ma per sapere chi vince basta collegarsi a Eurosat 24 sat che trasmette la gara 24/24h. Salutiamo il pubblico di Rai 2 che ora vede la fiction sugli zombie”. Mitici!

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00.19 E Pippo Baudo che non è Pippo Baudo, ma Pasquale Mammaro, va via. E’ nata una stella.

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00.14 E siamo al Giocone Finale. Vi ricorda qualcosa? Solo che qui si devono muovere le poltrone! E Mietta si scompiscia dalle risate. Devono indovinare il titolo, gli autori, l’anno di pubblicazione, la casa editrice… delle canzoni del loro medley. Si parte da Figli di Chi, si arriva a Figli delle Stelle, al jingle della Negroni (le stelle sono tante, milioni di milioni…)

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00.10 E avviene l’imponderabile: Vattene Amore in versione swing con Franco Cerri alla chitarra e gli Elii. Bellissima. Anche la fotografia in bianco e nero. E si fa musica sul serio.

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00.05 E si chiude con l’appello alle mamme dive internazionali e “e come si immagina tra 10 anni?”, “Come adesso, perché farò uso del botox”. “E a 90?”, “Come adesso, grazie all’uso di un’altra sostanza che non sia il botox”. Chapeau alla Pausini e soprattutto a Tanica.

024_Musichione prima puntata
00.02 Ma la parte meglio è davvero l’intervista di Rocco Tanica. “Lei è reduce dal concerto al Giardino del Quadrato del Madison di Nuova York, che fa seimila persone, più o meno quante le persone che vivono a Cassano Magnago. Perché non è andata a Cassano Magnago?”. La Pausini è perfetta nel rispondere, regge il gioco, ma fu Fabio Volo tra il suo pubblico nun gna fa’ e si mette a ridere…

00.00 Il pulsante per prenotarsi fa il rumore della sigla di Striscia, sapevatelo. Si cita, si cita…

23.58 Mangoni canta immerso nella ‘profondità degli abissi’… E i concorrenti devono indovinare che canzone è.

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23.56 E tra i gadget del Musichione “Gli occhiali per vedere le donne nude!”. “Gli occhiali da presbite del Musichione! Per chi non credeva che si diventava ciechi!”. Mitici. E ovviamente che rivista c’è? Non poteva che essere l’Intrepido.

23.55 Presentiamo il premio: il pupazzo del Musichione, “manufatto in una fabbrica del centroitalia di cui non diremo il nome” e c’è anche il gioco da tavola. Un grande classico dei vecchi quiz!
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23.50 E per ricordare i tempi andati, di quando Mietta cantava Nek (Figli di, Sanremo 1993), i due tornano sul palco insieme, Nek alla batteria e Mietta al microfono. E se pensavate che il programma fosse live, il fast forward dei preparativi vi avrà fatto cambiare idea… Cantano e suonano To love somebody dei Bee Gees.

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23.45 “Questa che io sappia è l’unica trasmissione A-Social, senza Twitter e Facebook. Non ci mandate messaggi, ma lettere, cablogrammi… ma io preferisco un altro metodo: presentatevi qui, ci sarà qualcuno che vi ascolta. Secondo me è il modo migliore, è proprio servizio pubblico!”. Sto morendo…

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23.41 Ma ecco l’intervista di Rocco Tanica alla Pausini: “La sua carriera è iniziata a Sanremo 256 mesi fa. Una cantante che definire abbastanza brava è riduttivo. Il suo ultimo disco è stato pubblicato in 47 Paesi, e intendo Nazioni: non le sembra un po’ riduttivo?” Ahahahahahahahah, spero esca presto un video, non si può descrivere a parole…

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23.38 E buttiamo un occhio alle rinioni dell’AIC, associazione Italiana Celentani

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23.36 Meraviglia! Tornano anche le canzoni al contrario!

23.34 “In collegamento da Nuova York trasmettiamo a colori e tra poco troveremo Laura Pausini, molto famosa a causa delle sue canzoni” dice Rocco Tanica e la Pausini fa davvero fatica a non ridere…

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23.30 Del resto l’ha scritta Nek per Hendrix, come testimonia il documento.

