La tv senza tiggì

cultura moderna teo julianaNon so voi, ma quando in tv scatta lo sciopero dei giornalisti la mia prima curiosità è scoprire quali assurde trovate sono state concepite dai programmisti per colmare i buchi del palinsesto.
Non si può dire che, in questo caso, non abbiano avuto inventiva.
Stamattina, al posto della consueta Prima Pagina del Tg5, hanno mandato in onda un'improbabile maratona di Vivere (ormai promosso anche in coda a Centovetrine), per poi lasciare il passo alla replica de Il Senso della Vita (divenuto un appuntamento mattutino fisso come ai tempi del Maurizio Costanzo Show).
All'ora di pranzo Beautiful ha raddoppiato l'appuntamento con due episodi... ma la vera sorpresa arriva dopo Uomini e Donne, per sostituire il Buon Pomeriggio di Costanzo.
Dalle 16.15 alle 17.15 a rubarsi nuovamente la scena Reality Circus, che approfitta del ruolo di tappabuchi per proseguire fino a Tempesta d'Amore con una trovata pubblicitaria imbarazzante: una striscia a parte dal nome Le grandi liti di Reality Circus.
Per chi ha amato questo show in virtù delle sue doti scenografiche e spettacolari, sarà stata una grande delusione assistere a montaggi forzatamente ligitiosi, con un tasso di rissa crescente di puntata in puntata fino all'exploit della volgarità raggiunto dalla strana coppia (fedifraga) Rossi-La Rosa nell'ultima puntata. Dall'altra parte, intanto, Cucuzza andava in onda comunque, compensando la carenza di materiale (pseudo)giornalistico con i siparietti di Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi.
Ma per fortuna - direbbe qualcuno - c'è quello stratega di Antonio Ricci che approfitta dei vuoti nella programmazione per dare a Paperissima un traino fortissimo: Cultura Moderna al posto del tiggì e a seguire Striscia la Notizia (l'intera sua corazzata al gran completo).
Poi, ovviamente, anche le altre reti si sono date un gran da fare, dalla messa in onda de La Pupa e il secchione a tutte le ore (con collegamenti in diretta) ai cartoni animati di Raidue che non tradiscono mai, passando per Varietà e Vita da Strega, un nome una garanzia (per la geriatria).
Quando si dice l'imprescindibilità dell'informazione, unico stendardo della fidelizzazione tra repentini cambi di programma e variazioni all'ordine del giorno.

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