Philippe Daverio critica Dopotutto non è brutto: "Geppi Cucciari fa intrattenimento, Bonami è un militante"

"Ben vengano gli esperimenti, ma non mi ha 'commosso" dice il critico noto al pubblico per Passepartout. E sullo stato della cultura in tv dice che...

Philippe Daverio resta uno dei fari nella 'notte' della cultura in tv, nonostante la fine di Passepartout, di cui la Rai non produce da tempo nuovi episodi. Perché?

"Dovevano risparmiare. Ma le repliche funzionano ancora, al quarto passaggio fanno ancora il 4-5% e, paradossalmente, molti telespettatori pensano che non abbiamo mai chiuso. Io mi sento come le donne di Sex & the City, non invecchio mai"

dice Daverio a la Repubblica, che ovviamente lo intervista partendo dalla fine di un programma di classe e ben costruito, ritenuto però costoso. Eppure con lo sfruttamento intensivo del materiale, trasmesso in replica non solo da Rai 3, si può probabilmente dire che l'investimento sia stato ripagato (o no?).

Comunque sia, non ci può che fare riferimento a lui per un commento sullo 'stato dell'arte in tv', proprio ora che il genere didattico-culturale sembra essere particolarmente florido grazie alla programmazione di Sky Arte HD, che ha anche stimolato nuovi programmi sull'ammiraglia Rai. Il pensiero corre subito a Dopotutto non è brutto, format in quattro puntate testato nella seconda serata del mercoledì di Rai 1 con la conduzione di Geppi Cucciari e 'l'expertise' del critico Francesco Bonami.

Un buon segno per la cultura in tv, no? Beh, Daverio apprezza il tentativo ma non fa mancare la sua attenta disamina critica, che coglie aspetti magari meno evidenti ai 'profani'.

"Ben vengano gli esperimenti. Ma Dopotutto...non mi sono commosso. Ci vuole più preparazione per arrivare al grande pubblico. Loro fanno entertainment, sembrano aver paura della didattica. La Cucciari è molto carina, alleggerisce il contenuto. Il critico Bonami esprime la propria opinione, ma si vede che lui è un militante per conto di gruppi o tendenze artistiche. Non si può assistere in tv a una esposizione poetica personale".

Sembra un attacco diretto a un 'collega' e forse sarà visto da qualcuno come una 'critica' dettata dall'assenza dal video. Beh, lasciamo ai 'malpensanti' tali conclusioni. Dal canto suo Daverio guarda ormai al web come utile mezzo per l'educazione al bello e all'arte e con i 'colleghi' Sgarbi, Giordano Bruno Guerri, Oliviero Toscani, collabora al sito www.ifioridelmale.it. Un progetto costruito, dice il critico,

"come una tv fortemente didattica; le nostre cose riprese vengono usate dagli insegnanti via Internet".

Ma chi ha poca dimestichezza col web è destinato a non poter coltivare il proprio 'interesse' per la cultura in tv? Daverio non è affatto così drastico, ma punta tutto su Mamma Rai:

"Solo l’emittente pubblica può fare cultura: io spero nella Rai5 di D’Alessandro"

rete che proprio recentemente ha ristrutturato il proprio palinsesto.

E di Sky Arte HD Daverio che ne pensa? Sul canale satellitare il giudizio è netto:

"L’impostazione psichica anglo-americana del professor Simon Schama non riesce a graffiare lo spettatore italiano".

Su questo personalmente non sono d'accordo. E attendiamo anche le vostre considerazioni.

 

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