Lorenza Lei: «La generalista non è morta. Tagli ai costi delle star»

Lunga intervista al d.g. Rai su La Stampa. Lorenza Lei difende il proprio operato e le proprie scelte.

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In vista dell’assemblea degli azionisti Rai, che dovrà rinnovare il cda del servizio pubblico (in prima convocazione il 4 maggio, in seconda convocazione l’8), qualcosa si muove, ai vertici. In particolare, Lorenza Lei si concede a una lunga intervista su La Stampa dove, naturalmente, difende ed esalta – seppure con sobrietà e rigore, le nuove parole chiave della stagione politica in corso da qualche mese – la propria gestione come direttore generale.

Secondo la Lei, uno dei problemi della Rai è stato l’uniformarsi ad un sistema televisivo duopolistico, facendo nascere un «ibrido editorale che conteneva insieme le ragioni del servizio pubblico e le esigenze della Tv commerciale».

Una realtà che dovrebbe cambiare. E che cambierà anche a suon di tagli, visto che la manovra di Lorenza Lei è una scure da 50milioni di euro. Lei precisa:

«Non si tagliano né idee né qualità. Bensì si ridurranno i costi delle star».

Quanto alle idee sul futuro, la Lei è ottimista, sia per la tv generalista sia per la Rai:

«In controtendenza, le dico che la tv generalista non è per niente morta. Semmai è mutata la platea televisiva, si è rinnovata, ma in gran parte è lì. […] Se poi parliamo di grandi eventi, come lo show di Fiorello con il suo 50%, si capisce che è necessario costruire anche degli eventi, e noi sappiamo farlo».

Certo che, però, i grandi eventi non si conciliano molto con i “grandi tagli”. E che la visione sulla generalista della Lei rischia di essere davvero troppo ottimistica e con uno sguardo che, invece che rivolto al futuro, sembra considerare il mantenimento dello status quo del passato, nonostante i riferimenti ai 14 canali in cui si struttura oggi il servizio pubblico.