TV OGGI: nell’ “albero delle eresie” il video non c’è più

La tv e la sagra dell’ovvio, secondo Italo Moscati.


Malaparte con il suo post su “Kalispera” del signor Signorini mi ha dato un assist e spero di andare in gol. Lo spettacolo è brutto non ci piove, lo era anche nella passata edizione. Non si spiega come Mediaset abbia voluto insistere nell’errore. Mi sono fatto una idea generale in cui questo flop penso si possa iscrivere comodamente.

Il fatto è che la tv oggi è la sagra dell’ovvio. Non solo nei canali generalisti, ma anche nel digitale e nei canali satellitari. Ovvi i telefilm, i talent fatti di non talent, i talk show che sembrano ormai film del muto: i partecipanti parlano ma non dicono nulla; i varietà sulle canzoni che soffocano di foglie morte, i varietà con showmen in erba che sembrano gli zombi dello zecchino d’oro; gli speciali dei tg che sono il de profundis del documentarismo, i tg afflitti da una monotonia mai ravvivata dalle gaffes e dagli opportunismi di parte che sono ormai l pan vecchio di tutti i giorni; i programmi storici che ammazzano la storia con vecchie immagine alternate a chiacchiere inutili di qualche mattatore in disarmo.

Il fatto è che la tv ha fatto fuori tutti gli eretici, o considerati tali. Michele Santoro si danna l’anima dopo essere stato accompagnato alla porta da Rai2; i comici della satira, a cominciare da Corrado Guzzanti, razzolano fra exploit e commemorazioni di se stessi; funzionano i soliti e gli insoliti idioti a tratti perchè non riescono ad essere mai abbastanza idioti;Roberto Saviano è in America dove lo pregano di restare amici e nemici; eccetera eccetera.

Dominano gli anti-eretici per eccellenza: a Gianni Morandi toccherà di nuovo il Festival di Sanremo; la Clerici è un po’ ingrassata; Frizzi sembra una bottiglia di ferrarelle sgasata; hanno le ruote bucate Greggio e Iacchetti che rotolano ogni sera sfrenati nei loro cocci comuni; smiagola mamma Marcuzzi nel grande fratello che si è trasformato in un manicomio di sosia del già visto; persino Fiorello corre dei rischi poichè il suo meritato successo è stato archiviato da chi lo loda in nome non tanto della qualità quanto della paciosità addomesticata dei potenti.
Dove sono gli eretici? Non so, non li vedo, aiutatemi a trovarli. Circolano fra i programmi, facendosi vicendevoli favori, Maurizio Costanzo, Bruno Vespa, Raffaele Morelli, e altri autori di libri che sembrano fatti apposta per sfoggiarli in tv.

Li invidio questi autori. Ma per fortuna nel giro non ci sono e non ci sarò mai. Neanche con il libro “L’albero delle eresie” in cui non compare nessun personaggio tv. Nessuno, proprio nessuno. L’ho scritto, e faccio qui l’uomo sandwich del libro stesso, perchè tra le foglie delle eresie ci sono i grandi che hanno fatto le storie e la storia della cultura, del cinema e dello spettacolo italiani e no.

E’ un libro-reazione, un libro dettato dal dispetto e dal dispiacere di fronte al panorama di immobilità mortuaria della tv d’oggi. Una tv in cui la tecnologia consentirebbe di stimolare e creare eretici seri, serissimi. Come Carmelo Bene, ad esempio. Uno dei pochi che ho messo nel mio “albero delle eresie”, una pianta che forse può far bene in mezzo a scaciati e appassiti alberi dell’eterno natale tv allietato dal requiem. Per la tv e per noi.
E’ un libro che vi dedico lettori di TvBlog; e lo dedico anche a chi crede che serva una tv senza inquisizioni più o meno morbide che tagliano teste e competenze con la falce della ripetitività, della paura, della censura

Italo Moscati

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