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APPUNTI SULLA POST TELEVISIONE (9)- TUTTE COSE DA EVITARE

Il fragore di Sanremo non si è spento, anzi. Pippo Baudo canta vittoria e mi complimento con lui e con Michelle Hunziker. Avrei molte cose da ridire e qualcuna l’ho detta nel corso di una lunga diretta per gli italiani nel mondo in un talkshow per RaiInternational condotto da Gigliola Cinquetti[…]

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Il fragore di Sanremo non si è spento, anzi. Pippo Baudo canta vittoria e mi complimento con lui e con Michelle Hunziker. Avrei molte cose da ridire e qualcuna l’ho detta nel corso di una lunga diretta per gli italiani nel mondo in un talkshow per RaiInternational condotto da Gigliola Cinquetti (che ha l’età e l’esperienza). Ho digerito male il sosia di Prodi i cui santissimi sono finiti nelle mani rapaci di Cornacchione, una scena che si colloca nella galleria dei toccamenti che putroppo fanno parte del repertorio di Pippo (con Benigni e Fiorello, ahimè per quest’ultimo).

Idee clonate a livello del cavallo dei pantaloni, in questo caso salsa Bagaglino. Satira-?- di destra in un festival 2007 caro come non mai alla sinistra(?), non si sa fino in fondo il perchè. Mah. Cerchiobottismo?
Ho digerito male anche la lunga citazione di “Cabaret” lo spettacolo che sta portando in giro la Hunziker a lunga risata. Lei è bella e simpatica per carità, ma il “Cabaret” di Bob Fosse con Liza Minnelli e Joel Grey è un’altra cosa, un traguardo possibile per la svizzera che ride . Clone smodato e presuntuoso. Forse in teatro, grazie alla complicità di un ambiente chiuso, in mezzo a un pubblico in ipnosi da dopocena, un “Cabaret” approssimativo e totalmente privo della sua forza di contenuti può andare bene. Ma come dimenticherò il dolore che ho provato nel confrontare il grande Joel Grey del film di Fosse e il clone sintonizzato con Michelle? Ho un dubbio.
E’ stato questo attore, peraltro perbenissimo, a mandare le 500 rose rosse alla soubrettina ridens sua benefattrice ,e non il calciatore Antonio Capuano?
Insomma, vittoria di Baudo. Vittoria di Pirro? Paolo Martini sulla Stampa scrive che Del Noce ha ragione e Pippo no. Perchè? Perchè, facendo i conti, il Sanremo della sinistra (?) perde il pubblico giovanile, perde il pubblico delle donne, perde il pubblico “più consumistico” (24-44 anni), e si aggiudica invece gli over 65. Quindi, bisogna cambiare il prossimo anno. Io spero che il fragore del post Sanremo serva per fare una riflessione seria. Chiedendosi ad esempio: un festival che vuole avere ancora capacità di richiamo, può alimentarsi di cloni e di dilettanti allo sbaraglio nelle parentesi cosiddette spettacolari? può campare sul credito di una formula che Pippo ormai sposta di continuo da “Novecento” alla “Domenica In” di “Ieri, oggi, domani“?

Infine, può vivere sulla “mescolanza” di comici e generi che occupano ore e ore, e trasformano le canzoni in carciofi, patate arrosto e fagioli sgranati, cioè in contorni? Ai posteri l’ardua sentenza.
A proposito di “mescolanza”. Con l’aggiunta di ” www. … it”, diventa il nome del dominio di Cesare Lanza, giornalista, ex direttore di giornali, ieri a “Domenica In” oggi a “Buona Domenica”. E’ stato un bravo professionista nella carta stampata, anche se talvolta molto discusso. Prova ad esserlo nel nuovo impegno a Canale 5. Però. Devo fare una premessa. Quando qualcuno si approfitta del suo cognome e della sua stazza per fare i versetti fubetti: ” Cesare Lanza ovvero uomo de panza”, posso diventare idrofobo. Altro che Bagaglino! Locale peraltro che Cesare ama e frequenta, io no, ma fa bene a farlo se gli piace quel che viene lì servito. Fra parentesi, dico che del Bagaglino ho sempre ammirato Leo Gullotta e Pippo Franco, nonchè certe soubrette, e soprattutto Aida.
Torno a Lanza. In una letterina al nostro blog ringrazia i blogghisti che citano share e ascolti perchè riconoscono con obiettività le sue vittorie auditel; poi fa la vittima sui giudizi che lo riguardano e non gli piacciono, animando una delle risse che gli piacciono e che non può controllare perchè il gong lo ha lasciato a “Buona domenica”.

Nella letterina dice che qualcuno lo ha definito “re del trash”. Quel qualcuno sono io. Nel corso di una puntata di “Tv Talk”, in cui il buon Cesare era ospite, ho cercato di “correggere”, nel senso di presentare in una luce migliore, i pareri degli analisti (studenti e neolaureati) spesso negativi. Ho cominciato un breve intervento dichiarando all’ospite illustre di considerarlo ormai un “missionario del trash” e un “docente di rissa continua”. Avevo in mente l’intervista Lori del Santo sul figlio caduto dal grattacielo. Ricordavo inoltre Cesarone in caftano (ma forse no) che si divertiva a battere il gong mentre i suoi occhi luccicavano di felicità, pregustando alti dati auitel. Che ci sono stati in entrambi i casi.
Definendolo un “missionario” e un “docente” scherzavo, ma speravo che l’ospite spiegasse le ragioni del suo lavoro e rivelasse qualche segreto della sua nuova professione. Invece no, Cesare ha replicato affermando di essere un liberale (tutti sono liberali oggi in Italia anche i fascisti e i comunisti!), di essere nemico delle censure (tutti in Italia sono nemici delle censure!), di rispondere solo con la propria coscienza di fronte ai potenti (tutti rispondono!…). Non avrebbe potuto dire, che so: la rissa è il sale dell’Italia, le lacrime strappate a forza di sforzi trash (la Del Santo) sono il condimento del vivere, specie quello televisivo, in un’Italia dove tutti praticano il “politically correct” non si sa se per conformismo o paura di sembrare diversi, o comunque per ipocrisia. Non l’ha detto. Punto. E quindi ho m’è venuto da pensare che nel futuro della tv è augurabile che si acquistasse il senso dell’ironia e soprattutto si rispondesse anche duro ma a tono, senza mettersi la corazza del vittimismo.

Infine, altra cosa che spero di non trovare nella post tv in cui siamo incamminati: il senso delle proporzioni. Lo spunto me lo ha dato lo psichiatra Alessandro Meluzzi, quello simpatico, quello con i capelli alla Portos, quello in cura alla Rai, quando in una puntata di “Domenica In” nel recinto dell’Arena (Lanza propone il Ring, che bellezza!) ha cercato di difendere dall’accusa di trash alcuni personaggi vip dell’”Isola dei famosi” e di qualche reality. “E’ commedia dell’arte!!!”, ha urlato da seduto, con indignazione, con tutta la forza della sua competenza psichiatrica, e ha ripetuto: “Pura commedia dell’arte!!!”. In quel momento ho sentito cigolare le ossa di Arlecchino. Come pure ho sentito cigolare quelle di Tognazzi, Manfredi, Gassman, Sordi & C quando ho letto che Fabrizio Rondolino e Simonetta Ercolani, tra le penne della “Pupa e il secchione”, sostengono che questo capolavoro assoluto della post tv del dopodomani viene dritto dritto dalla “commedia all’italiana”.
Per favore, per favore. Abbiamo i denti per morderci la lingua, approfittiamone. A volte.
Italo Moscati

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