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Digitale terrestre: problemi di ricezione anche per voi?

Lo switch off è stato completato 19 giorni fa, il 4 luglio 2012. Ma i disservizi continuano.

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La transizione al digitale terrestre si è completata il 4 luglio 2012. Le trasmissioni con la “nuova” tecnologia erano iniziate nel 2003 in Sardegna: l’isola aveva ospitato anche il primo spegnimento integrale del segnale analogico, il 27 ottobre 2008. Ora, dopo 9 anni dalla prima sperimentazione, la transizione è completa. Almeno a parole.

Perché in realtà sembra che le cose non vadano poi come dovrebbero. Partiamo dall’esperienza personale del sottoscritto: nessun problema a Torino, per quel che mi riguarda. Molto diverso il discorso nel milanese, nella campagna vicino a Magenta. Basta un acquazzone perché la Rai sparisca dietro al ben noto assenza di segnale (il che rende lecito chiedersi se si potà vedere senza fatiche immani l’Olimpiadi 2012. E anche Mediaset ha i suoi bravi problemi: il terzo incontro del Trofeo Tim praticamente non l’ho visto. Problemi isolati? Parrebbe di no. Su Il Giornale, addirittura, Tony Damascelli fa il panegirico dell’analogico e usa parole dure e chiare:

«Il digitale terrestre è una chiavica che tutti gli italiani, da Codroipo a Calascibetta, hanno imparato a conoscere e a maledire in questi mesi di prove tecniche e laboratorio».

Il fatto è che basarsi sulle singole esperienze personali non basta per stabilire il flop. Ci vorrebbero dei dati.

Ci vorrebbe un confronto fra la ricezione analogica e quella del DTT. Ci vorrebbe un osservatorio puntuale per registrare tutte le anomalie e un archivio dei disservizi. Ci vorrebbe una banca dati e un punto d’ascolto per tutti coloro che la tv generalista, dopo lo switch off, fanno fatica a vederla.

Non c’è, questo è evidente. E così ci si basa sulle singole segnalazioni delle redazioni locali.

I disservizi in Emilia Romagna, per esempio, che la Rai promette di risolvere entro le Olimpiadi.

I disagi a Bari, che riguardano Rai e Mediaset indistintamente.

Tre zone di blackout Rai in Piemonte (Nord Ovest) e nelle province di Parma e Piacenza.

Eppure, il ministro per lo sviluppo economico Corrado Passera – che, va detto, questa situazione l’ha ereditata senza dubbio – ha speso parole di grande elogio per questa “svolta” tecnologica lunga 9 anni:

«È una grande prova di innovazione che ha visto un comparto strategico per lo sviluppo industriale e culturale del nostro Paese accettare la sfida e mettersi in gioco, superando le difficoltà e raggiungendo un risultato di grande rilievo».

Per il momento, però, di grande rilievo sembrano esserci solamente i disagi. E da voi, come vanno le cose?

Foto © TM News

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