Quelle che i reality… per carità/2

Fanno discutere, le recalcitranti al reality. Dopo aver enunciato la parabola editoriale di Laura Freddi, prodiga di rivelazioni snobistiche sul Sorrisi e Canzoni, come non citare l’intervista rilasciata allo stesso giornale da Cristina D’Avena, l’eroina delle sigle di cartoni animati al centro di dichiarazioni clamorose:“Basta trattarmi da bambina. Oggi più che mai mi sento femmina,

cristina d'avenaFanno discutere, le recalcitranti al reality.
Dopo aver enunciato la parabola editoriale di Laura Freddi, prodiga di rivelazioni snobistiche sul Sorrisi e Canzoni, come non citare l’intervista rilasciata allo stesso giornale da Cristina D’Avena, l’eroina delle sigle di cartoni animati al centro di dichiarazioni clamorose:

“Basta trattarmi da bambina. Oggi più che mai mi sento femmina, molto femmina”.

L’autore dell’intervista apre l’articolo con un messaggio davvero fuorviante: “Cristina si presenta all’appuntamento ostentando un prosperoso dècolletè”.
Come se l’agognata femminilità e la conquista di un’immagine più matura si misurassero in uno scapezzolamento di troppo. Poi la D’Avena tira in ballo il solito leit motiv del pregiudizio musicale, con cui cerca di rendersi interessante nelle recenti interviste, sfogandosi sul fatto che per l ‘opinione pubblica rimanga un’eterna teenager.
Considerato che molti suoi colleghi hanno una reputazione ben più infima ed essere accostati a un’immagine pascoliana può anche avere i suoi lati positivi, perchè mostrare all’improvviso tutto questo risentimento, oscillando tra l’orgoglio dei propri successi discografici e il rinnegamento delle proprie origini?
Il massimo della paranoia arriva proprio con l’argomento reality:

“Vanto un record in questo campo: mi hanno offerto di partecipare a tutti i reality per personaggi famosi . Tutti! Isole e Fattorie sono per chi non ha niente da perdere”.

Osservazione encomiabile, se omettete che la D’Avena ha dato picche più di una volta anche all’allettante visibilità di Music Farm, un reality soft che poteva sdoganarla dall’identità fanciullesca e farla misurare con un repertorio tradizionale. Effettivamente, non sarà stato un grande successo in termini di ascolti, ma ha riportato cantanti datati come Alberto Fortis e Mariella Nava sulle piazze, decretando la popolarità di promesse emergenti come Pago e Dolcenera.
In definitiva, quel che stigmatizzo di questi personaggi è l’eccessiva boria che rischia di tramutarsi in ingratitudine nei confronti dei propri successi.
Abbiamo cantato per anni le canzoni di Kiss Me Licia e, se Cristina D’Avena non è riuscita a raccontarsi in modo diverso accettando soltanto Zecchini D’Oro, non è colpa del fan che la apostrofa come una bambina ma delle sue scelte professionali.
Poi, potrebbe andar fiera che quelle canzoni siano ancora amate dal pubblico e dedicarsi ad altro.
Dopotutto, non si vive di sola tv…