A PROPOSITO DI CULI E ALTRO

Tinto BrassFinalmente il culo. Non se ne poteva più delle tette. Proprio in questi giorni, nell'orgia prenatalizia dei calendari sexy (ormai i corpi da rappresentare sono cercati negli annunci dei giornali), Tinto Brass ha pubblicato un libro dedicato proprio al posteriore, al sedere, insomma al culo. Testi e naturalmente foto, tratte dai suoi film. Il libro documenta una evoluzione del simpatico, e spudorato, regista veneziano negli anni. Fu lui a cominciare con le tette. Poi passò al sesso davanti delle signore e signorine, ricordiamo una per tutti: Serena Grandi in "Miranda". Infine l'approdo al culo. In una trasmissione, da me invitato a esprimere una idea sul mondo, Brass rispose che lui credeva ormai solo in quello, e si era ancora nel tempo della crisi delle ideologie. Caduto il muro di Berlino nel 1989, ad una ad una caddero anche le culottes, tanto che Roberto D'Agostino intitolò il suo unico film "Mutande pazze".
La tv, anzi le tv perdurando la concorrenza violenta tra reti generaliste inventarono la macchina da presa a braccio, anzi a mano morta. Non è difficile dimostrarlo, facendo appello alla memoria del pubblico abituato al menù del piccolo schermo. La telecamera, agli ordini del regista, ubbidiva ai comandi e andava dall'alto in basso, verso le scollature delle soubrette o soubrettine. Poco tempo dopo le stesse telecamere, usando anche la stady-cam ubbidiente come gli occhi dei un voyeur, hanno inziato a prendere per il sedere, pardon il backstage delle ballerine e delle conduttrici. Senza pagare i diritti a Tinto. Segno che la rivoluzione ormai dilagava e tutti consideravano superata una volta per tutte la barriera del pudore, anzi della spudoratezza fatta sistema e norma.
Manca una storia del sesso, o meglio della esibizione del sesso sul video. Chi la scrive? O meglio, chi la scrive e come la documenta? Al testo è consigliabile unire un dvd.
Coraggio, anche la tv ha un grande avvenire alle spalle...


Italo Moscati

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