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Rai, appalti da 2 miliardi di euro all’anno. Fico (M5S): “Cifra enorme e giustificazioni non sempre trovano riscontro”

Il Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza sulla Rai conferma l’indiscrezione del Fatto quotidiano e annuncia che nei prossimi giorni il documento sarà vagliato.

Ieri Il Fatto Quotidiano ha svelato l’esistenza di un documento che il direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi, ha consegnato alla Commissione di Vigilanza, affinché venga analizzato. Si tratta di una ventina di pagine nelle quali vengono elencate le 2400 società che beneficiano di milioni di euro da parte della Rai: appalti e commesse per le serie televisive e per la ristorazione, per i varietà e i trasporti. Il totale dice 2 miliardi di euro (tra cui, 648 milioni per beni e servizio, 292 per le fiction, 237 per il cinema, 233 per i programmi e 116 per il film).

Il quotidiano di Padellaro e Travaglio cita alcune delle società menzionate nel documento e nota: si va dai fratelli Casella, con un passato “nell’ufficio stampa di Silvio Berlusconi” o nella “televisione di propaganda” del Cavaliere, alla La Luxvide di Ettore Bernabei e figli, con Banca Intesa fra i soci; ed ancora tra i fornitori dell’azienda pubblica c’è pure Dino Vitola, cioè colui che fu coinvolto dalle polemiche qualche tempo fa perché durante il suo Canzoni e Sfide, al teatro Politeama di Catanzaro, in sala c’era il camorrista Gaetano Marino (poi ammazzato) che ascoltava la figlia cantare.

E così via. Oggi il Fatto quotidiano raccoglie le dichiarazioni in merito di Roberto Fico, presidente della Commissione parlamentare. Il quale annuncia che “questa settimana iniziamo a parlarne” e conferma che “la cifra è esattamente quella, due miliardi. Enorme e con giustificazioni che non sempre trovano riscontro, almeno a una prima lettura delle carte”

Il deputato del M5S rivendica poi la vittoria rappresentata dalla trasmissione in streaming delle sedute della Vigilanza:

Con le dirette streaming delle audizioni si è reso giustizia e compiuto un atto apparentemente banale, ma che riesce a cambiare – forse – il corso di quelle che erano diventate abitudini (…) La diretta delle audizioni non è uno scherzo. Nessuno avrebbe saputo niente perché erano tutti d’accordo. Mi riferisco ai partiti, ovviamente. La Rai è stata anche questo: una nomina a te, un’altra me. Un canale a Tizio, il secondo a Caio. Il direttore lo decido io, il vice tu. È stata luogo delle larghe intese prima che larghe intese, e spartizioni, nascessero sotto gli occhi di tutti. La trasmissione in diretta delle audizioni potrebbe limitare anche questo. Sicuramente noi non rinunciamo al nostro lavoro.

Infine, Fico ha chiarito che dopo aver indagato in merito agli appalti Rai, particolare attenzione sarà posta sul tema della trasparenza degli stipendi, recente pallino di Renato Brunetta. Fico, che ha detto di voler conoscere in dettaglio quanto guadagnano i dipendenti Rai (per ora, come vi abbiamo raccontato, Gubitosi ha reso noto soltanto una sorta di redditometro per fasce, senza nomi e i cognomi, per motivi di mercato), ha denunciato anche il fatto che pur essendo “previsto che su questo punto si riunisca una commissione paritetica, formata da quattro membri della Vigilanza e quattro del ministero”, la “commissione è data per dispersa da oltre un anno”.

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