Stelle in fiamme – Cosa succede se il piccolo schermo si specchia nel grande schermo

Dal 12 luglio al 29 luglio, una serie dedicata alle stelle del cinema. Su Rai Storie. Ecco tutti i protagonisti e le puntate.

Da oggi, 12 luglio, al 29 luglio va in onda su Rai Storia alle 9.30 un serial particolare: Stelle in fiamme, che realizzai fra il 1989 e il 1990; ed ebbe molto successo anche in festival come quello di Taormina. Sarà replicato a settembre sullo stesso canale alle 19. Diciotto puntate di cinquantacinque minuti che presentano un grande racconto, un grande affresco. Storie dei divi di Hollywod, di Cinecittà e delle capitali del cinema in un intreccio che amalgama documenti e brevi “sceneggiati”girati sui luoghi dove hanno vissuto, si sono affermati e si sono amati i personaggi più famosi dello spettacolo.
I nomi principali sono: Marilyn Monroe, Orson Welles, Rita Hayworth, Ingrid Bergman, Roberto Rossellini, Brigitte Bardot, Yves Montand, Tyrone Power, Linda Christian, Anna Magnani, Simone Signoret e tanti altri; di cui si presentano le biografie inquadrate nei tempi in cui sono vissuti e nello stesso tempo nel ricordo, spesso nella leggenda che ancora oggi costituisce sempre un grande motivo d’interesse.

Proprio cinquant’anni fa, nell’agosto del 1962, moriva Marilyn, l’attrice che è stata protagonista di grandi film spettacolari ma anche di vicende che appassionano per i suoi retroscena- si è suicidata o è stata uccisa, e da chi, chi era con lei la notte della morte?- e per la tenerezza che suscitano i suoi contrastati amori con personaggi famosi come il campione di baseball Joe Di Maggio, lo scrittore Arthur Miller, Montand; e gli amori segreti, sia per il presidente John Kennedy che per il fratello Bob. Le due puntate dedicate a Marilyn di “Stelle in fiamme” contengono documenti originali, inediti, poco conosciuti, spesso mai visti in Italia prima dell’andata in onda per la prima volta della serie nel settembre del 1990.

Il ritorno della serie darà modo, soprattutto a un pubblico di giovani che hanno visto poco o sentito parlare solo dei grandi divi, di avvicinarsi a gran parte della seconda parte del Novecento, fino ai giorni nostri, di un fenomeno irripetibile: il cinema come penetrante, vera fotografia in movimento di un’epoca segnata da guerre e violenza ma anche un’epoca contraddistinta da una volontà di uscire dal dolore e dai problemi, per entrare in forme di intrattenimento di notevolissima qualità in cui si sono specchiate le emozioni di milioni di persone.

La serie svolge i suoi racconti su due piani. Da un lato, la rievocazione di fatti e personaggi, secondo scelte rigorose dei documenti rimontati con criteri nuovissimi di intreccio; dall’altro, brevi film “sceneggiati”, realizzati appositamente sui luoghi d’Italia in cui i divi si sono recati per turismo o lavoro, i divi che si sono mescolati a storie evocative, modellate sulle sensazione provocate da visite inattese e sorprendenti che suscitavano un clamoroso interesse dei giornali, specie dei settimanali popolari. Il grande schermo, i suoi protagonisti e la continuità di amori, sogni, drammi segnati dal fascino e dalla presa delle vicende presentate da Hollywood o da Cinecittà e da altri studios europei e mondiali.
L’effetto del grande cinema e dei suoi miti è sottolineati dall’inserimento di sosia degli attori e degli artisti considerati. Vennero pubblicati sulla stampa nazionale avvisi per richiamare l’attenzione di giovani che pensavano di somigliare a Marilyn o a Rita o a Brigitte, eccetera; si presentarono a migliaia, giovani in cerca di fortuna nello spettacolo ( e molti lo hanno avuto: ad esempio Francesca Neri) o sconosciuti in cerca di apparire anche solo per un momento nel cinema che li aveva fatti sognare.
Il cinema come passione, come storia, come storia del costume, come epica di anni che svegliano memorie e pensieri.
La serie ebbe molto successo e più volte replicata negli anni 90. Ed è stata presentata in vari festival internazionali. Le due puntate dedicate Marilyn sono state proiettate al Festival del cinema di Taormina, una delle manifestazioni più importanti del mondo, incrocio dei divi, prestigioso appuntamento per l’arte di un cinema indimenticabile, ancora vivo.

