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Sempre palle

[Posted by Notuno] Il giudice ha fatto appena in tempo: l’asta avviata dalla Lega Calcio sui diritti della Seria A in chiaro e della Coppa italia è sospesa. Domani una nuova udienza. La “partita” che si gioca dietro al calcio in tv è apertissima e molto sentita. Si sa, il calcio è sempre al[…]

[Posted by Notuno]

Il giudice ha fatto appena in tempo: l’asta avviata dalla Lega Calcio sui diritti della Seria A in chiaro e della Coppa italia è sospesa. Domani una nuova udienza.

La “partita” che si gioca dietro al calcio in tv è apertissima e molto sentita. Si sa, il calcio è sempre al centro dell’interesse degli italiani.

Intanto le nuove offerte del DT di Mediaset per il campionato 2005/2006 sono state lanciate. I prezzi della Pay per View, il “paghi solo quello che vedi”, salgono da 3 a 5 euro per l’acquisto della singola partita. Cosa peraltro prevedibilissima. In compenso vengono introdotte due nuove offerte a forfait. 99 euro l’anno per tutte le partite di serie A di cui Mediaset possiede i diritti (al momento, ma altre se ne aggiungeranno con grande probabilità, si tratta di Milan, Inter, Juventus, Roma, Sampdoria, Messina, Livorno e Siena) o 79 per tutte le partite di una sola di queste squadre (compreso l’accesso al canale della “Diretta Premium” che segue in contemporanea tutti i match dando i gol e le azioni salienti).

La svolta era prevedibile. Anche se è deprimente ammetterlo nessuna piattaforma televisiva a pagamento può prescindere dalla messa in onda del calcio. In Europa come in Italia, anzi “specialmente in Italia”. Sky, che all’epoca si chiamava “D+” ed era ancora di proprietà dei francesi di Canal plus, l’aveva capito e solo con la rivoluzione delle partite di serie A in diretta il satellitare riuscì ad entrare nelle case degli italiani poco propensi a farsi sedurre dalle vastissime offerte di canali tematici, validi e meno validi. Fino ad oggi la strategia commerciale monopolistica di Sky, che impediva di sottoscrivere l’opzione calcio senza avere almeno il pacchetto base, ha consentito a questi canali, molti dei quali gestiti (con una notevole libertà editoriale) da società esterne al colosso di Murdoch e che riescono a veicolare contenuti molto interessanti (Planet e Jimmy fra quelli ereditati dalla gestione di Telepiù e Fox fra quelli di recente introduzione), di esistere.

Mediaset con il suo Digitale Terrestre, concentrandosi sul calcio e riducendo al minimo (praticamente zero) gli investimenti per la creazione di nuovi programmi, sta rompendo questo meccanismo.
Il digitale via etere che doveva essere, almeno nelle intenzioni dichiarate della legge Gasparri, “un nuovo spazio di pluralismo”, informativo e culturale, rischia indirettamente di danneggiare anche quel po’ che ne è rimasto sulle altre piattaforme.

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