Format made in Italy d'esportazione

Quelli dell'intervallo Chi si prendesse la briga di leggere a pagina 17 del supplemento Affari&Finanza di Repubblica di oggi avrebbe - forse - una lieta sorpresa.

Si parla, nell'articolo, di due società italiane che sono riusciti a esportare due format di creazione propria all'estero. Cose piccole, per carità: la Simple piazza il suo programma di cucina per ragazzi Gino's Kitchen Tour (di cui a stento si trovano tracce in rete), che troverà collocazione nel palinsesto di Dish Network (secondo operatore satellitare USA con 13 milioni di abbonati).

Disney Television Italia invece ha venduto una sitcom per ragazzi, Quelli dell'intervallo (alla sua seconda edizione in Italia su Disney Channel. Nell'immagine, il cast. Questo il sito ufficiale), per il riadattamento locale in Inghilterra, Spagna, Germania e Francia (per ora) e (in futuro) in Cina, India e U.S.A.

Una sorpresa per alcuni. Non per me, se posso dirlo senza presunzione.

Perché resto fondamentalmente convinto del fatto che - e questi esempi, uniti al recente caso di Buttafuori, venduto negli U.S.A. - in Italia si manchi semplicemente di coraggio, nell'intrattenimento e nella fiction, e si valuti il mercato con un'ottica ristretta.

Quando si propongono progetti ambiziosi la risposta è sempre la stessa: non c'è mercato, non c'è pubblico. Ma nell'era della globalizzazione è una risposta ridicola. Si pensasse in grande, all'estero, ai DVD, si prendesse esempio dal coraggio di certe serie americane - una su tutte? Prison Break, il cui budget dalla prima alla seconda stagione è lievitato enormemente per ragioni di arena setting - e si prendesse esempio da queste piccole realtà, che dovrebbero essere solo la punta dell'iceberg.

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