Rome in Usa

Annunciato dallo slogan “Cleopatra è una perfida creatura” capeggiante su primo piano della stessa, partirà il 14 gennaio sulla Hbo la seconda serie di Rome. Difficile da noi immaginare una season two, dato che in Italia la prima serie è passata tra l’indifferenza, le critiche, le difficoltà di associare il prodotto a un suo target

Annunciato dallo slogan “Cleopatra è una perfida creatura” capeggiante su primo piano della stessa, partirà il 14 gennaio sulla Hbo la seconda serie di Rome. Difficile da noi immaginare una season two, dato che in Italia la prima serie è passata tra l’indifferenza, le critiche, le difficoltà di associare il prodotto a un suo target e, soprattutto, i colpi di forbice. Del resto, noantri abbiamo la vera Roma: che ce ne faremmo di Rome? Sembra facile così: ma allora perché un kolossal certamente poco scrupoloso sul fronte storico come Il gladiatore, che qualche critico aveva giustamente definito un “film di fantascienza”, ha avuto tanto successo? A vedere certe immagini di Rome, infatti, colpiscono soprattutto i plastici e futuribili giochi di luce su un passato immaginifico, che assieme a una spregiudicata sceneggiatura senza censure (in patria) hanno portato alla Hbo 4 Emmy (costumi, effetti speciali, fotografia e… capelli) e convinto la stessa rete e i suoi partners (BBC e Rai fiction) a girarne una seconda. Che però, pare, sarà anche l’ultima. Nemmeno negli States, infatti, il pubblico si è stracciato le vesti, pur gradendo molto più di noi questa fiction storica che le vesti –d’epoca- le strappa volentieri.

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