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Sudokitalia

Il Tg4 di Fede ha inaugurato una nuova rubrica chiamata “Parapiglia”, che si presenta come una specie di toto-politici in cui si cercherà di prevedere gli spostamenti di fronte dei più disinvolti ed esperti politicanti italiani. Compito arduo, non c’è che dire, ma la domanda principale è: chissenefrega? E’ già abbastanza scandaloso che i politici

Il Tg4 di Fede ha inaugurato una nuova rubrica chiamata “Parapiglia”, che si presenta come una specie di toto-politici in cui si cercherà di prevedere gli spostamenti di fronte dei più disinvolti ed esperti politicanti italiani. Compito arduo, non c’è che dire, ma la domanda principale è: chissenefrega? E’ già abbastanza scandaloso che i politici eletti dalle persone comuni, invece che occuparsi delle questioni reali e proporre misure e leggi per fronteggiare i problemi (c’è bisogno di elencarne qualcuno? Viviamo tutti nello stesso Paese…), continuino a scontrarsi solo sulle poltrone e gli stipendi da spartirsi, in un modo molto più spudorato di quanto non si facesse nella cosiddetta prima repubblica.
Perché inventarsi anche un gioco (all’interno di un telegiornale) per cercare di rendere “divertente” questo squallore? Le risposte si ammassano nelle nostre coscienze un po’ addormentate.
In uno scatto di orgoglio involontario, però Fede ha riscattato un’intera carriera di cabaret giornalistico, abbracciando finalmente un genere superiore che molti danno ormai per disperso nella tv italiana: la satira politica.

Ha infatti definito la sua nuova rubrica un sudoku politico, alludendo evidentemente al fatto che il sudoku sia un gioco che non richiede la benché minima abilità intellettuale o fisica e consiste nel semplice riempire, nel minor tempo possibile, alcune caselle vuote con una serie di anonimi numeri che non possono che essere inseriti in un posto stabilito dall’entità oscura che ha creato il gioco.
Entità che è l’unica a beneficiarne effettivamente, ma che è riuscita a convincere migliaia di persone a essere felici di prendere parte al gioco. Un gioco inutile: non stimola il cervello, non dà benefici fisici, non fa circolare il sangue e una volta concluso non lascia altro che una griglia piena di numeri sparsi secondo un ordine fine a se stesso. Splendida metafora della politica italiana. Grande Emilio!

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