Alessandro Greco: “Non sono in tv perché non c’è più meritocrazia”

Ad Alessandro Greco manca il piccolo schermo (ma non è ricambiato).

di grazias

Alessandro Greco, chi era costui? Per qualche tempo ha rappresentato uno dei volti Rai più giovani, freschi e talentuosi tanto che gli fu affidata la conduzione di un programma di prima serata, lo storico Furore, per quattro lunghi anni (dal 1997 al 2001). Poi, il nulla. O almeno il nulla (o quasi) televisivo dato che il nostro fa allegramente parte del team di speaker di 102.5. Insomma, seppur lontano dalla tivvù, la sua carriera sta proseguendo piuttosto bene. Però qualche sassolino dalla scarpa se lo vuole togliere lo stesso. Ed è subito polemica sotto al sole d’agosto.

L’ex conduttore tv, stando a quanto rivela al settimanale Chi, sembra essere davvero amareggiato: dopo i fasti iniziali (e nonostante un talento oggettivo per questo lavoro), gli venne dato il ben servito e, a quanto dice, il piccolo schermo si dimenticò in fretta e furia (o per meglio dire Furore) di lui. Perché accadde? Non abbiamo notizie certe sul tema ma pare che Greco ritenga che alla base della sua esclusione dal grande pubblico televisivo ci sia un problema piuttosto radicato in casa Rai: l’assenza di meritocrazia. Vediamo come spiega la faccenda:

Io sono destinato alla carriera televisiva! E sono sempre pronto. Il problema sta nella televisione – e parlo principalmente di quella pubblica, dove ho svolto la maggior parte della mia carriera – che dovrebbe prendere esempio dalla radio, che è l’unico settore della comunicazione rimasto abbastanza puro e meritocratico.

E che il suo destino fosse la televisione sembrava scritto già dalle prime (meritocratiche) avvisaglie di carriera, quando cioè lo misero alla conduzione di Furore:

Raffaella Carrà e Sergio Japino portarono il format dalla Francia e stavano cercando un conduttore. Mi fu fatto il provino. Io, allora, avevo 25 anni, facevo piccole cose in Rai ed ero sconosciuto. Ma mi scelsero. Ecco che torna il criterio del merito: il provino, non la telefonata di convocazione.

Se la televisione ha smesso di sorridergli, la vita sentimentale continua a farlo dal lontano 1994 quando incontrò Beatrice Bocci, colei che diventò sua legittima consorte. Ebbene: Alessandro Greco può contare sulla carriera (radiofonica) e sull’amore. Che il suo destino non fosse davvero la tivvù?