Salvo Sottile contro il daytime: “Si mischiano Al Bano e cronaca per gli ascolti”. Ma Scanzi gli fa fare autocritica

Salvo Sottile ospite di Andrea Scanzi a Reputescion lunedì 2 dicembre 2013 (l’intervista integrale)

Andrea Scanzi è riuscito seriamente in un’impresa, in cui molti – eccetto Fiorello con l’arma dell’ironia – avevano fallito: far abbassare il sopracciglio a Salvo Sottile, riabilitandone l’immagine arrogante e rendendolo aperto al confronto.

E’ successo nella puntata di Reputescion trasmessa su La3 lunedì 2 dicembre. Il giornalista è stato innanzitutto messo a confronto con il suo webfeeling: al 48% negativo, al 34% positivo e al 18% neutro. Altrettanto non positivo è stato il suo reputometro:

Chi non lo ama lo attacca per il suo modo di fare cronaca in televisione, ritenuto morboso. I detrattori criticano il suo atteggiamento davanti alla telecamera. I suoi fan, concentrati all’interno della sua Pagina Facebook, lo osannano perché è lui stesso il successo delle sue trasmissioni. Le sue fan annoverano tra i suoi pregi l’avvenenza fisica.

Scanzi lo ha subito stuzzicato: “Non è pochissimo, 1 su 2 a cui non piaci”. E Sottile ha stranamente reagito con fair play, seppur ostentando come sempre sicurezza:

“Ci sta, Twitter è una casa di vetro. Non è detto che tu piaci a tutti. Ti metti in gioco. Nel momento in cui ci sei devi esporti a una serie di critiche. Io lo faccio senza nessun problema. Col segno meno significa che fai discutere. Io vanto numerosi tentativi di imitazione come la Settimana enigmistica. Chi mi conosce sa che nella vita sono esattamente come appaio in tv. Poi magari l’apparenza inganna. Non sono esattamente così cattivo. Sembro accigliato, ma nella vita sono uno a cui piace divertirsi”.

Il video più cliccato online che lo riguarda è quello dell’imitazione di Fiorello a Il più grande spettacolo dopo il weekend. Ovviamente Sottile ha apprezzato la parodia:

“Io mi diverto molto quando vedo Rosario. Lo conosco da tanti anni, ci vediamo spesso la mattina anche all’Edicola Fiore. Mi diverto. Poi lui sta sempre attento a tutta una serie di tic che hai. Aveva iniziato ad imitarmi tantissimo tempo fa a Radio Deejay, quando ero corrispondente da Palermo. Su Raiuno ha preso delle cose di Quarto grado per farci una parodia. Mi ha fatto piacere. Non ho legato l’imitazione di Fiorello a un punto di arrivo, l’ho preso come segno di amicizia, ci lega un profondo affetto”.

Poi, primo tra gli hashtag della Twitter hot five che lo riguardano, il Tg5, che Sottile ricorda ancora come una grande palestra:

“Il Tg5 è nato come un telegiornale pionieristico, è arrivato nel momento in cui l’informazione era in mano alla Rai. La grande lungimiranza di Mentana fu nel differenziare partendo dalla cronaca, non riportando le voci di palazzo e raccontando delle storie circondandosi di una squadra di giovani giornalisti. In Sicilia io ero da solo, ma riuscivamo ad arrivare spesso primi. Avevo una voce orribile, più brutta di quella di adesso. Dovevo sembrare più grande dell’età che avevo e tenere a freno la mia anima di palermitano che si commuoveva davanti alla morte di Falcone. Non se l’aspettava nessuno. Sull’autostrada abbiamo assistito a uno spettacolo incredibile, sembrava Beirut. Lavoravamo tanto, ma il Tg5 dell’epoca riuscì ad arrivare alle vette dell’ascolto nazionale e addirittura a battere il Tg1”.

Non potevano mancare velate critiche agli eredi di Mentana:

“Ovviamente nessuno pensava che Mentana rimanesse tutta la vita. Quando è andato via è stato come perdere un pezzo di se stessi. Lui è rimasto a Matrix, ma si è perso un po’ quello spirito. Gli altri Direttori hanno messo la loro impronta. Mimun mi tolse dalla conduzione del Tg5 delle 13.00, ma era stato uno dei fondatori. Ha dato una sua impronta completamente diversa e la differenza si è vista anche con la Direzione di Carlo Rossella”.