L’ AMORE MUSICAL

Judy Garland e Vincente Minnelli
Una puntata

Judy Garland e Vincent Minnelli si sposarono nel 1941. Quando gli Stati Uniti stavano entrando con gli Alleati in guerra contro i nazisti. Judy e Vincent Minnelli fecero cinque film insieme, tutti musicali. La loro vita di coppia fu invece ricca di conflitti, anche dopo la nascita della figlia Liza. Judy continuò a collezionare matrimoni e accompagnatori spesso più giovani di lei e ad avvelenarsi con l’alcol e i sonniferi, fino al suicidio. Nello “sceneggiato” girato a Roma dove Minnelli venne più volte e girò “Nina” con Liza, s’immagina che il regista stia cercando ballerini e fantasisti per scritturarli. Molti si presentano e uno in particolare, ballerino di tip tap, sogna di entrare nella luminosa e spensierata avventura del musical; ma ci sarà una sorpresa.
Attori: Lauro Versari, Cinzia Villari, Gaia Graziani, Raffaele Castria. I sosia: Carolina Salomè e Alberto Molinari.

AMARE UN DURO

Humphrey Bogart- Lauren Bacall
Due puntate

Prima parte. Humphrey conobbe la giovanissima Lauren, di 25 anni di meno, sul set di “Acque del Sud”, 1944. Un colpo di fulmine. Lui era già stato sposato altre tre volte. Fu un’unione felice, allietata dalla nascita di due figli. Ma fu solo un’incrinatura: quando Lauren abbandonò momentaneamente la carriera d’attrice per partecipare alla campagna elettorale di Adlai Stevenson, candidato democratico alla presidenza Usa, di cu si era innamorata. Bogart, in quel periodo, venne in Italia, a Ravello, per girare “Il tesoro dell’Africa”. Nello “sceneggiato” , girato a Ravello, un produttore romano insegue l’attore per convincerlo a realizzare un film con lui, ma non riesce a mettersi in contatto e si lascia fuorviare dal corteggiamento di una bella signora di provincia.
Seconda parte. Arrivo in Italia di Lauren che, smaltita l’infatuazione per Stevenson, seguì il marito a Venezia, Roma e a Portofino, dove Humphrey doveva girare “La contessa scalza” con Ava Gardner. A Portofino, dove sono avvenute le riprese dello “sceneggiato”, arriva anche il produttore romano recatosi invano a Ravello per scritturare il grande attore. Ma, quando egli sta per raccogliere il frutto dei suoi piani, arriva inattesa la signora di provincia. Bogart può così ignorare il produttore, preoccupandosi di ritrovare pienamente con Lauren la felicità di un tempo, ma il dramma è in agguato.
Attori: Massimo Venturiello, Maria Rosaria Omaggio, Luigi Petrucci, Bianca Maria Lelli, Lucia Stara, Pier Senarica, Sasa Vulicevic. I sosia: Oliver Martinengo e Cinzia Bonfantini

