Sortino accusa Santoro. Il fattaccio dei ripetitori: qualcuno che mente c’è

Alessandro Sortino attacca Santoro sulla storia dei ripetitori danneggiati in Trentino, secondo lui è un attentato (pubblicitario), ma ai danni di Piazzapulita

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La storia dei ripetitori di Rttr danneggiati prima della messa in onda di Servizio Pubblico comincia ad essere davvero controversa. Anche nel pubblicarla eravamo stati molto prudenti, le agenzie erano contraddittorie e non si riusciva a capire se effettivamente i ripetitori fossero stati danneggiati davvero. Nel tardo pomeriggio ci aveva definitivamente convinto un illuminante articolo de Il Fatto Quotidiano che riportava i virgolettati di Vittorio Gallorini, direttore generale di Rttr.

Cito testualmente: “Visti i danni ingenti, non potremo garantire la visione del programma di Santoro per una parte della città di Trento e della provincia. Negli ultimi 20 anni non è mai accaduto nulla del genere, spero che gli inquirenti facciano luce al più presto sull’attentato“. Nell’articolo si scrive “dice a ilfattoquotidiano.it”, quindi un giornalista del sito deve aver parlato con Gallorini ricavando queste informazioni.

Eppure qualcosa non tornava già allora perché altre fonti avevano raccontato l’attentato come parzialmente fallito: dei due ripetitori su Monte Calisio soltanto quello della società TowerTel era andato a fuoco mentre l’altro, quello che trasmette il segnale della rete locale Rttr, si era salvato per via di un malfunzionamento del secondo innesco incendiario. Però, cosa vuoi fare? Contraddire le dichiarazioni di una parte in causa?

Il giorno dopo Alessandro Sortino interviene e denuncia un attentato “di carattere pubblicitario” ai danni di Piazzapulita, la trasmissione di La 7 di Corrado Formigli per la quale collabora:

Ieri mattina alle 10 Servizio Pubblico ha postato sulla sua pagina Facebook questo “drammatico post”: “RTTR, la tv che trasmette Servizio Pubblico in Trentino Alto Adige, questa notte ha subito un attentato ai propri tralicci e la zona è ora sotto sequestro. Si tratta del secondo attentato nel giro di una settimana ad emittenti del nostro circuito. Fate il passaparola perché questi fatti non rimangano impuniti!”

In realtà l’attentato era stato attribuito agli anarco-insurrezionalisti da subito (l’avevamo riportato anche noi), ma Santoro e i suoi sembravano certi di essere di fronte all’ennesimo oscuro attacco alla libertà di stampa.

Sortino sottolinea come in serata sia poi arrivata una secca smentita dell’emittente: “Smentiamo categoricamente questa notizia, fortunatamente il nostro ripetitore è risultato indenne“.

Quindi?

Con chi ha parlato ilfattoquotidiano.it? Se il ripetitore non è stato danneggiato perché secondo il direttore generale di Rttr aveva subito “ingenti danni” e non si poteva “garantire la messa in onda di Servizio Pubblico” in Trentino?

Mistero. Certo in questa ingarbugliata storia, con conflitti d’interesse incrociati, c’è qualcuno che racconta balle. Sortino è sicuro che il tutto sia “servito a fare pubblicità a Servizio Pubblico a scapito dei concorrenti“. Il giornalista si domanda, laconico: “Chi è l’autore di questo dinamitardo attentato pubblicitario?“.

Noi non lo sappiamo, ma se fossimo di fronte ad una “panzana” dovremmo concludere che Il Fatto Quotidiano (fra gli editori di Servizio Pubblico) ha dato una bella mano a diffonderla e renderla credibile.

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