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Il televip su Twitter – Il decalogo di Macchianera

Dieci consigli per il vip che si approccia a Twitter.

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    Aggiornamento: è arrivata anche la versione infografica, per chi ha paura dei testi troppo lunghi in formato-solo-testo.

Si sa, i blogger ritornano spesso sul luogo del delitto. E così, dopo che da queste parti avevamo più volte analizzato i Tweet dei vip – qualcuno si è chiesto che fine avesse fatto il TvIt Fight: be’, è lì, quiescente e la realtà l’ha abbondantemente superato -, dopo che Selvaggia Lucarelli ne ha scritto su Libero, ecco che Gianluca Neri pubblica in merito, su Macchianera, un post dal titolo Il decalogo del vip su Twitter. Siamo sempre lì, siamo sempre a tema.

D’altro canto, scrivevo proprio commentando il prontuario della Lucarelli, che certi comportamenti dei (tele)vip su Twitter denotino scarsa dimestichezza sul web. Così, ecco che tre blogger (non si diventa mai ex blogger. E’ come con le sigarette: anche se smetti, continui a pensarci, se non altro per dire agli altri che fa male) si prendono la briga di scriverne più volte, analizzando il fenomeno. E, se qui consideravamo la differenza fra tv (fruizione passiva) e social (fruizione attiva), se Selvaggia preparava una specie di “bestiario da Twitter”, ecco che Gianluca offre anche una manciata di comodi suggerimenti fatti apposta per riuscire ad essere vip su Twitter senza fraintendere il mezzo. Ah, no, non ci eravamo messi d’accordo, naturalmente (anche se, mentre lo scrivo, so già che qualcuno non ci crederà affatto).

Di seguito, ecco il decalogo proposto da Neri. Lui lo dedica ai vip in generale, ma va più che bene per il sottoinsieme dei televip. Ed è pieno di consigli molto intelligenti da seguire.

    Il decalogo del VIP su Twitter

    1. Se non hai voglia o tempo non ti obbliga nessuno.
    2. Twitter non aggiunge un briciolo di fama a quella che hai già.
    3. Non si risponde ai deficienti.
    4. Non si risponde a tutti.
    5. Non si risponde solo ai VIP.
    6. Evita il “lei non sa chi sono io”.
    7. Evita le polemiche.
    8. Non parlare di lavoro.
    9. Non sentirti perseguitato.
    10. Non arrenderti alle prime difficoltà.


Ogni “comandamento” è accompagnato da una breve spiegazione, affinché non sembrino sentenze fini a loro stesse o, peggio ancora, campate in aria. Rendono bene l’idea. E possono salvare un sacco di tempo perso a utilizzare il mezzo impropriamente.

Ne cito una (quella che accompagna il secondo comandamento):

«Fiorello ha avuto su Twitter il successo che ha avuto per un semplice motivo: è Fiorello. Pensi che se avesse scelto l’alternativa della bomboletta spray per scrivere “Viva la figa” su un muro di Roma l’ANSA non l’avrebbe ripreso? Sui social network valgono le regole del mondo reale: l’esposizione in televisione si ripercuote sul numero di fan e, anche qui, la quantità va a scapito della qualità».

Alberto Puliafito (@albertopi)