"Giornalisti Mediaset siete sciacalli, ci fate schifo": il padre della piccola Giada si sfoga su Facebook

Trapianto negato o 'verità negata'? Il caso di Giada Lunardon, morta a 11 anni di leucemia, diventa un caso giornalistico. Il padre attacca l'informazione Mediaset, rea - a suo dire - di aver "stravolto la realtà".

"Giada, 11 anni, morta di leucemia: un trapianto negato poteva salvarla" e "Giada morta perché non era americana": questi i titoli con cui Studio Aperto e Tg5 riassumono su VideoMediaset la storia di Giada Lunardon, morta a 11 anni di leucemia. Una morte che, stando alle indiscrezioni e alle ricostruzioni della stampa, si sarebbe potuta evitare se solo un americano avesse acconsentito alla donazione del suo midollo, donazione che sarebbe stata negata perché Giada non era una connazionale.

Questo il succo della notizia, che si ricostruisce in tralice anche nell'intervista rilasciata dai genitori della bambina alla giornalista di Mediaset Ilaria Dalle Palle e trasmessa nelle edizioni delle 12.30 di Studio Aperto (qui il video, finché disponibile) e poi su Tg5 delle 13 di venerdì 9 agosto (il video). Nessuna dichiarazione diretta sulla donazione negata da parte dei genitori, ma fatto 'ricostruito' secondo le indiscrezioni nel commento off della giornalista. Ed è proprio contro quest'intervista che si è scagliato senza mezzi termini il padre della bambina, Dino Lunardon, con un post al vetriolo su Facebook nel quale minaccia querela ai giornalisti Mediaset

"che speculando sulla tragedia che ci ha colpito, ha riempito i telegiornali di stupide e false notizie e commenti razzisti, di errori di attribuzione e si può dire che nei servizi l'unica verità e che nostra figlia e morta di leucemia, il resto sono solo una valanga di bugie!".

Prima di entrare nel merito del post di Dino Lunardon, cerchiamo di ricostruire il percorso mediatico di questa notizia.

La storia di Giada è rimbalzata in tv da un articolo de Il Giornale, che venerdì mattina raccontava all'Italia la storia del trapianto negato, a sua volta raccolto da Il Gazzettino, che riportava il fatto di un americano compatibile che aveva però deciso di ritirare la donazione di midollo di fronte a un ricevente non 'yankee'.

"Quando dall'ospedale San Bassiano di Bassano del Grappa avevano detto loro che negli Stati Uniti era stato trovato un donatore di midollo osseo compatibile, tutti confidavano che la bambina potesse finalmente tornare a giocare con la sorellina Gioia. Ma, stando alle testimonianze raccolte dal Gazzettino, la fiducia si è trasformata in delusione per la risposta ricevuta dal donatore: «Ho saputo che il mio midollo osseo non è per un connazionale e quindi non do il consenso al prelievo",

ha scritto Il Giornale, che ha fatto da 'traccia' per il primo servizio sul caso andato in onda nei Tg Mediaset, quello del Tg4 a firma di Davide Loreti che nell'edizione delle 11.30 di venerdì 9 (qui il video, dal minuto 12.06) commentava così la scelta del mancato donatore:

"Non c'è nessuna legge che imponga di donare il midollo ed è anche vero che una persona che abbia deciso di compiere questo atto di grande generosità possa rifiutarsi di farlo anche all'ultimo momento. E' un intervento doloroso e chiunque potrebbe ripensarci, magari per paura".

Alla 'cronaca' raccontata dal Tg4, si è poi aggiunta, come dicevamo, l'intervista ai genitori realizzata da Ilaria Dalle Palle e utilizzata per gli altri Tg Mediaset con qualche 'leggera' variante. Il servizio del Tg5, infatti, si chiude con un parallelo (e un paragone) con la scelta di altri due americani, i genitori di Nicholas Green - ucciso a 7 anni sulla Sa-Rc in una sparatoria -  che, 'invece', donarono gli organi del figlio:

"I genitori commossero l'Italia decidendo di autorizzare la donazione degli organi. Ne beneficiarono sette italiani, sette vite senza distinzione di razza e di nazionalità",

chiosa la Dalle Palle.

Ok, retorica a parte, la notizia, per come emerge, ha contorni agghiaccianti: un americano avrebbe negato il proprio midollo a una bambina di 11 anni solo perché straniera. Il condizionale è più che d'obbligo, visto che Dino Lunardon smentisce quanto raccontato nei tg e accusa i giornalisti Mediaset, in generale, "di essere degli sciacalli e di aver speculato" sulla sua bambina. Come? Non verificando i fatti e - cosa che sarebbe ancor peggiore - ignorando la versione data nel corso dell'intervista, tradendo per di più le finalità per cui avrebbero concesso l'intervista, ovvero "smentire" quanto uscito dai giornali, "dare dei messaggi positivi a milioni di italiani" e parlare "delle donazioni e ricerca che era il motivo principale dell'intervista".

