Luxuria ha fatto un’Isola meravigliosa. Perché non un Sanremo al femminile con Geppi?

L’inviata della nona edizione ha fatto un ottimo lavoro.


Prima che gli organi di stampa titolino “Luxuria conduce”, ci tengo a fare una precisazione: questo post è pura fanta-tv, al massimo un’occasione di analisi ma non un’anteprima. Riflettevo sulla chiosa dell’Isola di ieri, quando una Luxuria commossa ha visto spegnersi i riflettori sul Cayo. Un tramonto televisivo che è stato sinceramente emozionante e ha presagito una nuova alba per la carriera dell’ex parlamentare, oltre che per le sorti della tv generalista.

Luxuria – stavolta senza ironia – ha fatto un’Isola davvero meravigliosa, rappresentando l’erede naturale femminile di Simona Ventura e la partner televisiva ideale di Nicola Savino (per noi di TvBlog lei ha funzionato sin dalla prima puntata, lui ci ha messo un po’ a carburare). L’atipica inviata ha coniugato per la prima volta il professionismo della vecchia televisione e la trasparenza di quella del futuro, che sta a cuore ai telespettatori meno passivi.

Vlady ha saputo instaurare un rapporto sincero con il pubblico, riuscendo a raggiungere quel mix di leggerezza e consapevolezza insieme che in pochi conduttori sanno adottare. Mai una sua osservazione è stata fuori luogo, anzi spesso e volentieri ha levato l’intera produzione da parecchi impacci, rivelandosi la salvatrice della baracca (ma sempre nel rispetto del ruolo di Savino). Non a caso anche il daytime, trainato dai suoi commenti mai banali e dalla sua viva partecipazione al reality, ne ha guadagnato in appeal.

Vladimir è riuscita sia a prendere molto seriamente le dinamiche tecniche del gioco, mettendosi al servizio degli autori e spiegando con molta chiarezza le regole ai concorrenti. D’altro canto, ci ha messo la sua testa pensante, l’esperienza di ex naufraga e, all’occorrenza, anche l’autoironia dovuta alla sua identità sui generis. Luxuria è stata un porto sicuro e un libro aperto, sia per chi voleva vivere l’Isola come un gioco che come uno show dalla doppia lettura, sulla competizione dello showbiz e sulle seconde occasioni della vita. Lei si è fatta reality e realtà insieme.

Mai come quest’anno il successo dell’Isola è stato fortemente favorito non solo dalla coerenza narrativa di fondo (che ha trionfato su un Grande Fratello allo sbando più totale), ma dall’umiltà dei conduttori che hanno messo il programma prima del proprio ego, oltre che di rivalse personalistiche verso l’azienda che lo trasmette.

Per questo il sottoscritto vuole lanciare una provocazione. Si parla da tanti anni di una conduzione brillantemente al femminile di Sanremo, per svecchiare le liturgie e gli stereotipi duri a morire (la stessa Clerici lo ha condotto con uno stile “per massaie”). Per il prossimo anno è sempre più accreditato il nome di Geppi Cucciari, ma allora – volendo osare del tutto – perché non puntare su lei e Luxuria?

L’exLa prima conduttrice trans ha dimostrato non solo di essere una vera primadonna che si rispetti, ma anche di aver vinto tanto battaglie per sensibilizzare l’opinione pubblica verso il rispetto dei diritti civili e il progresso delle idee. Lei e Geppi, insieme, porterebbero davvero su RaiUno quella “verità” che le manca da tempo. Perché no, con un Carlo Conti pronto a fare da paracadute per attutire l’effetto dirompente.

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