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Tg4, l’esordio di Monica Gasparini. Dilaga l’informazione omologata

Arriva l’erede di Emilio Fede nell’edizione della sera, ma lei si limita a fare il compitino.


Monica Gasparini debutta al Tg4 serale, che quindi diventa ufficialmente lo spin-off di Studio Aperto. Tanti i servizi proposti e c’è il tempo in studio giusto per lanciarli, con una scaletta che spazia dall’ennesima esclusiva su Schettino alle cifre di Pasqua, passando per il MotoGp e Adele. Per non parlare della menzione di una grande editorialista di Repubblica, Miriam Mafai, appena venuta a mancare.

Non che si rimpiangano i comizi di Emilio Fede (di cui sopravvive solo la conduzione in piedi), ma c’è una riflessione da fare: l’informazione Mediaset si avvia verso una totale mancanza di riconoscibilità delle singole testate. La duplice direzione del Tg4 e di Studio Aperto nelle mani di Giovanni Toti, che sinora si è sempre distinto per piattezza editoriale e scarsa disponibilità al rischio, si traduce in un allarme anonimato. Se a ciò aggiungiamo il presidio di Tgcom24 a reti unificate, il concept dell’all news andrà pian piano fagocitando anziché arricchendo i profili dei singoli notiziari.

Vista la massimizzazione delle risorse interne e l’impossibilità di nuove assunzioni, a Mediaset vediamo ormai i soliti giornalisti storici zampettare da un Tg all’altro, senza più alcun adeguamento al contesto. Così la Gasparini fa l’en plein e arriva a rinforzare il Tg4 dopo l’esordio a Studio Aperto e la promozione al Tg5. Pur professionalissima, si limita a fare il suo mestiere di giornalista, che è quello di dare le notizie. Peccato che questo possa “bastare” nel caso di notiziari dalla tradizione e fidelizzazione consolidata, su cui il pubblico si sintonizza a prescindere.


Monica Gasparini debutta al Tg4




Il caso del Tg4, invece, che rispetto a Studio Aperto non ha neanche il beneficio del pubblico giovane a cui legarsi, non meritava un’iniezione di personalità in più? Con tutti i giornalisti carismatici su piazza non sarebbe stato meglio puntare su un anchorman dall’impronta più decisa?

Il sottoscritto, pur non apprezzando la sua tendenza a straripare ovunque, avrebbe visto decisamente più azzeccato Salvo Sottile nel ruolo di defibrillatore. Il conduttore di Quarto grado è ormai diventato, indiscutibilmente, il volto di Rete4 per eccellenza. Posto, poi, che la sua dialettica divide, ma non lascia indifferenti, e che la sua esperienza al Tg5 è innegabile, sarebbe stato stimolante vederlo alle prese con gli editoriali post-Fede.

Ma Sottile è ormai proiettato verso l’infotainment di prima serata sull’ammiraglia Mediaset, a sua volta da rilanciare. Vedremo se la sua ambizione sarebbe risultata sprecata per Rete4, o invece non bisognava lasciarselo sfuggire.