In primis il padre di Giada nega l'esistenza di un donatore americano:

"1) Non è vero che un americano si è rifiutato di donare il midollo. Mai si è cercato in America perché avevamo già due donazioni, una dalla Spagna e una dalla Germania, ma il donatore tedesco, un uomo di 39 anni, era più compatibile avendo 11 punti in comune su 12. Quando giada si è aggravata e non poté ricevere il midollo osseo, questo signore era molto dispiaciuto e ci rinnovava la disponibilità appena Giada avesse potuto riceverlo, rendendosi disponibile in qualsiasi momento e addirittura venendo in italia per agevolare la donazione!".

La seconda precisazione riguarda il trapianto:

"2) La donazione del midollo osseo, non è assolutamente vero che è dolorosa! E' una bugia spaventosa! Ditelo a tutti!!! La gente ha paura a donare perché pensa che deve soffrire tantissimo, e non è assolutamente vero".

Per rafforzare l'affermazione racconta aneddoti su Giada:

"Pensate, la mia bambina partiva da casa alle 7-8 del mattino assieme a noi e andavamo a Padova. Lì la sedavano, le effettuavano il prelievo midollare per gli esami che si facevano quasi tutti i mesi e dopo un paio di ore dolcemente si svegliava, beveva un po' d'acqua, mangiava qualcosina e dopo 1-2 ore dal risveglio eravamo già in macchina per tornare a casa, felice e spensierata, giocando con noi e commentando le cose che vedevamo strada facendo. Quindi se lo può fare, per molte volte, una bambina di 9-10 anni debilitata dalla malattia, lo può fare qualsiasi persona adulta, sana e forte!".

Il 'richiamo' qui sembra essere rivolto al servizio del Tg4 e al commento di Loreti.

Ma è su Ilaria Dalle Palle che si scaglia l'ira funesta di Dino Lunardon:

"3) l'intervista che ci è stata fatta da una giornalista di Mediaset di nome Ilaria, che si è dimostrata una persona falsa e ignobile, con l'accordo che avremmo raccontato la nostra tragica esperienza, facendoci forza per far sì che la nostra, se pur dolorosa e drammatica, esperienza sia di un possibile aiuto (...), per dare delle informazioni corrette a tutti, per far sì che la gente tolga dalle mente luoghi comuni e false convinzioni. Ma purtroppo devo dire con rammarico che Mediaset ha perso una grandissima occasione di divulgare a milioni di persone la realtà dei fatti, dato che hanno fatto dei servizi giornalistici senza neanche verificare la notizia con i diretti interessati e l'onere della prova!".

Il papà di Giada va dritto verso Mediaset, rea di aver

"calpestato quanto era di più sacro per noi genitori, una figlia che ha sofferto tantissimo per una vita cosi breve e lasciandoci a 11 anni appena compiuti, speculando avidamente per conto del loro dio denaro e della loro amica, la bugia, che li accompagna sempre in ogni loro esternazione, visto che stiamo pagando sulla nostra pelle le loro continue falsità fatte di servizi giornalistici senza nessun fondamento di verità e giustizia".

Quindi l'affondo con l'annuncio di una querela:

"A voi giornalisti di Mediaset, da parte di 2 genitori, vi dico dal profondo del nostro cuore spezzato da un grandissimo dolore, ci fate schifo, siete degli sciacalli e vi disprezziamo profondamente! Riterrò opportuno di querelarvi per quello che avete fatto e verrete pubblicamente messi alla gogna mediatica che voi stessi avete creato, per avere dato solo false notizie, l'esatto contrario di quello che dovrebbe essere il vostro dovere (il caso Sallusti evidentemente non vi è bastato)".

A sigillare lo sfogo una sorta di firma congiunta, che restituisce la forza di tutta la lettera,

"scritta da due genitori con la morte nel cuore".

L'amarezza è palpabile, il dolore anche. Le accuse sono concentrate sui giornalisti Mediaset, anche se la notizia arriva da altre fonti, in primis dal Gazzettino da Il Giornale, come viene fatto notare in un commento al post su FB. Ma Lunardon precisa che era proprio per confutare quanto scritto dai giornali che aveva accettato l'intervista, il cui obiettivo doveva anche essere quello di sensibilizzare sulle donazioni:

"Con Mediaset volevamo dare una smentita di ciò (segue riferimento a 'una prof. in video' che non ci è chiaro, ndr) e dare dei messaggi positivi a milioni di italiani, ma Mediaset ha stravolto la realtà. Ben sapendo la verità ha continuato con la menzogna e non ha assolutamente smentito la notizia (...) la cosa più grave che quello che ho detto nell'intervista l'hanno usato per avvalorare la bugia. E neanche una parola sulle donazioni e sulla ricerca che a noi sta a cuore ed era il motivo principale della intervista....".

L'accusa di Dino Lunardon è precisa e grave. E con la pubblicazione su Facebook l'ha resa pubblica.

Comunque siano andati i fatti, siamo di fronte a un genitore che accusa l'informazione di non aver reso giustizia alla storia della sua bambina, morta a 11 anni di leucemia.

E siamo anche di fronte alla volontà dei genitori di Giada di sensibilizzare sulle donazioni di midollo osseo e sulle donazioni di organi in generale: questo era il messaggio che volevano passasse in tv. E cerchiamo di farlo passare dal web, lasciandovi ai link dell'ADMO e dell'AIDO.

 

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