UN AMORE MONDANO

Tyrone Power- Linda Christian
Due puntate

Prima parte. Narrano le cronache mondane che fu Linda Christian, attrice pressoché sconosciuta, a conquistare di prepotenza di Tyrone Power e a farsi sposare nel 1948 in una basilica romana, con una cerimonia rimasta famosa per sfarzo e pettegolezzi. Tyrone era un attore bellissimo, molto chiacchierato. Lo si giudicava fragile, troppo sensibile. Linda non si curò di queste dicerie e lo seguì prima di sposarlo a Firenze dove Tyrone girava “Il principe delle volpi”. Proprio durante queste riprese si svolge il breve “sceneggiato” i cui personaggi principali sono un giovane incaricato di tenere in allenamento con la spada il grande divo, la fiduciaria di una casa di mode che deve curare l’abito da sposa di Linda, una sartina innamorata del bel allenatore del divo. Nel clima di tensione creatosi, lui stesso finirà per litigare con Linda ma l’appuntamento con le cosiddette “nozze del secolo” non subirà rinvii.
Seconda parte. Tyrone Power morì a soli 44 anni, poco dopo avere divorziato da Linda Christian. La puntata racconta delle ultima parte di una carriera che fece di quell’uomo romantico un vero attore (come dimostra, tra gli altri, il film “Testimone d’accusa”). La vita privata non fu,invece, rose e fiori, Il matrimonio con Linda si logorò nonostante la nascita di due figlie. Le favolose nozze di Roma rimasero soltanto un ricordo. E’ appunto alla vigilia della cerimonia che si svolge, in un albergo, lo “sceneggiato”:il seguito del piccolo dramma sentimentale tra un giovane spadaccino e una sartina scoppiato a Firenze. Tyrone e Linda guardano in una sala dell’hotel, riservato a loro, le scene più belle dei film di lui e si preparano al matrimonio avendo superato i dissapori. Così accade anche per lo spadaccino e la sartina.
Attori: Tamara Triffez, Lorenzo Mainoni, Laurentina Guidotti, Daniele Falleri, Italo Gasperini. I sosia: Francesco Romano e Ippolita Santarelli.

MIRAGGIO D’AMORE

Ingrid Bergman- Roberto Rossellini
Due puntate

Prima parte. L’amore fra Ingrid, la bella diva svedese trapiantata ad Hollywood e il grande regista italiano Rossellini nasce per un biglietto spedito da Ingrid in Italia: l’attrice esprime il desiderio di lavorare con l’autore di “Roma città aperta”. Roberto convince Ingrid a girare con lui “Stromboli” e l’accompagna sulla costa amalfitana. Qui i due passano alcuni giorni in un albergo dove altre coppie vivono le loro vicende amorose. Ingrid non assisterà impassibile. Reduce da straordinari successi come “Per chi suona la campana”, “Io ti salverò”, “Notorius”, l’attrice spera di ritrovare nuovo entusiasmo in una carriera che sembra essersi fermata. E lo esprimerà con un gesto a sorpresa.
Seconda parte. Sei furono i film che Ingrid girò con Rossellini, dopo “Stromboli”, “Europa ’51”, “Viaggio in Italia”, “Siamo donne”, “Giovanna d’Arco al rogo”, “La paura”. La critica li ama poco, e ancora meno il pubblico. La delusione si fa strada nella diva che ha lasciato Hollywood per il regista italiano, geniale ma talvolta dispotico. Il rapporto fra i due comincia a deteriorarsi e finirà per rompersi, anche se i due continueranno, pur essendosi uniti ad altre persone, a vedersi fino alla morte di lui. Il ricordo delle riprese di “Stromboli”, il film che tenne a battesimo il loro amore, è lontano. La puntata lo rievoca presentando un episodio curioso. Il regista ha ideato un trucco per tenere distante un insistente esattore che si presentato a chiedere denaro, proprio nei giorni in cui la famosa coppia era totalmente immersa nel cinema e nel sentimento, due cose che Ingrid e Roberto desideravano difendere a oltranza, quando il loro amore era agli alberi, una speranza senza fine.
Attori: Sergio Nicolai, Beatrice Palme, Gianni Canavacciolo, Fiamma Betti, Marta Bifano, Pino Ammendola, Ornella Marcucci, Antonio Cantafora, Giovanni Pallavicino. I sosia: Fabrizio Settimino e Francesca Neri.

