Festival vecchia maniera (e i superospiti fuori concorso)

baudo sanremoPer un accanito baudiano come il sottoscritto il ritorno del Pippo nazionale alla guida del Festival della canzone italiana è una grande consolazione, pur nella prospettiva di una restaurazione.
Dopo l'infelice parentesi di Panariello, che a detta di molti ha snaturato il fascino della kermesse, il noto presentatore della tv di stato rinnega anche l'era Bonolis, portatrice del meccanismo di sfide e eliminazioni di evidente ispirazione realitistica.
Primo segno di un ritorno alla tradizione, la divisione dei cantanti in gara tra Campioni e Giovani, al posto delle recenti categorie uomini, donne e gruppi.
Le serate rimangono cinque, sulle quali spalmare non più di 20 big e 12 o più giovani. Accanto al televoto e alla giuria demoscopica, rispunta anche quella di qualità (e torna pure il Dopofestival).
Nella prima serata canteranno 10 big e 6 giovani votati dalla giuria demoscopica (ma il voto rimarrà segreto). Idem nella seconda, così al martedì tutti avranno potuto ascoltare tutti i brani in gara. I giovani vincitori delle prime due puntate saranno ammessi alla quarta serata del venerdì, disputata da otto finalisti votati dalla giuria demoscopica, da quella di qualità e dal pubblico da casa.
Ma, in realtà, già dal giovedì sera il pubblico potrà votare da casa i venti big, che canteranno il brano in versione riadattata e interpretata con altri artisti italiani o stranieri.
Al sabato resta confermato l'appuntamento con la finalissima aperto a tutti senza esclusioni.
E' stato riaperto, ipoltre, il capitolo superospiti, che in un primo momento Baudo aveva escluso e che stavolta saranno individuati per la loro chiara fama. Tra i nomi più accreditati finora, Zucchero, Giorgia e anche Umberto Tozzi e Marco Masini, pronti a debuttare in coppia (ma non sarebbe il caso che partecipino alla gara per evitare polemiche o quantomeno onorare la storica amicizia con il conduttore?).
Comunque vada, Pippo Baudo ha deciso di puntare sulla ri-fidelizzazione del pubblico storico di Sanremo, evitando ammiccamenti alle nuove generazioni e restituendo al Festival la sua vetusta storia.
Inutile domandarsi da adesso se la sua si rivelerà una formula vincente.
Forse, vista la sua indiscussa esperienza nel campo, basterebbe soltanto un pizzico di fiducia.
Insomma, caro Pippo, noi sanremesi sfegatati siamo nelle tue mani.

[Fonte Il Giornale]

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