Sottile ha, quindi, ribadito la sua scarsa stima per Mario Giordano, da lui già criticato su Twitter come esempio di Direttore dimenticabilissimo:

“Con Giordano ho lavorato 2 giorni. Quando mi ha detto che per Quarto grado si poteva trovare una soluzione alternativa mi sono fatto delle domande e ho scelto di uscire da Mediaset. A La7 non mi hanno chiesto nessuna tessera elettorale, a differenza di quello che ha detto di lui. Non ho mai parlato di politica, non è questo che mi si chiedeva. Ho risposto a una domanda su Matrix, mi avevano proposto di condurlo prima dell’arrivo di Telese. Quello che ho risposto è che evidentemente la politica bisognava saperla maneggiare, perché Telese la maneggiava molto più di me, io mi ero occupato più di cronaca. Non era un modo per buttarla in politica, anzi era un modo per dire che mi sono occupato più di cronaca nella mia carriera”.

Sottile ricorda con piacere la sua parentesi a SkyTg24, quando era ancora agli albori:

“Sono andato per un periodo a SkyTg24 quando partì. Ho condotto il primo telegiornale della rete all news, lanciandolo, perché l’allora Direttore Emilio Carelli mi chiamò dal Tg5. Io ero stanco di fare sempre le stesse cose, arrivavo da 15 anni di cronaca e esteri, avevo voglia di cambiare. E’ stata un’esperienza importante, ho imparato moltissimo a fare lo studio e confrontarmi con le dirette. Lì poi ho conosciuto quella che sarebbe diventata mia moglie”.

Quando Scanzi gli ha chiesto se gli piacerebbe lavorare prima o poi con Mentana al TgLa7, Sottile ha glissato con diplomazia:

“Con Mentana ci vediamo spesso, ci lega affetto e stima. Ovvio che su La7 io mi occupo di qualcosa che in questo momento è lontana dalla percezione del pubblico classico di La7. La scommessa di Cairo e mia è quella di portare cose diverse all’interno di La7, brutte, belle, magari poi scopriamo che ci sono più follower a cui non piaccio. Il tentativo è quello di portare una contaminazione diversa all’interno di una rete percepita come di nicchia. In una serata affollata, come quella del martedì, si cerca di far assomigliare La7 a una rete generalista. E’ qualcosa di diverso. E’ ovvio che il Telegiornale di Mentana è prettamente politico, quindi è una cosa molto lontana da me. Nulla esclude che un giorno, quando dovesse esserci un grosso fatto di cronaca, potremmo fare qualcosa insieme. Ne sarei felice”.

A proposito degli hashtag “femminicio e stalking”, Salvo ha dichiarato che “trasmissioni come la mia, essendo viste dal pubblico femminile, aiutano”. Quanto, però al “rischio di cavalcare un po’, soprattutto in daytime in cui ne parla la D’Urso” (provocazione, questa, lanciata da Scanzi), Sottile ha cercato di smarcarsi ma non troppo:

“Programmi come Linea Gialla, o come quello che facevo prima quando lo facevo io, hanno una mission ben precisa. I programmi di daytime, non dico quello della D’Urso in particolare, parlano di tutto. Io, a differenza del daytime, non mi posso mettere con la chitarra a suonare o suggerire al telespettatore quale vino bere. Secondo me ogni programma deve avere un suo indirizzo, un suo campo di operazione ben preciso. Linea Gialla ha quell’indirizzo lì. A differenza del programma precedente entra anche su altri fatti di cronaca, come la Terra dei fuochi, baby squillo, i veleni al laboratorio di farmacia di Catania. E’ ovvio che il rischio, quando parli di omicidi, è di essere morbosi. Secondo me c’è anche modo e modo, ci sono particolari che non aggiungono nulla alla storia ed è meglio evitare in qualunque orario della giornata”.

Ecco, però, la sua critica ai contenitori del daytime:

“Spesso, quando metti i casi di cronaca ome macedonia durante il giorno, lo fai per cercare di fare ascolto. Il rischio è che ne parli senza sapere di ciò che stai parlando e confondi le idee. Se nel giro di 20 minuti parli di Al Bano e di femminicidio ti perdi qualcosa per strada, non approfondisci abbastanza”.

