Pippo Baudo e il baudismo. E Markette

Capezzone nel suo editoriale a Markette parla – sembra quasi inevitabile – del Festival di Sanremo. E si schiera palesemente a favore di Pippo Baudo e delle sue esternazioni, coniando il termine baudismo. Per la precisione, fra le altre cose, Capezzone difende il lavoro del baudone nazionale e la sua straordinaria dedizione al Festival. Sarebbe

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Pippo Baudo al Dopofestival, rivisto da Markette Capezzone nel suo editoriale a Markette parla – sembra quasi inevitabile – del Festival di Sanremo. E si schiera palesemente a favore di Pippo Baudo e delle sue esternazioni, coniando il termine baudismo. Per la precisione, fra le altre cose, Capezzone difende il lavoro del baudone nazionale e la sua straordinaria dedizione al Festival.

Sarebbe bello che [dirigenti RAI e politici] facessero per sei mesi il loro lavoro con la stessa determinazione con cui l’ha fatto Baudo.

Che questa determinazione valga davvero 750mila euro, spicciolo più spicciolo meno, però, è un tasto che Capezzone non vuole toccare. In fondo va bene così: prima di sentirsi in dovere di pontificare, Baudo era più che condivisibile. Poi ci siamo accorti tutti di quanto guadagna, e tanti saluti alla credibilità.
La puntata di Markette, frattanto, prosegue, interamente dedicata al Festival. Rivediamo la deliziosa Marina Deor, che torna a defogliarsi su un testo letto da Albertazzi – Le mille bolle blu -, rivediamo, ovviamente, il vincitore del Festival.
E Chiambretti e la sua squadra dimostrano quanto possano essere bravi, metatelevisi, squisitamente kitsch. Mentre scrivo, lo stesso Chiambretti ha appena annunciato che Momo (nome d’arte di Simona Cipolloni) entrerà a far parte del cast di Markette, e qui non riusciamo a immaginare personaggio più adeguato.

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