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23.29 Peccato che poi facciano cantare a Nek Little Wing di Hendrix.

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23.25 Ma che dire della domanda su Nek? Sappiate che quella giusta è la 1 e che Christian Meyer lo sbeffeggia, per dare il via a una gag delle loro…

23.22 “Si lo so che mi confondono con il presentatore più grande della tv italiana, ma non sono io”: ecco Vespa porta a casa…

23.19 E mentre si gira la ruota per iniziare il gioco con la manche della Domande incrociata, nella quale ciascun concorrente deve rispondere su una domanda della biografia del ‘rivale’, si va dolci dolci in pubblicità…

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23.17 E che dire delle video presentazioni? Meravigliose. “Il 5 gennaio 1971 invece nessuno conosceva Filippo Neviani a Sassuolo… per forza, è nato il 6 gennaio…”.

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23.11 Dal pubblico Elio chiama ‘Pasquale Mammaro’: assomiglia sputato sputato a Baudo. E fa la ‘valletta muta’ del conduttore Elio.

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23.09 I concorrenti della prima puntata Mietta e Nek! Si accomodano in una delle vecchie cabine di Portobello. E anche questo è un modo per celebrare i 60 anni della tv. Prima domanda? “State comodi?”. Quattro possibili risposte…

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23.08 Fantastico Rocco Tanica che in ‘collegamento da New York’ non svela l’ospite misterioso…

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23.04 La sigla del Musichione è destinato al successo delle sigle di Mai Dire Gol: “Il musichione lo puoi vedere perché hai regolarizzato il pagamento del canòne… E dopo sei settimane del Musichione valuteranno se fare una seconda edizioneee…”

23.03 Ahahhah, inizia il vincitore morale di Star Academy, reality di rai 2 che si e no è durato due settimane.

23.00 Eh ma qui si parte già con cinque minuti di ritardo, ma ci siamo!

22.42 Partito il conto alla rovescia, mancano poco più di 10 minuti, su. Elii, siamo qui!

Il Musichione, Elio e le Storie Tese pronti al debutto su Rai 2 (VIDEO)

Prendi un gioco musicale, che evoca storici successi Rai proprio nel 60° anniversario della Tv, affidalo a Elio e le Storie Tese e hai forse qualcosa che somiglierà a Il Musichione, nuovo programma della seconda serata di Rai 2 che debutta questa sera alle 22.55, e che seguiremo live su TvBlog.

Elio conquista dunque la collocazione che è stata de Il Grande Cocomero di Linus. Un passaggio di consegne interessante tra il direttore artistico di Radio Deejay e il giudice di X Factor cui si è affidato il figlio (para)ribelle di Mamma Rai per l’offerta della sera. Per gli Elii un ritorno a Viale Mazzini dopo l’esperienza a Parla con Me su Rai 3 e un ritorno da protagonisti, non da ‘band supporto’.

Elio Il Musichione

Cosa ci si debba aspettare da Il Musichione è stato lo stesso Elio a raccontarlo a TvBlog a margine della conferenza stampa di presentazione. L’idea è comunque quella di ‘giocare’ col format di un game musicale, con tanto di notaio, di esperto, di ballerine per l’immancabile stacchetto e ovviamente di domande poste da un bravo presentatore’ a un preparato concorrente. Gli ingredienti ci sono tutti (e sulla carta mi fan venire in mente una parodia del genere sul modello di Indietro tutta) il bello sarà vederli ‘rimescolati’ dagli Elii. Filo conduttore ovviamente la musica. E non è un caso che per far entrare il pubblico nel clima del programma, si sia scelto di pubblicare su YouTube l’estratto di quella che sembra una jam session degli Elii più che una ‘rigorosa’ prova audio e strumenti. E lo possiamo vedere nel video in anteprima.

Come si presenterà Elio? Beh, il suo ‘travestimento/omaggio/citazione” è ormai un must delle sue partecipazioni televisive (e non dimenticherò mai la sorpresa di vederlo truccato ‘oversize’ alla finale di Sanremo 2013): un assaggio possiamo vederlo nel video in basso.

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