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L’astensionismo dei Tg – Se in tv non si parla di elezioni

I tg dedicano pochissimo spazio alla consultazione elettorale del 5 e 6 maggio 2012

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Il 5 e il 6 maggio 2012 si vota per le amministrative 2012, con ballottaggi previsti il 20 maggio. Per capirci, il voto interesserà una popolazione complessiva di oltre 11 milioni di abitanti (un 40% dello share, se vogliamo vederla televisivamente parlando): si vota a Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Belluno, Verona, Gorizia, Genova, La Spezia, Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia, Frosinone, Rieti, L’Aquila, Isernia, Brindisi, Lecce, Taranto, Trani, Agrigento, Palermo, Trapani, Oristano e molti altri (per un totale di 700 comuni). Comunque, si vota in tutte le regioni italiane.

Il dato è di quelli importanti e sembrerebbe non aver molto a che vedere con la tv. Ma il punto è un altro: il punto è che, se ci avete fatto caso, in televisione si parla pochissimo di elezioni. La “percezione” non è una fantasia di chi, di tv, ne vede poca. Ma anche sui media alternativi si dà poco spazio alla questione. lo scarso spazio dato alla tornata elettorale viene rilevato in un minuscolo trafiletto su L’Unità: «Lo spazio che i Tg nazionali dedicano a questo evento è ridotto: solo ora cominciano ad apparire i primi servizi». Si fa notare, inoltre, che – per ovvie ragioni di cronaca – il partito che, al momento, ha più spazio nei Tg è la Lega Nord (il dato è dell’Osservatorio per il pluralismo del Pd).

Al di là degli schieramenti politici, tuttavia, la questione è seria. Siamo passati da una fase di campagna elettorale televisiva permanente a una fase anomala – tecnica? – in cui le consultazioni elettorali vengono bellamente ignorate dalla televisione e dai tg a meno di tre settimane dal voto. E’ un segnale decisamente preoccupante, forse naturale conseguenza dell’overdose di liti politico-catodiche proposte negli ultimi anni, ma comunque a scapito della necessaria informazione per il cittadino. Chissà, si potrà scommettere, anche per questo motivo, su un alto astensionismo?

Di sicuro, la prima astensionista è la televisione.