Prodi a Matrix, politici in tv


Ieri sera, dopo undici anni di assenza, Romano Prodi, attuale Presidente del Consiglio, piacendo alla sua risicata maggioranza al Senato, è ricomparso dopo undici lunghi anni in uno studio Mediaset. Era Matrix, per la precisione. I quotidiani di oggi riportano con dovizia di particolari l'intervento del premier, che ha spaziato a tutto campo, intervenendo con un paio di battute anche sul caso-Baudo. Il motivo per cui più o meno tutti se ne occupano, oggi, è che si tratta, appunto, di un'apparizione rara.
Vado in tv quando ho qualcosa da dire
dichiara Prodi. E sarebbe bello se fosse davvero sempre così. Fosse per me, impedirei ai politici di frequentare altri studi che non siano quelli di programmi di informazione, condotti da giornalisti.

Mi eviterei volentieri i Fassino a C'è posta per te, le Santanché, Prestigiacomo, Luxuria a Scherzi a Parte e via dicendo. A meno che non mi si trovi un vero, valido motivo per un politico di apparire in un programma di intrattenimento. Che non sia, ovviamente, la mera visibilità, il mero tentativo di apparire in pubblico per dare una pettinata alla propria immagine.

Temo però che si tratti di un punto di vista estremamente utopico. E soprattutto ben poco condiviso. Come ci ricorda Sebastiano Messina proprio oggi, del resto:
un saggio leader politico disse una volta che il 5 per cento dei parlamentari è meglio del Paese reale, il 5 per cento è peggio del Paese reale, il 90 per cento è come il Paese reale.

E il Paese reale è dominato da persone che farebbero di tutto per i loro quindici minuti di notorietà. L'equazione, dunque, è fin troppo semplice.
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