AMARE UN GENIO

Rita Hayworth- Orson Welles
Due puntate

Prima parte. Orson Welles, l’ex bambino prodigio, l’attore precoce, l’autore della grande beffa radiofonica sui marziani giunti sulla terra. Rita Hayworth, la ballerina che Hollywood trasforma in diva, cambiandole il volto, abbigliandola in modo da fissarle indelebilmente nella immaginazione degli spettatori. Un amore burrascoso. Lui, dopo “Quarto potere”, non riusciva a riavere la fiducia dei produttori; lei, invece, passava di successo in successo, soprattutto interpretando “Gilda”. Dopo quattro anni di matrimonio la separazione che spinse Rita a recarsi in Italia, sul lago di Como. Nello “sceneggiato” ,in un albergo di lusso, la diva cercò di smaltire delusione e amarezza, ma si trovò inconsapevolmente al centro di una vicenda d’amore in cui erano coinvolti un aristocratico italiano, appassionato di antichità , e sua moglie. Rita, agli occhi dei due, diventò il simbolo mitologico di un amore sublime, come accade spesso per le dive del cinema, amori e gloria effimeri.
Seconda parte. Orson Welles era un mago, un astrologo, gli piacevano i trucchi e i giochi di prestigio (quando non guadagnava come regista, gli capitò di fare dollari con gli oroscopi) e in questa puntata si rievoca questa sua predilezione, sostegno. Abituò a vivere in Italia (sposò anche un’italiana, Paola Mori di Girifalco), il regista-attore-mago è a Venezia per iniziare le riprese dell’”Otello”. Un giovane cameriere d’albergo, con il quale ha stabilito un rapporto di confidenza, gli chiede di aiutarlo a sconfiggere un rivale, un attore che aspira ad essere scritturato per un film. Welles farà la regia di una piccola trappola. Sconfitto il rivale del cameriere, Orson farà comunque una lezione al cameriere, per i suoi eccessi d’odio e di gelosia. Le ultime sue parole sono quelle che riprende dall’ “Otello” di Shakespeare, riferite al suo rapporto finito con Rita: spesso l’amore è accecato dalla gelosia e in suo nome si compiono atti di cui pentirsi.
Attori: Daniela Giordano, Italo Dall’Orto, Giovanni Tamberi, Lauro Marino, Bruno Maccallini, Fabio D’Avino, Milly D’Abbraccio, Francesco Branchetti. I sosia: Raffaella La Vecchia e Antonio Cantafora.

