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Calcio, diritti tv: Rai, a rischio nazionale di calcio dal 2015?

La società che gestisce i diritti della nazionale avrebbe chiesto una cifra molto più alta rispetto a quella prospettata dalla tv di Stato.

Mentre sette squadre di Serie A Juventus, Inter, Fiorentina, Roma, Sassuolo, Verona e Sampdoria chiedono alla Lega un’approfondita indagine di mercato, la possibilità di affiancare all’advisor ‘Infront’ un altro consulente scelto dai club e una revisione dei proventi per i diritti televisivi sul calcio per il prossimo quadriennio (2015-2018), la Rai rischia di perdere la Nazionale di calcio. A scriverlo è oggi sul quotidiano La Repubblica Fulvio Bianchi, secondo il quale la tv di Stato potrebbe non trasmettere più le partite degli azzurri dal 2015.

Infatti l’Uefa ad ottobre scorso ha affidato la vendita dei diritti di tutte le nazionali, compresa ovviamente quella italiana, all’americana Caa (Creative Artist Agency), che per il prossimo quadriennio (2015-2018) avrebbe chiesto 200 milioni, cioè il doppio di quanto è intenzionata a spendere la Rai.

La preoccupazione per i presidenti delle varie società nostrane è ovviamente quella di incassare il più possibile. Secondo quanto riportato dal quotidiano romano i soldi derivanti dai diritti tv per il calcio italiano toccano quota 961 milioni di euro all’anno.

La Lega, che per bocca del Presidente Maurizio Beretta ha tranquillizzato le sette ‘sorelle’ in rivolta (“Sono convinto da sempre che i diritti tv rappresentino un tema così importante per la Lega di Serie A da richiedere la massima trasparenza, il massimo impegno e il massimo coinvolgimento da parte di tutti. Certamente questi temi saranno all’attenzione della prossima assemblea in programma a settembre”), intanto ha incassato regolarmente i 118 milioni di euro da MpSilva per i diritti esteri.

La situazione è più viva che mai e l’assemblea di Lega del 13 settembre potrebbe renderlo evidente in modo inequivocabile.

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