Social Auditel, da ottobre via al misuratore Nielsen

L’intento è di avere una rilevazione dell’intero panorama tv italiano che passa dai tweet.

A partire da ottobre dovrebbe iniziare a funzionare il misuratore Nielsen, con l’obiettivo di calcolato l’audience che un programma tv genera all’interno della piattaforma social. Cioè, per dirla con le parole di Luca Bordin, general manager di Nielsen Italia, “l’intento è di avere una rilevazione dell’intero panorama tv italiano che passa dai tweet”. Qualche settimana fa c’era stato l’annuncio di Nielsen Twitter TV Ratings, strumento di misurazione dell’attività e della reach delle conversazioni su Twitter relative alle trasmissioni televisive.

Tutto nasce dalla tendenza che ormai si è consolidata di guardare la tv con un altro dispositivo in mano, che sia uno smartphone o un tablet, con il quale si commenta il programma in quel momento in onda. Questioni che il lettore di TvBlog conosce bene, grazie anche ai tanti post dedicati alle rilevazioni di Tveetmeter. Il quotidiano Avvenire oggi riporta le dichiarazioni dell’amministratore delegato di Rainet, Pietro Gaffuri:

Si sta diffondendo l’abitudine di guardare la televisione con un secondo schermo in mano: è quello del cellulare o del tablet che viene usato per discutere in Rete su quanto va in onda. Diciamo che siamo di fronte a una coabitazione del televisore con i nuovi device.

Ma è Bordin a snocciolare alcuni dati, risultanti dalla sperimentazione che il cosiddetto social auditel ha vissuto negli States:

Negli Stati Uniti oltre il 50% dei possessori di smartphone e tablet dichiara di usarli mentre è davanti al televisore. E si tratta di una tendenza che travalica i confini. Oltre oceano i tweet ad argomento televisivo sono cresciuti del 62% nell’ultimo anno e coinvolgono 32 milioni di persone. Certo, sono soprattutto i reality e gli eventi sportivi ad essere al centro dei messaggi.

Per quanto riguarda l’Italia “nel 2013 abbiamo trascorso quattro ore e otto minuti al giorno col piccolo schermo acceso”, mentre negli Stati Uniti si arriva “a quattro ore e trentanove minuti”. Senza dimenticare che “da noi l’attività social è intensa: più dell’80% di chi ha accesso a Internet utilizza le reti sociali”.

Così nell’era della convergenza dei media e della conquista da parte della televisione di tutte le piattaforme comunicative presenti (che, come ricordato in maniera limpida da Freccero nell’intervista rilasciata a TvBlog, può essere interpretata come la fine della tv generalista), nasce un metodo per valutare scientificamente l’audience social di un programma tv.

A marzo scorso vi abbiamo riportato la testimonianza di un lettore, che raccontava di essere stato contattato per testare un software che, installato su pc, rileva se ci sono contenuti televisivi da canali web e streaming tv. Dunque, qualcosa si muove anche in Italia, e da tempo.