AMORE SELVAGGIO

Elizabeth Taylor- Richard Burton
Due puntate

Prima parte. Lo scenario dell’amore e della carriera insieme tra Liz Taylor e l’ex minatore del Galles, fu Roma. Roma dove venne girato l’ultimo grande film del filone storico-mitologico che furono gli americani ad inaugurare nella Cinecittà ricostruita dopo la seconda guerra mondiale. Il film era “Cleopatra”: ebbe una faticosa realizzazione per questioni artistiche e finanziarie. La “dolce vita” felliniana era al tramonto. I divi arrivavano numerosi per fare film in costume e, senza saperlo, senza sapere di testimoniarne la decadenza. La storia d’amore tra Liz e Burton ravvivò l’atmosfera. I due attori abbandonarono i rispettivi coniugi e dovettero fuggire dalla maniacale curiosità dei paparazzi. In questa situazione si inserisce, con ironia, lo “sceneggiato” che si svolge in un’isola del mediterraneo dove i divi si rifugiarono per conquistare qualche momento di tranquillità; ma non passarono inosservati: i giornalisti e i fotografi li trovarono e scattarono loro immagini per così dire compromettenti. In realtà di compromettente non avevano nulla ma i famosi attori mossero diverse e curiose reazioni tra i clienti dell’albergo di cui neanche si accorsero. Tornati a Roma, ripresero il film. La prima parte della storia della coppia è dedicata soprattutto a Liz di cui si rammentano i primi passi nel cinema ( a undici anni interpretò “Lassie”, un film di enorme successo); e i molti matrimoni, nonché la passione per i dolci.
Seconda parte. L’amore tra Liz e Burton fu intenso e l’attrice ne spiegò la ragione: disse che quell’uomo, l’ex minatore diventato uno dei più noti attori del mondo, aveva “un sapore di giungla”; e questo amore selvaggio, come gli altri amori avuti in precedenza, dovevano finire nelle nozze; poiché solo così lei si “sentiva a posto”. Questa seconda parte è dedicata a Richard, alle sue origini, alle prime prove in testi d’avanguardia sulle scene londinesi, ai ruoli di agente segreto nella Berlino della guerra fredda. Ma Liz tornò molto presto in scena poiché il loro amore fu una svolta per entrambi, significativa e tormentata: divorziarono e si sposarono una seconda volta. Il breve “sceneggiato” al centro della seconda parte è ambientato a Roma, in un albergo di lusso, dove la celebre coppia è alle prese con un rapporto sempre sul filo, bisognoso di corteggiamenti molto graditi da Liz. E sono i corteggiamenti i motivi di dolcezza e di scontro tra due altri ospiti dell’hotel. Il finale presenta la scomparsa di Richard, il rimpianto di Liz. La diva diventata famosa per la campagna sull’aids, la malattia che si credeva erroneamente che minacciasse i baci sul set.
Attori: Geppy Glejeses, Valeria Cavalli,Gino Lavagetto, Dodo Gagliarde, Giusy Cataldo, Clara Colosimo. I sosia: Alessandro Giglio e Stella Piazza.

AMORE SOVVERSIVO

James Dean e Anna Maria Pierangeli
Una puntata

L’incontro fra due giovani divi “costretti” a separarsi. Lei era Pierangeli, così venne chiamata quando fu chiamata a Hollywood per una nuova carriera. Lui era James Dean il campione della “gioventù bruciata” (dal titolo del suo film più noto). Pierangeli aveva cominciato a Cinecittà con un film dedicato agli amori tra adolescenti, “Domani è troppo tardi”. Dean aveva interpretato film come “Il gigante” accanto a Elizabeth Taylor e a Rock Hudson e tanti altri successi. La ragazza italiana acqua e sapone, e il tenero “ribelle” americano si innamorarono la madre di lei intervenne per rompere questo amore. Il breve “sceneggiato” all’interno del racconto presenta la storia di una giovane terrorizzata dall’uomo che ha dovuto sposare, dopo avere abbandonato un ragazzo a cui era profondamente legata. Nella realtà, la tragedia intervenne a troncare vita e carriera di Pierangeli che, dopo varie vicissitudini, decise di suicidardi; mentre Dean moriva in un incidente stradale. Una fine che contribuì, come spesso accadde a Hollywood, a creare una leggenda molto presente nei racconti sul vecchio grande cinema.
Attori: Alberto di Stasio, Mirta Pepe. I sosia

