Chi si rivede: Michele Santoro!

[Posted by Nick] Comunque la pensiate, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di partecipare – ieri sera – ad un dibattito sulla “situazione dell’informazione in Italia” al Festival dell’Unità di Rimini, al quale ha partecipato Sua Assenza Michele Santoro. Oltre agli inevitabili riferimenti all’attuale e anomala situazione politica, economica e sociale nazionale, che Michele ha

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[Posted by Nick]

Comunque la pensiate, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione di partecipare – ieri sera – ad un dibattito sulla “situazione dell’informazione in Italia” al Festival dell’Unità di Rimini, al quale ha partecipato Sua Assenza Michele Santoro.

Oltre agli inevitabili riferimenti all’attuale e anomala situazione politica, economica e sociale nazionale, che Michele ha affrontato con piglio ferino come da tradizione (purtroppo esiliata da tanto, troppo tempo solo nelle partecipazioni ‘live’), estremamente interessanti e sagaci sono stati i numerosi riferimenti alla televisione e alla qualità della cultura italiana dalla stessa riproposta.

In ordine sparso, Michele non ha risparmiato bordate terrificanti alla Lecciso (“Berlusconi, l’uomo più potente d’Italia, chi invita a cena ad Arcore? Non Sharon Stone, ma la Lecciso! E’ diventato vittima del suo stesso meccanismo perverso”), ad Amici e all’Endemol (“sapete perché oggi le inserzioni pubblicitarie su Mediaset costano 1/3 di dieci anni fa? Perché non si producono più serie come Saranno Famosi o si inventano programmi innovativi che ‘fanno cultura e diversità’: si preferisce lo sfruttamento dei ragazzini sconosciuti o la riproposizione di format ormai consunti dal tempo, che costano poco”), all’Isola dei Famosi (“noi non facciamo lavorare un ballerino: attendiamo che il ballerino si rompa una gamba, che sia decotto, e poi lo mandiamo sull’Isola. Siamo il più riuscito esempio di ‘riciclaggio di rifiuti’ televisivi al mondo!”), a Costantino (“prima va a Uomini e Donne, poi da Costanzo, poi a Buona Domenica, poi ancora dalla De Filippi: sfruttiamo i fenomeni sino allo sfinimento credendoli degli idoli, poi però se gli produciamo un film dobbiamo ritirarlo dopo due giorni poiché non va a vederlo nessuno”), alle fiction (“negli Stati Uniti, tutti e quattro i network nazionali hanno almeno un serial sulla mafia. In Italia, ovviamente, no. Da noi la mafia è scomparsa dai mass-media”), alla situazione di duopolio (“sapete perché La7 non è decollata? Hanno pagato Fazio per non farlo lavorare. Tronchetti Provera aveva paura della scalata alla Telecom, che sarebbe stata attuata da Berlusconi come rappresaglia se fossero state sottratte larghe fette di pubblico – e di introiti pubblicitari – a Mediaset”), all’emarginazione mediatica – ovviamente e inevitabilmente – di “certi personaggi liberi e scomodi, come Biagi e me”. In ultimo, non ha risparmiato una tirata d’orecchie all’amico di sempre Maurizio Costanzo (“se andassi a suonare il sax la domenica e durante le serate settimanali mi schierassi contro la mafia, non sarei più io: ovvio che poi la sua trasmissione venga affossata”).

Come avviene in taluni films hollywoodiani, faccio presente che “le opinioni di Michele Santoro non per forza rispecchiano la posizione della Redazione di TvBlog” su alcuni temi, qui riferiti. Ne ho portato testimonianza poiché, comunque la pensiate, Santoro ha rappresentato una figura importante nell’informazione e nella cultura televisiva italiana degli ultimi anni e appare quantomeno “anomala” la sua ingiustificata assenza dal video.

Siccome amo la televisione e la libertà, mi piacerebbe rivederlo fra noi.

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