Ecco, invece, che Sottile si è per la prima volta confrontato con il tiepido riscontro di Linea Gialla, mostrando un singolare buonsenso:

“Linea Gialla è partito da due mesi, sapevamo che sarebbe stata un’impresa difficile. La maggioranza del mio pubblico è al Sud e La7 al sud si vede in alcuni punti sì, in altri meno. La mission mia e dell’editore è fare un programma che ha bisogno di tempo per crescere, Crozza e la Bignardi sono stati per anni al 2% e al 3%. Io con Linea Gialla, senza cercare pubblico fighetto, do cose leggermente diverse rispetto agli altri. Ci proverò nel corso di quest’anno. Fare bilanci dopo due mesi è presto. Io spero di avere ancora un po’ tempo. Il mio editore, Cairo, mi è sempre stato vicino e mi supporta, mi sta dando tutta una serie di strumenti per cercare di far crescere il programma. Io spero di non deluderlo, mi ha dato una possibilità nel momento in cui tutti quanti mi hanno chiuso le porte perché io stesso mi sono chiuso fuori”.

Quanto al confronto con i colleghi di La7, non si sente inferiore anche se ammette il pregiudizio verso chi è un esperto di cronaca:

“Io ho grande stima per Santoro, Mentana, la Gruber, Formigli e Paragone che è arrivato come me quest’anno. E’ gente che fa politica, sono signori professionisti. Probabilmente io nella percezione del pubblico… Io non farei distinzione tra grandi giornalisti e piccoli. Io sono un piccolo giornalista, ho cercato di portare la mia esperienza. Con Quarto grado siamo arrivati a fare il 18% in prima serata su Rete4 in un momento in cui la cronaca nera era al suo massimo storico. Lo stesso Mentana, quando ha fatto lo Speciale sull’alluvione in Sardegna, ha fatto piccoli dati. La cronaca non fa grandi ascolti. Probabilmente ci vorrà tempo, lo dirà il tempo”.

Dei programmi di La7 gli piace soprattutto il nuovo arrivo:

“Mi piace molto La Gabbia, è un programma dove si sperimenta. Sono belli anche tutti gli altri, Santoro è come la messa, Lilli è un appuntamento fisso, Corrado lo si guarda con piacere ma all’interno della Gabbia trovi un elemento di divertimento e di sorpresa, ha fatto il tentativo di portare un linguaggio che non c’era. A differenza mia parla la stessa lingua di La7, quello della politica, io sono un corpo estraneo, il rischio è che il corpo estraneo sia espulso per primo. Io spero di resistere”.

Scanzi ha anche sottoposto a Sottile la visione dell’Unreal TG di Maccio Capatonda, chiedendogli furbamente se si è sentito tirato in causa:

“Non credo sia una critica a me, ma pone l’accento su un modo di fare cronaca che forse si è spinto oltre il limite. Poi Maccio è uno molto bravo, porta all’estrema conseguenza una parodia. L’ho trovata indicativa. Io di solito sono laico in questo. E’ giusto che come la satira prende in giro la politica debba prendere in giro chi racconta la politica e la cronaca”.

E, infine, il momento di tv verità, che ha visto Andrea Scanzi avere molto coraggio e dar voce ai tanti che si sono beccati una cazziata da Sottile, almeno una volta nella vita: “Io su di te ho sempre sentito dire che sei molto bravo, però aggiungono sempre ‘ha un caratteraccio’. Credo lo dicano anche di me. E’ vero?”.

Finalmente Salvo Sottile lo ha ammesso:

“Sono incazzoso con tutti. Sono uno che si accende, il vantaggio è che mi dura poco. Sono uno che si arrabbia sulle cose perché ci crede. Nella vita sono disordinatissimo, sul lavoro sono un gerarca. Pretendo tanto da me stesso. Però ho un brutto carattere. Non sono vendicativo, mi passa, ma ho una memoria di elefanti”.

Infine, il giornalista è stato sincero, nel sottolineare di tenerci sul serio al suo lavoro:

“Mi ha ferito leggere un giudizio troppo affrettato sul mancato exploit di Linea Gialla all’inizio. Già dopo la prima o la seconda puntata sembrava che qualcuno non vedesse l’ora di scrivere che era un flop. Mi ha fatto male. All’inizio andava male pure Quarto grado. Alcuni critici fanno finta di essere imparziali, poi magari sono al soldo di questo o quell’editore e non scrivono in maniera disinteressata”.

E’ evidente che Andrea Scanzi è diventato il Fabio Fazio del popolo del web: con lui trovano riscatto anche le “peggio web reputation”.

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