AMORE FELINO

Brigitte Bardot- Roger Vadim
Due puntate

Prima parte. Era giovanissima Brigitte Bardot, nata in una famiglia borghese di Parigi, quando l’aiuto regista Roger Vadim si accorse di lei, se ne innamorò e la presentò nel mondo del cinema. Ma fu lui stesso, dopo averla sposata, a lanciarla definitivamente con “E dio creò la donna” che creò allora un piccolo scandalo per la esibizione di BB, così la chiamarono, e per la sua fresca capacità seduttiva sullo schermo e nella vita. Un volto pulito e un corpo sottile che subito attrasse il pubblico. Ma dietro questa facciata la carriera di BB non fu facile, spesso lei non era contenta di come veniva diretta e dalle pellicole che le offrivano. Vadim la promosse all’attenzione del mondo ma non le dava la felicità che si aspettava. BB si sentiva esposta a ruoli ripetitivi che la divertivano ma che la portavano a desiderare altre esperienze, dopo quelle, importanti e prestigiose, fatte in film accanto a mostri sacri del cinema francese, come Jean Gabin. Recatasi a Firenze fu ospite di un ricco e dotto signore che “inventò” una storia in costume per rappresentare- nello”sceneggiato” della prima parte del ritratto della coppia Bardot e Vadim- insidie e trabocchetti nei giochi dell’amore. Una sorta di lezione per una attrice che, maturando, a poco a poco si sottrasse dalla mondanità.
Seconda parte. Vivace, simpatica, disinvolta BB fu una sorta di penetrante meteora nel cinema francese. Si innamorò e sposò più volte, diventò madre. La vita sul set la mise di fronte alle difficoltà di costruire un’esistenza in grado di resistere alle prove dei sentimenti. Le offrivano parti di ogni tipo, diventò cantante, si esibì alla televisione, recitò con attori e attrici famosi. Cercò di fare tesoro di tutto questo. E quando con Vadim cominciò la crisi che porterà al divorzio, sentì con lui il bisogno di fare il punto del loro rapporto. Lo “sceneggiato” si incarica si evocare una situazione in una bella località turistica italiana. La loro presenza in un albero venne subito notata dagli altri ospiti e, come per un gioco misterioso, provocò in altre coppie il desiderio di svelarsi, andare in profondità nei sentimenti, di provare a dirsi la verità. BB ha abbandonato il cinema serenamente, senza astio, né polemiche, si è ritirata in campagna con i suoi cani, e difende gli animali dalla distruzione. Al funerale di Vadim s’incontrò con altre mogli o compagne del regista che l’aveva scoperta; e si commossero insieme.
Attori: Sabrina Ferilli, Margaret Mazzantini, Vittorio Franceschi, Roberto Posse, Roberto Trifirò, Daniele Formica, Riccardo Peroni, Emanuela Giordano, Lucia Prato. I sosia: Massimo Martinelli e Natalie Caldonazzo.

UN AM0RE MONELLO

Yves Montand- Simone Signoret
Due puntate

Prima parte. Yves Montand, cantante francese di origine italiana, era un uomo del varietà, della canzone, del teatro; il cinema si accorse di lui e gli offrì una nuova, grande carriera. Simone Signore non era una diva ma un attrice di talento, protagonista di film famosi entrati nella storia. Il cinema li fece conoscere e loro decisero di vivere insieme. Lei abbandonò un regista con il quale era sposata. Lui lasciò Edith Piaf, la voce più importante della musica popolare francese. Yves dichiarò sempre un amore totale per Simone, ma cominciò a tradirla e non smise mai. Nelle loro storie inserisce lo “sceneggiato” sullo sfondo di una città di mare italiana. Intorno a Yves e a Simone, in uno stesso albergo, ci sono due coppie, una giovane e una più matura che si sforzano di trovare intese che languono, e che guardano da lontano quei due artisti che hanno vissuto un amore bello e contrastato. Protagonista della prima parte è soprattutto Yves che si presenta come uno scanzonato giovanotto desideroso di successo, e che per la prima volta s’innamora di una donna tanto più colta e famosa, una attrice che diventerà anche un’apprezzata scrittrice. Una donna che seppe fare buon viso al suo “monello” che la fece soffrire per la sua storia con una donna con cui non sentì di competere: Marilyn Monroe.
Seconda parte. La protagonista è Simone Signoret che i registi più volte la inserirono nei loro film in ruoli di prostitute. Celebre il suo film “La ronde” ricavato da un commedia di Arthur Schintzler, grande scrittore viennese, in cui la sua storia di donna di tutti è carica di sensibilità e dolore, sempre alla ricerca di una svolta nella propria vita. Simone venne a Roma agli inizi degli anni Sessanta per girare “Adua e le compagne”, una pellicola che traeva spunto dalla cancellazione delle case chiuse e dal nuovo destino incerto per le donne che vi lavoravano. Nello “sceneggiato”, in un albergo romano, un imitatore e un suo complice cercano il contatto con Totò, il grande comico, allo scopo di presentargli alcune ex prostitute per una nuova carriera nel varietà; invece essi meditano di continuare l’attività delle case chiuse in un modo diverso ma le “ex” non sono d’accordo. Il racconto riprende il filo documentaristico e presenta le dichiarazioni d’amore che il “monello” fa a Simone anche vien a mancare.
Attori: Francesca Neri, Laura Tanziani, Giorgio Biavati, Piero Bertone, Silvana De Santis, Alvia Reale, Caterina Intelisano, Antonio Cantafora. I sosia: Mauro Carli e Giusy Cataldo.

AMARE UNA DEA

Marilyn Monroe- Joe Di Maggio- Arthur Miller
Due puntate

Prima parte. Sposata per la prima volta molto giovane con un marine, divorziò e si unì a Joe Di Maggio, campione di baseball, originario della Sicilia. Marilyn aveva avuto già successo e quel matrimonio fu un fatto che percorse il mondo: la bellezza di una dea e un campione, una coppia perfetta. Il matrimonio durò solo nove mesi. Non andavano d’accordo: Joe era gelosissimo e Marilyn era gelosa della sua libertà. Restarono amici. Ma il secondo divorzio mise in guardia la diva che non tollerava controlli e più di ogni altra cosa teneva a diventare da star una vera e propria attrice. Joe per dimenticare il fallimento delle nozze e del loro amore decise di fare una visita alla terra dei suoi genitori, emigranti integrati nella nuova patria, l’America. Contemporaneamente, a Marilyn viene assegnato il David di Donatello, prestigioso riconoscimento ai grandi artisti del mondo attribuito a Taormina. Da qui comincia il breve “sceneggiato” al centro del racconto. Al Festival di Taormina l’organizzatore del premio predispone un’accoglienza di alto livello. Ma proprio alla vigilia dell’arrivo della “dea” giunge la notizia che non verrà, altri impegni urgenti di lavoro la tengono a Los Angeles. Delusione e anche peggio. La festa non ci sarà più.Marilyn riceverà il David a New York dalle mani di Anna Magnani. Intanto la storia della diva riprende in un’intensa attività sul set e con un nuovo, importante incontro…
Seconda parte. L’importante incontro che fece Marilyn Monroe dopo il di vorzio da Joe Di Maggio fu con il famoso scrittore Arthur Miller, incontrato in una festa a New York. Marilyn entrò in una nuova famiglia che l’accolse volentieri. Miller era incantato non solo dalla bellezza dell’attrice ma anche dalla sua sensibilità che affiorava con forza dai versi che scriveva di nascosto. Circolò la notizia che la coppia stesse per avere un figlio. Ma la gravidanza fu interrotta. La diva si ammalò, cominciò a circolare di clinica in clinica presa da continue crisi. La sua carriera andava benissimo- “ A qualcuno piace caldo” fu un clamoroso successo- e lei era affascinante come non lo era mai stato. Qualcosa, per la delusione del figlio perduto e gli effetti della crisi fisica e psicologica dovuta anche agli sforzi sul set, era però accaduto, di irreparabile. Marilyn divorziò anche da Arthur. Poi vennero tempi cupi. I rapporti con John e Robert Kennedy, si disse che erano stati entrambi suoi amanti, e i controlli dei servizi segreti, aggravarono il disagio e la salute della diva. Fino alla morte,un suicidio ?: ancora si parla di circostanze poco chiare. Il breve “sceneggiato” al centro della seconda parte presenta l’uso che della diva e del suo mito si è fatto e si fa ancora: aste su aste per vendere ogni cosa di lei e impadronirsi feticisticamente di una leggenda. Ciò dopo i funerali di Marilyn a cui partecipò solo e con pochi presenti Joe Di Maggio, l’uomo con cui era rimasta sposata per solo nove mesi che continuava a volerle bene.
Attori: Andrea Tidona, Emidio Lavella, Barbara Scoppa, Bruna Feirri, Piero Bertone. I sosia: Emy May, Antonio Miranda, Alberto Agosti.

Italo Moscati

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